“La casa viola” di Marco SCALABRINO. Con una recensione di Antonio FIORI

lacasaviola2

La casa viola

 

Staiu

na casa

cu li naschi viola.

 

Stulani

a conza

di collamitina.

 

E lampi

e trona

pi viviruni.

 

 

La casa viola

 

Abito

una casa

con le narici viola.

 

Inquilini

a prova

di colla d’amido.

 

E lampi

e tuoni

in terrazza.

                         Trad.  Maria Pia Virgilio

 

 

 

The purple house

 

I live

a house

with purple nostrils.

 

Tenants

stiffed

with corn starch.

 

And lightnings

and thunders

in the terrace.

                           Trad. Tony Di Pietro

 

 

*

 

Frivaru

 

Suli-pigghialu

di Frivaru.

 

Nta na seggia di juncu

a stenniri

l’arma mia

agghimmata.

 

 

Febbraio

 

Sole incerto

di Febbraio.

 

Su una sedia di giunco

è stesa

l’anima mia

ingobbita.

                            Trad. Maria Pia Virgilio

 

 

Février

 

Soleil incertain

De Février.

 

Sur un siège de jonc

Est étendue

Mon ame

Bossue.

                  

                             Trad.  Hédi Bouraoui

 

 

Febrero

 

Sol incerto

de Febrero.

 

Mi alma

entorpecida

se extiende

sobre una silla de junco.

 

                       Trad. Margarita Feliciano

 

 

*

 

 

Latru

 

Arrubari na cicara di tempu.

P’arristari

LATRU

pi sempri.

 

 

Ladro

 

Rubare una ciotola di tempo.

E rimanere

LADRO

per l’eternità.

 

                     Trad. Maria Pia Virgilio

 

Voleur

 

Voler une énticelle au temps.

Et demeurer

VOLEUR

Pour l’éternité

                        

                      Trad. Hédi Bouraoui

 

 

*

 

 

La casa viola

di Marco Scalabrino

Edizioni del Calatino

Castel di Judica (CT)

2010 – pagg.100

 

Chissà, forse è proprio questa la strada da prendere: un coraggioso plurilinguismo che dia al testo altri respiri, e nuovi lettori. Le traduzioni possono anche essere amicali, affettuosamente improvvisate, purché siano, come in questo caso, di traduttori madrelingua e frutto di autentica empatia col testo d’origine. Marco Scalabrino dimostra qui un consolidamento della sua poetica: il verso è asciutto ma gronda di significati, la parola è semplice, spesso arcaica, ma meditata, improvvisamente simbolica. Una poesia che distilla dalla vita e dalla storia la sua filosofia essenziale, che ha col linguaggio un rapporto umile e insieme orgoglioso, rispettoso ma anche aperto a soluzioni originali (Indiani, Sapuni n.° 5, Ctrl+alt+canc, Faddacchi). Flora Restivo, nella sua bella introduzione, estende lo sguardo su tutta la produzione del poeta trapanese, ricorda la sua battaglia per la dignità del dialetto, la coerenza del suo percorso, la visione etica dell’esistenza.

 

Meritano un particolare apprezzamento Battaria (Frastuono), dedicata proprio alla Restivo, testo in equilibrio tra normalità descrittiva e singolare efficacia comunicativa, i quasi-haiku Frivaru e Latru, la suggestiva Figghi, la ‘militante’ C’è. La poesia eponima, La casa viola, è sicuramente una delle più significative della raccolta ed è di grande qualità espressiva. Il grumo del non detto è percepito immediatamente dal lettore, lievita subito da questi versi brevi e visionari. Luogo quotidiano delle battaglie e delle rese, La casa viola, è  l’emblema dello ‘ spinoso lirismo ’ ( F.R.) della poesia di Marco Scalabrino.

 

 

Antonio Fiori

15 Risposte a questo post.

  1. Pubblicato da anonimo in 1 aprile 2010 alle 5:42 pm

    Mille GRAZIE sempre ad Antonio Fiori e a Gianni Nuscis per l'attenzione e la stima. Un cordiale saluto e una Pasqua di pace a tutti, Marco Scalabrino.

    Replica

  2. Pubblicato da anonimo in 1 aprile 2010 alle 7:16 pm

    Grazie a te, Marco, per gli auguri, che con affetto ricambio, e per il dono della tua poesia; qui, ben lieto di ospitare.Gianni

    Replica

  3. Pubblicato da accipicchia in 2 aprile 2010 alle 8:37 am

    Le tue proposte, Gianni, sono sempre belle e arricchiscono mente e cuore.Ha detto bene Antonio, i versi di Marco Scalabrino sono "asciutti ma grondano di significato". Ottima l'idea della traduzione in lingue diverse.Un saluto a Marco, che  ho conosciuto in questo blog, ad Antonio e a te, che ho avuto la fortuna di poter conoscere un po' di più.Grazie. Piera

    Replica

  4. Pubblicato da anonimo in 2 aprile 2010 alle 3:22 pm

    Ringrazio sentitamente Piera per il suo cortese commento. Se lei mi comunicherà il suo indirizzo, io avrò il piacere di inviarle il mio libro. GRAZIE ancora a Gianni per la generosa ospitalità. A tutti un cordiale saluto e una Pasqua di pace, Marco Scalabrino. marco.scalabrino@alice.it   

    Replica

  5. Pubblicato da 1Nuscis in 2 aprile 2010 alle 10:08 pm

    Grazie, Piera, per la lettura.Marco è fine poeta e studioso e critico attento. Sono contento che ne abbia apprezzato  i testi scelti da Antonio e la sua recensione .Un caro saluto a te e, ancora, a Marco, ricambiando con affetto gli auguri.Gianni

    Replica

  6. Pubblicato da cino720 in 6 aprile 2010 alle 5:25 pm

    Non so se la strada del multilinguismo sia la soluzione, ma sicuramenteè una strada da percorrere. Non conosco il dialetto di Marco e quindiho apprezzato maggiormente la traduzione in italiano. Anche per lui,vale ciò che penso per Franzin. Se la poesia è buona, lo è in  tutte le lingue.Voi che ne pensate? Poi ci sono le sfumature, come i suoni, che nel dialetto assumono importanza vitale, o quelle parole quasi scomparse o insostenibili nella traduzione, dove la bravura del traduttore è nella sintoniacon il testo originale e con l'autore. Nello specifico del dialetto credo sia quasi sempre l'autore stesso a tradurre e quindi penso che il risultato sia molto fedele e rispondente. Anche qui mi piacerebbe sapere il parere di Marco in proposito e naturalmente anche quello di Gianni o altri.Comunque grazie a Gianni (Giovanni), per la propostae grazie a Marco che ho riletto con grandissimo interesse.Un saluto, vincenzo

    Replica

  7. Pubblicato da cino720 in 6 aprile 2010 alle 5:32 pm

    scusate, non vorrei essere frainteso, le traduzioni qui postate non sonodi Marco, ma credo che lui stesso possa tradurre i suoi testi, anche se quie anche su blanc la traduttrice è Maria Pia Virgilio.vincenzo

    Replica

  8. Pubblicato da 1Nuscis in 7 aprile 2010 alle 11:02 pm

    Il multilinguismo estende indubbiamente la conoscenza dell'opera, ma la lettura dalla lingua scelta dall'autore ci fa meglio entrare nel suo mondo, e nel contesto storico culturale in cui il lavoro è nato. Così almeno provo a fare, con l'ausilio della traduzione in lingua italiana. Più difficoltà ho invece incontrato leggendo autori come Franco Loi e Fabio Franzin, che citi.Grazie, VincenzoGiovanni

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  9. Pubblicato da anonimo in 13 aprile 2010 alle 2:11 am

    La bravura del traduttore per me sta nel carpire l'esatto messaggio che l'autore inneggia nei suoi versi. Questi poi conoscendo a fondo la lingua in cui tradurra' avra' la responsabilita di trasmettere quello stesso messaggio che l'autore ha espresso nella propria lingua.Tony Di Pietro

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  10. Pubblicato da anonimo in 13 aprile 2010 alle 9:16 pm

    Queste nuovo volume di poesie di Marco Scalabrino mi ha attratto in modo particolare, non solo per la ritrovata polifonia relativa alla presenza di traduzioni in più lingue, ma anche per la notevole ricerca – riuscitissima – di spazi ancor più vasti.I versi de "La casa viola" si espandono, con fortunata voluttà, dal lirismo all'invettiva, tra episodi onirici o terrestri carnalità, attraverso felici funambolismi che percorrono territori multiformi – dallo spazio dell'incorrotta dimora intima fino all'àmbito collettivo, profondamente degradato.Ed è inoltre di grande impatto, per gli occhi e per il cuore, la ricerca di sperimentalismi grafici e linguistici, che fluttuano dal linguaggio informatico alla parola che diviene "cosa" ("Ma quei quattro gradini", per esempio, che diventano "gradini" di parole), sino alla parola che si legge solo se censurata, come nei versi di "Impalcatura" (una poesia che mi ha molto emozionato) dove ogni parola, compreso il titolo, è "cancellata" da una riga censoria – denuncia feroce d'una zona oscura della nostra vita nazionale, le cosiddette "morti bianche".Da porre in evidenza infine il pregevole "oggetto libro", con una bellissima copertina e quarta di copertina. Complimenti vivissimi a Marco Scalabrino!

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  11. Pubblicato da anonimo in 13 aprile 2010 alle 9:19 pm

    Ho dimenticato di firmarmi nel commento precedente: Subhaga Gaetano Failla

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  12. Pubblicato da anonimo in 14 aprile 2010 alle 4:43 am

    La mia semplice testimonianza di amica: grazie a Marco per ciò che ha fatto e fa per il linguaggio del dialetto, grazie per la passione che sa infondere nella sua scrittura, grazie per essere ciò che è.Sono lieta dei riscontri positivi che " La casa viola" sta ricevendo e desidero svelare l'identità dell'autrice della copertina: si tratta della figlia di Marco, la deliziosa Ester, che conosco da ancor prima che venisse al mondo!Un saluto a Gianni Nuscis, sempre attento e squisitamente presente.Flora Restivo.

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  13. Pubblicato da 1Nuscis in 14 aprile 2010 alle 9:00 am

    Ringrazio Tony Di Pietro, Subhaga Gaetano Failla, di cui condivido appieno le osservazioni, e la cara Flora Restivo, autrice del saggio introduttivo alla raccolta di Marco.Un caro saluto a tutti.Giovanni

    Replica

  14. Pubblicato da anonimo in 14 aprile 2010 alle 8:46 pm

    Ringrazio sentitamente Vincenzo, Tony Di Pietro, Gaetano Failla, Flora Restivo e sempre Gianni Nuscis per i loro graditi interventi. A tutti un cordiale saluto, Marco Scalabrino.

    Replica

  15. Pubblicato da anonimo in 15 aprile 2010 alle 5:18 am

    Chiedo perdono per aver dimenticato di ringraziare Antonio Fiori di avermi citato nel suo intervento. Mi appello al millesimo emendamento:  santa pazienza con i distrattoni!Buon giorno a tutti.Flora Restivo.

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