25
apr
Pubblicato da Giovanni Nuscis in Articoli, divagazioni. Taggato con: 1° MAGGIO 2012, Per una vera festa del lavoro. Lascia un commento

1. SONO CINQUE MILIONI
Osservando i dati Istat più recenti, apprendiamo che sono cinque milioni in Italia le persone che cercano un’occupazione, tra inattivi, sottoccupati e disoccupati. Persone, dunque, che hanno perso il lavoro a seguito di un licenziamento o che non l’hanno mai trovato, o che sono alla ricerca di un’attività che li impegni maggiormente, poiché quella che svolgono è insufficiente. Tutti, ad ogni modo, potenzialmente impiegabili nel processo produttivo. Continua a leggere
25
apr
Pubblicato da Giovanni Nuscis in eventi. Taggato con: 25 aprile 1945 - 25 aprile 2012. Lascia un commento

“Fin da marzo a Milano era stato costituito un “Comitato insurrezionale” formato da Luigi Longo, Sandro Pertini e Leo Valiani che la mattina del 24 aprile, dopo le prime notizie provenienti da Genova, prese la decisione di dare inizio all’insurrezione nel capoluogo lombardo; la sera dello stesso giorno le brigate SAP diedero inizio ai combattimenti nelle fabbriche della periferia, mentre alcuni reparti garibaldini si avvicinavano da sud e da ovest. Il 25 e il 26 i partigiani fecero notevoli progressi e raggiunsero la cerchia dei Navigli, mentre alcuni reparti fascisti avevano già abbandonato la città. I tedeschi restarono in armi nei loro quartieri, senza combattere secondo gli ordini del generale Wolff; la Brigata Nera Aldo Resega abbandonò le sue posizioni dentro la città, la Guardia Nazionale Repubblicana si sciolse spontaneamente. La Guardia di Finanza si unì agli insorti, mentre la Decima MAS, invece di ripiegare in Valtellina, rimase accasermata e si arrese senza combattere. Il 27 aprile alle ore 17.30 arrivarono per primi in città con poche difficoltà i garibaldini delle brigate dell’Oltrepò Pavese guidate da Italo Pietra “Edoardo” e Luchino Dal Verme “Maino”. Il 28 aprile arrivarono i partigiani delle Brigate Garibaldi della Valsesia di Cino Moscatelli, provenienti a Novara, mentre altri reparti occuparono Busto Arsizio e le strade per la Valtellina su cui in teoria avrebbero dovuto ripiegare gli ultimi reparti della RSI.” Continua a leggere
24
apr
Pubblicato da Giovanni Nuscis in Poesia. Taggato con: Carlo Bordini, Edizioni Ensemble, Massimiliano DAMAGGIO, POESIA COME PIETRA. Lascia un commento

| Αθήνα, Μάιος 2011 άνθρωποι
βγαίνουν απ’ τις τρύπες της νύχτας
γεμάτοι δόντια
τσιγάρα
μικρές κραυγές
στην μεγάλη νύχτα
πολύ μεγάλη
υπερβολικά μεγάλη
ακολουθούν την διαδρομή προς την πλατεία
την δακρυγόνα
“ άκου, μου λένε, έχασα την δουλειά
τώρα κοιμάμαι στους κάδους
έχει καταπιεί η τράπεζα το ένα μου χέρι
είμαι κουτσός
δεν μπορώ πια να παρέχω χάδια
ούτε κλοτσιές
τι μπορεί απόψε, αύριο
αυτή η αράδα, αυτό το στυλό, αυτό το
[πράγμα εδώ
που ονομάζετε ποίηση;
δεν είναι
ψάρια ή
όρνιθες ή
γλώσσα
τώρα πια “ |
Atene, maggio 2011 uomini
escono dai buchi della notte
pieni di denti
sigarette
piccole grida
nella notte grande
molto grande
eccessivamente grande
seguono il cammino verso la piazza
lacrimogena
“ ascolta, mi dicono, ho perso il lavoro
adesso dormo nei cassonetti
la banca m’ha mangiato un braccio
sono zoppo
non posso più elargire carezze
né calci
cosa può stasera, domani
questa riga, questa penna, questa
[ roba qua
che chiamate poesia?
non è
carne né
pesce né
lingua
oramai” |
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17
apr
Pubblicato da Giovanni Nuscis in Articoli, dalla rete. Taggato con: Paolo Flores D'Arcais. Lascia un commento
di Paolo Flores d’Arcais, da “Il Fatto quotidiano”, 17 aprile 2012
La parte migliore dell’Italia rischia di essere trascinata in un gorgo dove l’unica alternativa alla disperazione sembra la rassegnazione o addirittura la fuga dalla realtà. Sempre più spesso, persone che mai avevano rinunciato alla passione civile, alla razionalità critica, all’impegno, annunciano agli amici l’intenzione di “dimettersi” dalla cittadinanza attiva: da anni non ascoltavano i Tg, perché megafoni “falsi e bugiardi” dell’establishment, ma ora non leggeranno più neppure quel quotidiano e mezzo che racconta il mondo vero, perché questo mondo vero è troppo disperante, alla ripugnanza del regime di Berlusconi è seguito un governo Napolitano-Monti-Passera che ne perpetua l’iniquità con uno stile meno sboccato e più accattivante, e poiché nessuna opposizione “repubblicana” si profila all’orizzonte, meglio “evadere” con qualche buon libro o addirittura qualche serie tv a lieto fine, altrimenti si finisce nel suicidio (e le cronache ci ammoniscono che non è un modo di dire). Continua a leggere
14
apr
Pubblicato da Giovanni Nuscis in Articoli, dalla rete. Lascia un commento
Cinquanta stipendi d’oro 2011 valgono quanto un anno di rimborsi elettorali. E i capi azienda affrontano la crisi con il posto fisso. Il loro.
di Vittorio Malagutti e Giorgio Meletti, da il Fatto quotidiano, 13 aprile 2012
Scordatevi il posto fisso”, moraleggiava pochi giorni fa il presidente di Mediobanca, Renato Pagliaro. Nell’occasione si è dimenticato di spiegare all’attonita platea di liceali milanesi come mai nel 2011 la sobria banca fondata da Enrico Cuccia ha premiato l’amministratore delegato Alberto Nagel con 384 mila euro una tantum per i vent’anni di anzianità aziendale. Pagliaro e Nagel certo non sarebbero i testimonial più adatti per convincere i lavoratori italiani a non restare avvinti come l’edera al posto fisso, mentre sono ottimi per dimostrare che quanto a coerenza tra il dire e il fare i grandi manager italiani non sono migliori dei politici. Continua a leggere
11
apr
Pubblicato da Giovanni Nuscis in Articoli, dalla rete. Taggato con: Giovanni Perazzoli, Ignazio Dessì, Micromega, reddito di cittadinanza, reddito minimo garantito, Tiscali. 2 commenti
Perazzoli: “In Germania fino a 1850 euro al mese, in Europa solo l’Italia non ha il reddito di cittadinanza”
di Ignazio Dessì
L’asse Monti-Fornero batte la lingua sul tamburo intonando il mantra “più licenziabilità più posti di lavoro per i giovani” e il magico cilindro governativo sputa fuori un nuovo articolo 18 dello Statuto dei lavoratori frutto della mediazione con la politica. Ma nella realtà proliferano gli esodati, i disoccupati e i disperati che si suicidano. La società italiana è in fermento e la categoria lavoratrice sembra percossa da un senso di impotenza. Del resto dopo il licenziamento si avrà diritto a 12 mesi di indennità (Aspi) e poi si finirà sulla strada. Così quando per forzare la mano e far passare le riforme auspicate dal trionfante mercato molti esponenti del governo fanno riferimento a quanto esiste in Europa dimenticano quella parte di tutela sociale (la più importante) che il Vecchio Continente offre ai cittadini. In primo luogo il
Reddito di cittadinanza che nel resto d’Europa è considerato un diritto fondamentale e solo l’Italia, insieme alla Grecia e all’Ungheria, continua a negare. Dell’argomento abbiamo parlato con Giovanni Perazzoli, penna di punta di
Micromega, direttore di
Filosofia.it ed autore di alcune illuminanti pubblicazioni sull’argomento.
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9
apr
Pubblicato da Giovanni Nuscis in letture, Poesia. Taggato con: Edizioni Smasher, Esilio di voce, Francesco Marotta, Marco Ercolani. 2 commenti

così la grazia delle immagini
rovesciate nel palmo venute via dall’ombra
che ora ricordi accampata da sempre
alla tua soglia ma
si trattava di attese esercizi
privi di simboli come adornare sbrinati
specchi col battito salino
di una pupilla naufragata
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4
apr
Pubblicato da Giovanni Nuscis in Poesia, recensioni e note di lettura. Taggato con: Fermenti, Girolamo De Simone, I giorni del vino e delle rose, Luca Buonaguidi. Lascia un commento

Come lava la scrittura di Luca Bonaguidi fissa un paesaggio emozionale e umorale nel tempo – il suo, anagrafico, interiore, e il nostro - in cui tutto muta vorticosamente, e tutto, istante dopo istante, è già passato. La scrittura, con la vita che ingloba e rattiene, è presto concrezione; la sua lettura, anzitempo, archeologia. Nell’“ostinata propensione” per dirla col prefatore “ a mantener viva la memoria.” Continua a leggere
1
apr
Pubblicato da Giovanni Nuscis in Poesia, saggio. Taggato con: &stro edizioni, Adrienne Rich, Liana Borghi, Lo spacco alla radice, Nadia Agustoni, Sources. 2 commenti

Adrienne Rich, poesia e rabbia.
di Nadia Agustoni
La morte di Adrienne Rich, poeta, saggista e femminista americana, come quella di altre figure simbolo dell’intellighenzia radical (Paley, Sontag, Wittig) mancate nell’ultimo decennio, segna la fine di un’epoca; fine che arriva frammentata e in un vuoto che personalità meno affilate riempiono solo parzialmente, anche perché un certo carisma si afferma per l’integrità personale che solo il tempo rivela. Rich apparteneva alla generazione che negli anni Sessanta partecipò alla contestazione dello status quo, e lei madre quarantenne di tre figli rimise allora in gioco l’intera sua vita, sposò le cause del femminismo e dell’antirazzismo, si mobilitò contro la guerra in Vietnam e visse apertamente il suo legame d’amore con una donna, Michele Cliff. Continua a leggere
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