il muro della morte

 

Avanti e indietro senza sosta

in una sala immensa.

Lui  l’instancabile maestro

noi, l’assito che cigola al suo passo.

 

La morte fa risorgere alla pace

dopo i fumi del bivacco

oltre il cerchio che si chiude.

La morte è un cortile vuoto

letto gelido.

 

La morte è la giornata

tagliata in due dal lampo

ruga che solca l’occhio

e si fa occhio, rabbuiando.

 

Nella morte non ci sono sfumature

né dettagli: sacco che imprigiona

il gatto, il vano dimenarsi.

 

La morte è il clic

che ci elimina dal web.

Volo grandioso di bit

interrotto da hard ad hard.

 

Il nostro nome espunto:

Your search did not match any document.

 

Subito occupato, lo spazio.

E croci invisibili s’aggiungono

possibili ritorni in vita

da un al di là insperato

di memoria remota.

 

 Giovanni Nuscis

 

8 responses to this post.

  1. Posted by ventidiguerra on 26 novembre 2006 at 5:32 pm

    … La morte, errore irreversibile che nessuna scansione ed alcun ripristino , sono in grado di riconfigurare nell’ html della nostra pagina di vita!
    Caro Gianni, un piacere grandissimo leggerti e rileggerti.
    Grazie per la tua graditissima visita e per il pensiero recepito e condiviso.
    Con stima immutata,
    a presto.
    Giulia.

    Rispondi

  2. Posted by ventidiguerra on 26 novembre 2006 at 6:13 pm

    Sono ancora quì…
    Non appena lasciato l’ altro commento, ho avvertito subito qualcosa di familiare quì da te : La foto ! Birkenau… il muro, in fondo alle raccapriccianti, maledette costruzioni!
    Familiari per via del mio precedente trattare l’ argomento, di cui sai.
    Grazie per la sensibilita’ e l’ attenzione che ti sono proprie e che ti rendono la persona che sei… ammirevole il tuo impegno !
    Un caro saluto ricambiato,

    Giulia.

    Rispondi

  3. Posted by 1Nuscis on 27 novembre 2006 at 6:05 pm

    Ti ringrazio di cuore, Giulia, per le tue parole. Quel muro, ad Auschwitz, chi l’ha visto non lo dimentica. Credo che ce ne sia uno in ogni lager: quasi un simbolo di assenza/presenza. Un caro saluto. Gianni

    Rispondi

  4. Posted by foglidiparole on 2 dicembre 2006 at 4:59 pm

    caro giovanni, aspetto le tue poesie con immenso piacere, anche su foglidiparole. un bacio! swan

    Rispondi

  5. Posted by 1Nuscis on 2 dicembre 2006 at 10:24 pm

    Grazie, Swan, contaci.
    Un caro saluto
    Gianni

    Rispondi

  6. Posted by diamine on 6 dicembre 2006 at 11:09 am

    …e non apostrofatemi per l’omesso apostrofo in un’eco…
    :-))
    A.F.

    Rispondi

  7. Posted by diamine on 6 dicembre 2006 at 11:09 am

    “Il vano dimenarsi”: quasi un eco, una decantazione, della leopardiana “infinita vanità del tutto”…
    Antonio Fiori

    Rispondi

  8. Posted by DanielaRaimondi on 11 dicembre 2006 at 4:02 am

    “Nella morte non ci sono sfumature
    né dettagli: sacco che imprigiona
    il gatto, il vano dimenarsi”

    Molto colpita da questa tua poesia, Gianni. Vero quello che dici: la morte senza sfumature. La morte un cortile vuoto e, perche’ no, la morte anche in un click del computer. La morte un dimenticarsi di te, un annullarti nella memoria degli altri. Piaciuta molto.
    Daniela

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: