Trame…

trame

 

 

Tizio ha una cosa

a cui tiene. Caio

gliela strappa di mano.

E tutti a fare il tifo

per Tizio, sconsolato;

con Caio che alla fine

muore, o si redime…

 

Siamo nella sfera

d’una penna romanziera.

Vomere che scivola

notte sulla pagina:

l’assorbenza della carta

è il futuro dell’albero

l’incontinenza dell’Africa.

 

La mano che ci (in)segna

è soffio sulla brace

festa della cenere.

Si ripete la storia: rotta

la brocca, perenne la ricusa;

i cocci in mano

fusi con le dita.

 

Il male serva

almeno a dimostrare

la grandezza del bene.

Noi il lavacro

che contiene

l’uomo nuovo,

l’eden?

 

Larghi e aerei più

ora mai incantati da leggi

formule vincenti,

da suadenti parole.   

(E)dotte (ec)citazioni

celano il corpo nudo

il fiato corto del comico.

 

 

26 marzo 2007

(inedito)

 

 

 

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5 responses to this post.

  1. Posted by diamine on 26 marzo 2007 at 10:33 pm

    Che tutto questo, Gianni,alla fine, non significa essere incontentabili, esigenti, ma solo franchi e disillusi. Un testo che incede sicuro e convince, come inversamente proporzionale alle insoddisfazioni di cui parla…
    Antonio

    Rispondi

  2. Posted by DanielaRaimondi on 27 marzo 2007 at 2:19 pm

    Ci trovo non solo pensieri profondi sulla dicotomia bene/male, ma anche uno sperimentare stili nuovi, un avventurarsi su sentieri letterari che mi sembrano molto, molto riusciti:

    l’assorbenza della carta
    è il futuro dell’albero
    l’incontinenza dell’Africa… (!)

    La mano che ci (in)segna
    è soffio sulla brace
    festa della cenere.

    Si ripete la storia: rotta
    la brocca, perenne la ricusa;
    i cocci in mano
    fusi con le dita. …

    Fra i passaggi che ho trovato migliori, ma l’intero inedito e’ molto riuscito! Piaciuta davvero, Gianni.
    Ciao.

    Rispondi

  3. Posted by 1Nuscis on 27 marzo 2007 at 11:10 pm

    Grazie, Tonino e Daniela, per la lettura di questo testo: corpo con ossa che sporgono, talvolta. Un abbraccio. Gianni

    Rispondi

  4. Posted by squitter on 28 marzo 2007 at 5:45 pm

    Un bell’inedito Gianni.Mi hanno colpito i versi:
    Si ripete la storia; rotta
    la brocca, perenne la ricusa;
    i cocci in mano
    fusi con le dita.

    Sono dei bellisimi versi resi in maniera pittorica.
    E danno più forza al famoso proverbio/detto:
    chi rompe paga e i cocci sono suoi.
    In questo caso si fondono addirittura!
    L’interpretazione è sempre soggettiva, Gianni e quei due versi per me hanno una notevole forza ,come l’hanno:

    Il male serva
    almeno a dimostrare
    la grandezza del bene.

    Anche questi versi notevoli.
    Mi piace veramente questa nuova strada di follia consapevole.
    Ti abbraccio.
    franca

    ps. mi sono accorta di averti mandato l’e-mail (alghero) cancellando la mailing list e non avendola salvata non ho potuto rimandarla puoi dire ad Antonio e Daniela quello che ho detto a te.
    Scusa ma sei sempre te il Mercurio.
    Un bacione

    Rispondi

  5. Posted by 1Nuscis on 29 marzo 2007 at 12:41 am

    Grazie, Franca, per le tue parole sulle mie: puntute per necessità, non di espressione. Un abbraccio. Gianni

    Rispondi

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