Archive for giugno 2007

Progetto LIRes – Presentazione di Marco SCALABRINO

Collana LIReS

                                             COLLANA

del Progetto L.I.Re.S. 2006

 

 

La collana che viene presentata oggi, destinata a essere diffusa nelle Scuole della nostra Isola, è il prodotto tangibile del lavoro svolto nel corso dell’anno scolastico 2005–2006, e giunge a coronare un vagheggiamento protrattosi alcuni decenni. Sì, perché la farina primordiale, lo spirito che ha concepito e partorito il progetto che vi sta alle fondamenta, la perseveranza che ha fatto sì che la disposizione trovasse concreta realizzazione, sono dotazioni del sacco di Rosalba Anzalone; configurano, per così dire, l’approdo di un suo “vecchio” sogno, per il compimento del quale lei ha scelto, uno a uno, e coinvolto, spendendo tutto il suo carisma e il suo entusiasmo, i componenti della Equipe.

Ecco allora lo staff, le cui attribuzioni sono essenzialmente quelli di indirizzo (e di regia) del programma, e altresì di individuazione dell’autore regionale:

Ø     Coordinatrice Dott. Prof. Rosalba Anzalone, Ispettore Regionale per la Sicilia del M.I.U.R., Ministero della Istruzione, Università e Ricerca;

Ø     Equipe Regionale, costituta per decreto del Direttore Generale del M.I.U.R., composta da dirigenti scolastici, docenti ed esperti del Dialetto, della Letteratura e del Teatro siciliani reclutati in tutta l’Isola, in ordine alfabetico: Giuseppe Adernò, Enzo Alessi, Marcello Cerasola, Francesco Coppola, Gianfranco Di Stefano, Domenico Ferraro, Anna Fileccia, Patrizia Luna, Salvatore Mangione, Enzo Papa, Anna Maria Rampolla e Marco Scalabrino.

 

Ma, cos’è il Progetto L.I.Re.S.?

La sigla L.I.Re.S. significa: Lingue, Identità, Ricerca e Sviluppo. Sulla genesi di tali termini, sui contenuti che ne derivano, sulla fattispecie del loro articolarsi, l’Ispettrice Anzalone si è, nelle fasi propedeutiche, reiteratamente soffermata; e tuttavia su essi torneremo qua e là nel prosieguo di questa esposizione.

S’è detto della Coordinatrice e della Equipe; sono state delineate le loro figure e prerogative. E nondimeno i reali protagonisti, gli interpreti principali, i titolari dell’impresa sono loro: le oltre cento scuole disseminate in tutta l’Isola. Aderenti su base del tutto volontaria, strutturate in RETI d’ambito pressoché provinciale, esse si caratterizzano in scuole aggregate e scuole capofila; queste ultime sono: I.C. “Castrofilippo” di Racalmuto AG; S.M.S. “Tomasi di Lampedusa” di Palma di Montechiaro AG; I.C. “Verga” di Acquedolci ME; D.D. di Pallavicino PA; I.C. “Mons. V. Aglialoro” di Caccamo PA; I.C. “Di Martino” di Contessa Entellina PA; Liceo Scientifico “O.M. Corbino” di Siracusa; D.D. “Leonardo da Vinci” di Trapani.

Lo staff, in questo primo ciclo, ha ravvisato in Alessio Di Giovanni l’autore regionale da proporre all’attenzione e all’approfondimento delle scuole. A questo proposito, subito una precisazione al fine di fugare eventuali precipitose conclusioni: Alessio Di Giovanni in primis sì; ma, come vedremo, non solo ADG.

Alle scuole, a loro volta, è demandato l’onere di indicare gli autori locali meritevoli di interesse. Da Anselmo ad Avolio, da Battaglia a Buttitta, da Consolo a Girgenti, da Martoglio a Meli, da Mercadante a Pedalino Di Rosa, da Pitrè a Russo, da Trassari a Turrisi Colonna, e tanti altri, assommano a un totale di quarantadue. Superfluo dire che Ignazio Buttitta è il più “gettonato”, con nove nomination. Da registrare con rammarico l’assenza, eccettuato Buttitta, di tutti i poeti – catanesi e palermitani – che hanno segnato da protagonisti, tra il 1945 e per quasi tutti gli Anni Cinquanta, la stagione del Rinnovamento della Poesia Dialettale Siciliana. Intendo Ugo Ammannato, Saro Bottino, Miano Conti, Antonino Cremona, Salvatore Di Marco, Salvatore Di Pietro, Salvatore Equizzi, Girolamo Ferlito, Aldo Grienti, Paolo Messina, Carmelo Molino, Stefania Montalbano, Nino Orsini, Ildebrando Patamia, Elvetio Petix, Pietro Tamburello, Francesco Vaccaielli, Gianni Varvaro, oltre che Salvatore Camilleri, Mario Gori e Santo Calì, benché quanti di loro operarono a Palermo si denominarono, alla scomparsa del Maestro nel 1946, proprio Gruppo Alessio Di Giovanni. Indice eloquente che questi autori, quantunque più vicini a noi nel tempo, sono pressoché sconosciuti tranne che agli addetti ai lavori, che le loro opere – le quali, fra parentesi, non temono il confronto con quelle di altri più blasonati colleghi continentali – hanno “bisogno di essere ristampate, che occorre promuovere una nuova fioritura di studi intorno alla letteratura siciliana, che è tempo di sottoporre a revisione critica le opere degli scrittori delle generazioni passate”.

 

Proverò adesso a illustrare succintamente i venti volumi, frutto di questo primo, corale anno di impegno; i cui esiti, pur con le innegabili intuibili difficoltà, sono da ritenere ragguardevoli, e che, in assenza di specifici precedenti, conferiscono alla collana il crisma di opera antesignana.

Tratteggerò le componenti prioritarie di ciascuno dei volumi, che hanno visto la luce nel Novembre 2006 presso le Grafiche Geraci di Santo Stefano di Quisquina AG.

 

Volume 1. Contiene alcuni saggi di orientamento prodotti dai membri della Equipe Regionale. Tra essi: la storiografia siciliana del cinquecento di Francesco Coppola; quattro elaborati di Rosalba Anzalone su Alessio Di Giovanni, il suo “non essere uno scrittore dialettale”, le immagini della sua poesia, i suoi rapporti con Corrado Avolio e Federico Mistral, la sua fedeltà a San Francesco d’Assisi; due lavori di Enzo Papa sugli anni netini di ADG e ancora su Corrado Avolio nel centenario della morte; e inoltre due monografie del sottoscritto: un testo denominato Del Siciliano, e uno studio inedito su Paolo Messina & rosa fresca aulentissima, la sua unica silloge.

Tutti i saggi menzionati sono consultabili nel sito della L.I.Re.S. www.lires.altervista.org

 

Volume 2. Propone, su iniziativa del docente referente Carmelo Conte e della dirigente scolastica Rosalia De Marco dell’Istituto Comprensivo Statale “P. Fedele Tirrito” di San Biagio Platani AG, la ristampa, prologo e tre atti, de la tragedia di san biagio di Padre Fedele Tirrito, in origine stampata a Palermo dalla Tipografia Valguarnera nel 1939.

 

Volume 3. A cura dell’I.C. “Vincenzo Navarro” di Ribera AG, dirigente scolastico Dino Messina e docente referente Rosaria Di Leo, col contributo della D.D. II “Don Bosco” di Ribera, dirigente scolastico A. Schiacchitano e docente referente D. Verde, vengono riproposte, tra l’altro, la pregevole conferenza inedita del Sac. Silvio Cucinotta su ADG datata 1909, e la testimonianza su ADG di Don Nicolò Licata, oltre che i rudimenti biografici dei due amici e ammiratori, giusto il Cucinotta e il Licata, di ADG.

 

Volume 4. I.C. Statale “A. G. Roncalli” di Burgio AG, dirigente scolastico Maria Bufalo, docente referente Caterina Guarisco. L’autore locale, a beneficio del quale è spesa la gran parte del tomo, è Nicoletta Vetrano Noto di Villafranca Sicula, artefice di ben otto romanzi di cui solo uno, la luna azzurra, pubblicato nel 1954 e ristampato nel 2005 dal Centro Studi Giulio Pastore di Agrigento. Intriganti la presentazione della città di Burgio in Italiano e in Francese e il Calendario Illustrato che introduce la figura del Venerabile Andrea da Burgio.

 

Volume 5. La RETE di Messina: I.C. “Verga” di Acquedolci ME, I.C. di Longi,  I.C. di Tusa, I.C. di Raccuja, I.C. di Terranova, I.C.S. di Sant’Agata di Militello, i cui dirigenti rispondono al nome di Rosalia Lanza, Giovanni Lento, Antonino Mancuso, Erminia Collovà, Maria G. Mirabile Russo, Maria Attinello, e i docenti referenti a quelli di Antonella Lusco, Giuseppina Pirrotti, Domenico Gullotti, Carmelo La Mancusa, Domenica Sidoti, Domenico Tata. Gli autori locali selezionati: Tommaso Cannizzaro, Francesco Trassari, Francesco Paolo Polizzano e Ignazio Buttitta.

A proposito di Tommaso Cannizzaro, Messina 1838 – 1921, titolare di svariate opere e noto per la sua traduzione in Siciliano della Divina Commedia di Dante Alighieri pubblicata nel 1904, desidero segnalare lo scritto di Filippo Cilluffo (nato a Partinico nel  1920, vissuto a Trapani dal 1944, morto a Mazara del Vallo nel 1981) Le Traduzioni Siciliane della Divina Commedia, originariamente stampato in “Nuovi Quaderni del Meridione” nel 1965, e ripubblicato postumo, nel 2001, nel volume di tenace concetto curato dall’I.T.C. “F. Ferrara” di Mazara del Vallo, di cui Cilluffo fu preside dal 1977 al 1981. Annota Filippo Cilluffo, riferendosi a tre lavori sistematici di traduzioni siciliane di Dante, susseguitisi nell’arco di mezzo secolo, dovuti a Filippo Guastella (Misilmeri 1862, medico, dilettante di letteratura, nel 1923), a Giovanni Girgenti (Bagheria 1897, docente di materie letterarie e apprezzato poeta dialettale, nel 1954), e, per l’appunto, al Cannizzaro: <La traduzione del Cannizzaro è la più degna. Amico dell’Hugo, gran viaggiatore, poliglotta di fama europea, glottologo per vocazione, poeta quasi clandestino, stampatore ed editore del tutto disinteressato, Tommaso Cannizzaro accingendosi a tradurre la Divina Commedia era persuaso di concorrere allo sforzo comune di rivalutare i dialetti italiani. Dopo avere studiato i tempi, l’animo, le vicende dall’Alighieri; dopo avere scelto il testo da seguire (quello lemonnieriano di Brunone Bianchi), il Cannizzaro esitò nella scelta tra il siciliano aulico e una parlata integrale e più genuina. Si decise per quest’ultima soluzione. Il Cannizzaro è oggi, strumentalmente, più valido traduttore del Girgenti, ove si tengano nel debito pregio, l’aderenza testuale, lo scrupolo dell’espressione, ecc. Il Cannizzaro fece un lavoro di filologo-poeta, il Guastella di estroso dilettante, il Girgenti di poeta dialettale.>

 

Volume 6. I Circolo Didattico “Leonardo da Vinci” di Trapani, dirigente scolastico Anna Maria Campo, docente referente Rita Bommarito, coadiuvata da Giuseppina Adornetto, Francesca Minaudo, Filippa Bologna, Leonarda Civita, Teresa Fodale, Maria Grimaudo, Laura Quirino. Autore locale Giacomo Tranchida. Giacomo Tranchida, Erice 1911-1983, fu insegnante nelle Scuole Elementari e in seguito impiegato presso il Comune di Erice; rivesti peraltro la carica di presidente della “Salerniana”. Pubblicò: Te … va liggennu e va rirennu, 1968; Floresto centralinista lesto (commedia) 1973; Un diavolo sul campanile, 1977; La “Mini-guida” d’Erici mia, 1978; Scherzando con Casanova, 1983. Il libretto ne offre alcune poesie tradotte in Italiano e illustrate dagli alunni.   

 

Volume 7. IX Istituto Istruzione Secondaria Superiore I.I.S.S. “O.M. Corbino”, Liceo Scientifico “Einaudi”, XIV I.I.S.S. “Principe di Napoli” di Siracusa, dirigente scolastico Enzo Papa, docenti referenti Cinzia Gallo, Antonella Caruso, Maria Boscarino. Autori locali individuati: Corrado Avolio, del quale nel centenario della morte viene ricostruito il profilo biografico, la formazione, la fortuna critica e analizzata l’opera più significativa i canti popolari di noto; Nino Martoglio, del quale oltre ai cenni biografici si può gustare una crestomazia dei sonetti, e Maria Bella Raudino.  

 

Volume 8. Direzione Didattica di Balestrate, Scuola Media “G. A. Borghese – XXVII Maggio”, IV Circolo Didattico di Bagheria, dirigenti scolastici Anna Maria Lo Piccolo e Gianfranco Di Stefano; docenti referenti Caterina Gaglio, Patrizia Luna, Giovanna Ferrigno. Una osservazione su Salvatore Salomone Marino e gli stralci della conferenza di ADG sullo stesso Salomone Marino, a diciotto anni dalla morte, la descrizione di <un rapido viaggetto in tre tappe> – un po’ in treno, un po’ in groppa a un asino, un po’ in barca, un po’ a piedi – di ADG, da Sferracavallo a Castellammare del Golfo, da Segesta a Selinunte, da Mazara a Monte San Giuliano, nonché talune sentite testimonianze sulla emigrazione in Sicilia.

 

Volume 9. I Circolo Didattico “Francesca Morvillo” di Monreale, Direzione Didattica “Borgo Ulivia” di Palermo. Dirigenti scolastici Luigi Caracausi ed Enza Pitarresi, docente referente Francesca Picone. Ricerca, corredata da preziosi commenti e dalla riproposizione di un poema santa caterina, su Giuseppe Fedele. Ristampa di za francischedda di ADG, testo apparso nel 1910, e un suggestivo itinerario pedagogico-didattico, nel 60° della morte, compiuto in dieci giorni da docenti e studenti, tra la via Castro e Piazza Giulio Cesare, la via Lincoln e la via Perez, di visita alle case che abitò ADG a Palermo.

 

Volume 10. I.C. “G. Meli”, I.I.S.S. “Luigi Pirandello”, I.I.S.S. “Lorenzo Panepinto” di Bivona. Dirigenti scolastici Baldassare Losi, Giuseppe Vella, Giusepppa Milazzo;  docenti referenti Rosalia Cinà, Maria Elena Puma, Lucia Vincenza Messina, Margherita Schembri. Singolare il Calendario Erbaceo di ADG, con ventotto schede descrittive e disegni prodotti dagli alunni, sulle “erbe della Valplatani” di uso medicinale, veterinario e alimentare. Citiamo a mo’ di esempio: addricula, addauru, burrania, camumiddra, cicoria, finocchiu sarbaggiu, gidi, majurana, marva, nipitedda, paparina, sarbia, accia, sparaciu … Cenni bio-bibliografici di Romano Cammarata.

 

Volume 11. IV Circolo Didattico “Giovanni Girgenti” di Bagheria, dirigente scolastico Gianfranco Di Stefano, docente referente Antonietta Eucaliptus, coadiuvata da Cettina Barracato, Rosellina Lo Grasso, Giovanna Mirone, Giovanna Pagano, Tanina Vetro, e in aggiunta Giuseppina Fiorino e Livia Merra. Pagine di parole antiche, proverbi, tradizioni, riflessione linguistica e testi poetici e disegni degli scolari, si susseguono. Giovanni Girgenti è l’autore locale, del quale gli alunni hanno drammatizzato il racconto: l’asino di don santo.

 

Volume 12. Istituto Comprensivo Statale “Mons. V. Aglialoro” di Caccamo, Istituto Comprensivo Statale “Luigi Pirandello” di Cerda. Dirigente scolastico Luigi Cona; docenti referenti Giuseppina Filippone, Patrizia Cottone, Calogera Venticinque, Massimo Natoli, Castrenze Rasa. Vengono esposti parecchi vocaboli del periodo greco e arabo, cenni sulla letteratura siciliana, tra la scuola poetica federiciana e il ‘900, passando da Cielo D’Alcamo e Giacomo da Lentini ad Antonio Veneziano, da Giovanni Meli a Giuseppe Pitrè, da Giovanni Verga a Luigi Pirandello, fino a Salvatore Quasimodo e a Ignazio Buttitta. Autori locali Giovanni Anselmo e Calogero Rasa, di cui si riportano alcuni componimenti.

 

Volume 13. Raccoglie gli Atti dei Convegni svoltisi: a San Fratello il 25 Marzo 2006, ad Agrigento il 1° Aprile 2006, a Bagheria il 1° Giugno 2006. Imprescindibile e chiarificatrice la relazione della Coordinatrice del progetto L.I.Re.S., l’Ispettrice Rosalba Anzalone, che illustra, a partire dal nostro Dialetto e dalla nostra <identità regionale da perseguire come valore di sviluppo>, la struttura e l’organizzazione del progetto stesso che, attivato nell’anno scolastico 2005-2006, ha una durata triennale, si basa sulla adesione volontaria di cento scuole, costituite in RETI d’ambito pressoché provinciale, distinte in scuole capofila e scuole aggregate, vincolate unicamente alla condivisione del progetto e alla espletazione di almeno 50 ore annuali di Siciliano e Storia della Sicilia, e alla produzione di documentazione originale sull’autore indicato dalla Equipe regionale e sull’autore locale suggerito da ogni singola scuola, le quali beninteso si muovono in piena autonomia organizzativa e didattica. Sottolinea la Anzalone, che <quando io dico “il siciliano” devo necessariamente aggiungere le lingue siciliane riconosciute come minoritarie. Prendere coscienza delle lingue che sono presenti in Sicilia e dei valori che veicolano significa per noi coltivare un’identità che si spoglia di stereotipi e di superstizioni per costruire una Sicilia moderna e produttiva inserita dinamicamente in un panorama nazionale ed internazionale proiettato nel futuro. Nel processo di riunificazione e integrazione europea, che è sociale oltre che politico ed economico, risulta allora urgente definire una dimensione politica che lasci gli spazi opportuni ai connotati identitari di ogni popolo partecipante.> Segue, ad opera di Gianfranco Di Stefano, che peraltro gestisce magistralmente il sito www.lires.altervista.org del progetto, una analisi del campione delle scuole, in termini di tipologia di scuola per provincia, di presenza numerica di scuole partecipanti nelle diverse province, nonché l’indicazione delle scuole capofila, l’elencazione degli autori segnalati dalle scuole e la loro frequenza, e persino il numero degli studenti coinvolti per scuola. Appresso un calibrato intervento di Anna Maria Rampolla del Tindaro sui vocabolari siciliani, dal Dizionario siciliano italiano latino di Padre Michele del Bono del 1785, attraverso i noti Dizionario Siciliano-Italiano di Vincenzo Mortillaro del 1876 e Vocabolario Siciliano-Italiano di Antonio Traina del 1868, per arrivare al monumentale Vocabolario Siciliano di Giorgio Piccitto, in cinque volumi, pubblicato tra il 1977 e il 2002. La dispensa assai ricca racchiude poi gli interventi sul Gallo-Italico di Benedetto Di Pietro e Salvatore Di Fazio, e due elaborati del sottoscritto: il breve saggio Cenni di etimologia e Peculiarità del Dialetto Siciliano e uno studio inedito su Elvezio Petix, Poeta in Dialetto.

 

Volume 14. Direzione Didattica II Circolo di Canicattì, I.T.C. “L. Sciascia” di Agrigento, D.D. “Don Bosco” di Agrigento, S.M.S. “Pietro D’Asaro” di Racalmuto, I.I.S.S. “Picone” di Lercara Friddi; dirigenti scolastici Giuseppe Parisi, Anna Maria Sermenghi, Vincenza Ierna, Angelo Morreale, Salvatore Di Caro; docenti referenti Rosanna Pagliarello, Mimma Bartolotta, Vincenzo Coletti, Silvana Cirami, Calogera Forte coadiuvata da Carmela Fantauzzo e Carmela Spalanca, F. Giannilivigni, R. A. Raia.       

Autori locali trattati: Giuseppe Pace, Angelo La Vecchia, Giuseppe Pitrè, Michele Battaglia. Da rimarcare un paio di pezzi in memoria di Rosa Balistreri, Licata 1927-1990, l’ultima cantastorie come lei amava appellarsi; dei versi primaverili dialettali illustrati e tradotti in Inglese; un adattamento, Cappuccettu Russu, della celebre fiaba dei fratelli Grimm recitata e cantata in Dialetto; una breve farsa, u cartulian, scritta e rappresentata in dialetto gallo-italico. Questo tema fra l’altro, il “Gallo-italico: tra passato, presente e futuro”, è stato l’oggetto principe del Seminario del 25 Marzo 2006 tenutosi a San Fratello. Le testimonianze di Benedetto Di Pietro e Salvatore Di Fazio sono illuminanti circa questa “lingua dell’anno mille”.   

 

Volume 15. Curato da Vittorio Riera, è totalmente dedicato ad ADG nella sua (misconosciuta) qualità di critico d’arte. I pittori palermitani vagliati, che operarono tra l’Ottocento e il Novecento, sono: Francesco Lojacono, Ettore De Maria, Luigi Di Giovanni (non è mio parente, commenta ADG), Calcedonio Reina e Michele Cortegiani.

 

Volume 16. Redatto da Rosalba Anzalone, è riportata una antologia dei racconti di ADG. Gli scritti furono inizialmente pubblicati ne la pagina paesana, curata dallo stesso ADG per incarico del Provveditore, nel Bollettino del Regio Provveditorato Regionale di Palermo, negli anni dal 1924 al 1926. ADG praticava contemporaneamente i due codici comunicativi: il siciliano e l’italiano. Egli dichiara di amare l’Italiano, ma di considerare il Siciliano come diritto–consapevolezza–responsabilità di ogni cittadino siciliano. Alcuni i titoli: la pisca biniditta, chi è santo bauna, un poeta e un brigante d’altri tempi, un’allusione alla casa savoia, i canti ditirambici della mietitura, il venerdì santo in valplatani             

 

Volume 17. A cura di Adelaide Spallino, propone biografie e un nutrito (e prezioso, data la problematicità di reperimento) florilegio dei testi dei poeti Vito Mercadante e Peppino Sabella, entrambi di Prizzi. Il primo (1873-1936) ben conosciuto per la connotazione politica che assumerà la sua (vita e la sua) poesia e con parecchie pubblicazioni a suo attivo tra gli anni 1902 e 1927; il secondo (1903-1980) inedito, i cui scritti però possono essere accessibili rivolgendosi alla Biblioteca Comunale di Prizzi.

 

Volume 18. I.C. “A. Manzoni” di Ravanusa, I.C. Ciminna – Ventimiglia. Dirigenti scolastici Francesco Provenzano e Pasquale Turrisi; docenti referenti Cettina Galatioto, Nuccia Montaperto, Maria Laura La Russa, Maria Rosa Tesè. Poeti locali Francesco Romano e Ignazio Buttitta. Apprezzabili una ricerca sui dialetti d’Italia, con approfondimento sull’origine e la storia del Siciliano, una gamma di vocaboli dialettali e dei brevi cenni grammaticali.

 

Volume 19. Redatto da Ida Rampolla del Tindaro e Rosalba Anzalone, vengono riportate, con ampia e dotta prefazione, l’opera teatrale il conte di geraci di Luigi Natoli – noto per I Beati Paoli, Coriolano della Floresta, e altri – e le lettere di ADG a Luigi Natoli. La prima, sottotitolata “scene medievali in due atti”, era rimasta inedita fino al 1991, allorché giusto su proposta di Ida Rampolla del Tindaro fu pubblicata a cura del Comune di Geraci Siculo e quindi rappresentata, nell’Agosto 2006, <sulle rovine del castello di Geraci, cioè proprio nel luogo in cui si erano svolti i fatti.> Le seconde, inedite, datate tra il 1920 e 1927, sono state trascritte da Rosalba Anzalone e risultano assai utili giacché <rivelano la disponibilità di ADG a collaborare con altri scrittori ed enunciare le idee in fatto di lingua siciliana e di scrittura del siciliano.>

Nella corrispondenza al <caro e illustre amico> Luigi Natoli, ADG tratteggia infatti, a più riprese, la poesia siciliana tra fine Ottocento e i primi decenni del Novecento, e frequenti risultano i riferimenti a Giovanni Verga, ad Alessio Valore, a Francesco Trassari, ad Antonino Giunta, a Saru Platania; enumera dati anagrafici, vicende umane e sociali, costumi e riviste del tempo. Ne diamo contezza procedendo, invero, in ordine sparso. Il saggio Saru Platania e la Poesia dialettale in Sicilia del 1896, in cui ADG auspica il sorgere in Sicilia di un poeta che sapesse <mostrare una buona volta come il dialetto siciliano, per chi sa maneggiarlo, può anche ispirare e dare espressione artistica ad una poesia umanistica>; l’agave, un giornale diretto dal suo amico Silvio Cucinotta; Alessio Valore di cui si narra che <morì nel terremoto di Messina. Dirigeva là un giornaletto mezzo tra mondano e letterario: il marchesino; quando io lo conobbi nel 1894 era sulla sessantina.> ADG non manca altresì di rammentare al Natoli che <nella seduta concistoriale tenutasi a Montpellier, il 4 giugno 1911, io fui eletto, all’unanimità, socio del Felibrige, su proposta di Federico Mistral> e, amaro, registra <qua non esiste fraternità. La solitudine è necessaria come l’aria per potere serenamente lavorare. Non c’è che il pettegolezzo, la vile malignità, la invidiuzza. Di giorno in giorno, Palermo diventa sempre più restia ad ogni sorriso d’arte. Tenevamo un po’ desta la fiamma al “Circolo di Nettuno”. Ma adesso è venuto un branco di giovinastri (che non vogliono altro che giochi e balli) a spegnerla>. O tempora o mores! (n.d.r.) Una curiosa – se raffrontata alle odierne vicende – postilla meteorologica: <il mio studio è, di questi tempi, una vera ghiacciaia (siamo in Siberia, quest’anno, non in Sicilia!)>. Quanto alla <importante questione della grafia …. per quel po’ di competenza che mi dà l’amore di questi cari studi, io, su questo argomento non ho nessuna fiducia nel Pitrè, ma ne ho un po’ al Salomone Marino, molta all’Avolio, moltissima al Guastella, l’unico vero demopsicologo che abbia avuto la Sicilia.>        

    

Volume 20. I.C. Rocca di Caprileone, I.C. di Caronia, D.D. di Racalmuto, S.M.S. “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” di Palma di Montechiaro, D.D. “Falcone” di Carini. Dirigenti scolastici Giuseppina Pruiti Sciollorito, Stefana Morreale; docenti Anna Maria Grazia Cannata, Antonietta Zaffuto, Giovanna Pirrera, Anna Alaimo, Salvatore Amato, Pina Di Maggio, Antonino Pisciotta. Vengono stampati un saggio sulla lingua siciliana, con un confronto lessicale tra greco, siciliano e italiano; due atti unici di Ignazio Di Maggio, Palma di Montechiaro 1943-1977; un copione, in sette scene, titolato la lingua siciliana.

 

Quella italiana, soppesa Gianfranco Contini, è <l’unica grande letteratura nazionale la cui produzione dialettale faccia visceralmente, inscindibilmente corpo col restante patrimonio>; <la poesia in dialetto – avvertono gli studiosi – ha conosciuto negli ultimi decenni una sorprendente crescita quantitativa e qualitativa, tanto da imporsi come un vero e proprio caso della letteratura del secondo Novecento>.

Questi assunti ci ripagano di ogni fatica.

 

                                                                    Marco  Scalabrino

 

Annunci

Tra molte assenze

grass

Entri in un bidone arrugginito
abbandonato in un campo
tra l’avena selvatica e l’ortica.
Dalla vernice secca affiora
un ribelle di dieci anni, scafato
capace di orinate punitive
negli orti dei barbogi vicini;
e di espropri di canne, temerari
per farci la capanna dell’estate, o
di assalti ai rami dei susini
dei giuggioli o di altre primizie.

Parlava piano Mauro
ammalatosi d’esaurimento
a diciott’anni; questo
dicevano i familiari
a chi notava i capelli lunghi
la barba incolta, l’eskimo
indossato estate e inverno.
Troppe cose non vanno,

è ora di cambiare…;
siamo stanchi del potere…;
gli americani in Vietnam
stanno facendo una strage,
fermiamoli…
Questo, più o meno, ripeteva Mauro
a quelli che incontrava
mostrando un quotidiano stropicciato.
Nessuno rideva del suo apostolato
umile e instancabile.
Ricordo un Cantagiro
verso la fine anni sessanta
con quel povero Cristo, solo
su una panchina dei giardini;
mentre accanto la folla avvolgeva
un corteo lunghissimo di auto
coi cantanti dalle giacche colorate,
i sorrisi forzati, che salutavano.
Troppo per lui il retaggio
d’una famiglia piccolo borghese
in buona fede dentro
un suo modello ideale; suo padre
consigliere comunale democristiano,
sua madre donna di casa perfetta.
Senza aver fatto rivoluzioni
attentati o espropri proletari 
era diventato negli anni
l’icona mite e silenziosa
di chi è fuori dal coro;
immutabile presenza
ad ogni cambio di scena, simili
e diversi solo nei gusti;
come per le generazioni tronfie,
le ultime, con quelle che precedono,
per le abilità insuperabilmente
nuove, le esperienze uniche…

*

Ora che hai gli anni di tuo padre,
vedi l’esplosione del germoglio
e la foglia che cade, in ogni cosa;
il gioco dei nessi causali
nell’incedere lento della storia,
la miseria di poche variabili
rispetto alle infinite.
Sembra dar ragione la vita
all’ignoranza beata. Normalità
ed equilibrio, il punto di arrivo.
Con l’errore a nutrire l’esattezza,
la stupidità, l’intelligenza; e se
tutto alimenta tutto, ti domandi,
è solo questione di ruolo
contingente e di tempo?
A stabilire il merito: il potere
nominale dello Stato, d’un capo
qualunque, o il braccio che pianta
più forte la bandiera sulla cima,
il cappello sul lavoro degli altri?
Con nuovi occhi ti chiedi
se coraggio ed azzardo siano
momenti di una crescita,
o l’azione naturale e degna
nel contesto in perenne assestamento;
in una civiltà malata, spada
che assume il rosso del tramonto.

*

Vengono a cercarti i bambini:
perché ti sei nascosto

dentro? vieni a giocare…
Sei uno di loro e lotti
dove un tempo facevi capriole.
Ma tra i genitori che vigilano
i due che cerchi non ci sono. 
Ci conteniamo gli uni dentro gli altri
non c’è contatto che non lasci un segno,
pure nel silenzio degli anni;
una sola morte si trascina dietro
infinite parti di quelli ancora vivi:
teche di memoria che inabissano;
e doppiamente ci manchiamo.
Ti allontani dal bidone
che l’erba sempre più nasconde,
intuendo qualcosa di urgente
da rendere.

Giovanni Nuscis – giugno 2007