Poesie – LI PO (701-662)

LI PO

Davanti alle coppe piene

Lo zeffiro in corsa verso levante ci visita;
Sfiora nei calici il vino che appena s’increspa.
I fiori aperti cadono dai rami;
Cullati dal vento amoroso abbracciano il suolo.
La bella s’inebria, il roseo volto s’arrossa;
Ahi, che muore il fulgore del pesco e del pero!
Il tempo bugiardo nasconde le tracce e fugge;
Tu puoi danzare ma il sole s’inclina a Ponente.
Tu puoi serbare ancor la gaiezza dei giovani,
Ma i tuoi capelli sono già tutti bianchi –
E ti lamenti invano!

*

Svegliandomi dall’ubriachezza
in un giorno di primavera

“La vita nel mondo non è che un lungo sognare:
Col lavoro e le cure non la voglio sciupare”.
Così dicendo restai tutto il giorno ubriaco
Allungato nel portico innanzi alla porta di casa.
Sveglio, sgranai gli occhi abbagliati sul prato:
Un uccello cantava, solo, in mezzo ai fiori.
Mi chiesi se il giorno era stato bello o piovoso:
Lo zeffiro ne parlava all’uccello mango.
Da quel canto commosso trassi un lungo sospiro
E poiché il vino c’era riempii la mia coppa.
Come un pazzo cantando attesi l’alba lunare;
A canzone finita i miei sensi se n’erano andati.

*

In montagna un giorno d’estate

Agito lievemente un bianco ventaglio di piuma,
Seduto colla camicia aperta in un verde bosco.
Mi tolgo il berretto e l’appendo ad una pietra
sporgente;
Il vento dei pini piove aghi sulla mia testa nuda.

*

A Tan Chiu

L’amico mio dimora
In alto sui monti dell’Est;
Gli è cara la bellezza
Delle valli e dei monti.
Nella stagione verde
Giace nei boschi vuoti;
E dorme ancora quando
Il sole alto risplende.
Un vento di pineta
Gl’impolvera maniche e manto;
Un ruscello ghiaioso
Gli terge il cuore e l’udito.
T’invidio! Tu che lontano
Da discorsi e discordie
Hai la testa appoggiata
A un guanciale di nuvole azzurre.

*

I corvi che gracchiano a sera

Le nuvole d’oro bagnano la muraglia,
I corvi neri gracchiano a volo sui nidi.
Nidi dove vorrebbero riposare:
Triste e sola la giovane sposa sospira.
La mani lasciano abbandonato il telaio,
Gli occhi guardano l’azzurra tenda del cielo.
Tenda che sembra dividerla dal mondo,
Come la nebbia leggera che vela il fiume.
E’ sola: lo sposo viaggia in terre lontane;
Sola tutte le sere nella sua stanza.
Le stringe i cuore quella solitudine,
E le sue lacrime come pioggia leggera – cadono
sulla terra.

*

Ascoltando la mandola d’un prete buddista

Ha una mandola il prete buddista di Chou:
Scende dalla montagna dei Sopraccigli
Verso Ponente, e la suona in onore mio.
I suoni vibranti somigliano al brusio
D’una foresta di pini mossa dal vento.
Come se uscisse lavato dall’acqua d’un fiume
Il mio cuore si sente purificato.
La dolce melodia
S’unisce ai rintocchi d’una campana lontana.
Insensibilmente scende attorno il crepuscolo,
E i monti si smussano nella nebbia leggera.

*

Il mio voto

Il Fiume Giallo corre all’Oceano dell’Est,
Il sole scende verso il mare dell’Ovest.
Come il tempo l’acqua fugge per sempre,
Non arrestano mai la loro corsa.
Con giovinezza scompare la primavera,
L’autunno giunge coi miei capelli bianchi.
La vira umana è più corta di quella d’un pino.
Che meraviglia allora –
Se la bellezza fugge e fugge la forza?
Perché non posso inforcare un Drago Celeste
Per respirare essenza di luna e di sole
E divenire immortale?

*

Canto del lago

Lucide acque profonde; luna d’autunno.
Sul lago del Sud si colgono bianche ninfee.
I fiori a festuca flessibili, pare che vogliano dirci
qualcosa;
Ahimè che li uccide la nostra barchetta oscillante.

Li Po (701-662), considerato spesso come il più grande dei poeti cinesi, è certo il più conosciuto in Europa e il più tradotto. Visse in uno dei periodi più neri della storia cinese, durante una guerra nella quale morirono trenta milioni di uomini; ma nei suoi versi riuscì a starne lontano, “colla testa appoggiata a un guanciale di nuvole azzurre”, per dirla con lui.

Da: Liriche cinesi (1753 a. C. – 1278 d. C.) Antologia dell’antica poesia cinese a cura di Giorgia Valensin. Prefazione di Eugenio Montale (Einaudi 1981)

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6 responses to this post.

  1. Posted by diamine on 13 agosto 2007 at 6:34 am

    Sorprende per modernità di temi (il tempo che fugge, la lontananza del compagno, la memoria dell’amico) la poesia di Li Po; sta in equilibrio tra malinconia ed ebrezza, tra natura e pensiero. In Europa eravamo in pieno medioevo.
    Antonio

    Rispondi

  2. Posted by 1Nuscis on 13 agosto 2007 at 10:07 am

    Mi fa piacere, Tonino, il tuo apprezzamento. Li Po era un anarchico ante litteram. La sua poesia ha un fascino particolare, distintivo rispetto ad altri poeti della Cina classica. Grazie
    Gianni

    Rispondi

  3. Posted by frontespizio on 13 agosto 2007 at 3:57 pm

    Quel senso anarchico si intravede con forza. Tra le righe ci sono anche saggezze che noi contemporanei sogniamo!!!! Gran bella scelta.
    Michele

    Rispondi

  4. Posted by 1Nuscis on 13 agosto 2007 at 11:03 pm

    Grazie, Michele, per l’apprezzamento.
    Un caro salauto, e buon ferragosto!
    Giovanni

    Rispondi

  5. Posted by anonimo on 14 aprile 2010 at 10:00 pm

    Guarda che la data per Li Po non è avanti Cristo, ma dopo Cristo!701-762. Correggi!

    Rispondi

  6. Posted by 1Nuscis on 15 aprile 2010 at 4:24 pm

    Cor  reggi, a cotanto imperdonabile re   fuso:)

    Rispondi

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