protesta dei monaci buddhisti in birmania

"I monaci, da sempre parte rispettata e importante della società birmana – e tanto più in un paese governato dalla censura, dove il monastero è anche scuola e luogo di confronto. Ora i monaci buddisti esercitano il loro «ruolo morale» sfilando nelle strade, facendosi microfono di un’intera popolazione, chiedendo democrazia e dialogo."  ( Marina Forti – da il manifesto del 28 settembre 2007)

7 responses to this post.

  1. Posted by frontespizio on 28 settembre 2007 at 5:17 pm

    Questi sono segnali forti e chiari. Il nostro mondo va alla rovescia è questo il momento di comprendere.
    Michele

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  2. Posted by 1Nuscis on 28 settembre 2007 at 5:19 pm

    …E io condivido:-)
    Grazie, Michele
    Giovanni

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  3. Posted by abend6 on 29 settembre 2007 at 4:29 pm

    Quando un mondo come quello dei monaci ha la forza di testimoniare la ripugnanza verso una dittatura, gioisco. Noi perone normali e gli altri mondi religiosi, se avessero potuto nella storia dimostrare le nefandezze dei potenti, non avremmo perso la bussola nello scorso fine secolo e in questo inizio. Molte sono le riflessioni che mi vengono, mi fermo a questa.
    Luisa

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  4. Posted by 1Nuscis on 29 settembre 2007 at 5:12 pm

    Mi ha colpito e commosso – e come me, molti altri – il farsi scudo umano di questi monaci; non algide e distanti guide religiose ma testimoni coerenti e autentici di un ruolo vitale all’interno della società birmana.
    E’ proprio d’obbligo, Luisa, una riflessione sui nostri intellettuali. Eppure già Gramsci auspicava l’impegno politico degli uomini di cultura. A tal fine, egli concepiva i partiti come “crogiuli dell’unificazione di teoria e pratica”.
    La loro avulsione dalla società pulsante, il loro arretrare e nascondersi in qualche avamposto mediativo – finché garba alla “proprietà” di giornali ed emittenti – è alla base della crisi attuale. La presenza, il confronto il contributo, il tentativo dell’ampia condivisione nelle scelte politiche importanti e, in particolare, i controlli continui, incessanti sono conditio sine qua non per il funzionamento della democrazia in un paese come il nostro che porta pesanti tare.
    Ben venga Grillo, ma non basta. La grossa partita si gioca proprio sulla (sempre più accurata e tempestiva) informazione e sulla “presenza e forza dissuasiva e propositiva” finanche tecnologica (internet, posta elettronica).
    Giovanni

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  5. Posted by frontespizio on 29 settembre 2007 at 6:18 pm

    Bravo giovanni a puntare il dito. E’ mportante. Oggi il mestiere dell’intellettuale è quello di “tuttologo”. I giornalisti fanno gli storici, i politici fanno i filosofi, gli scienziati fanno i convegni, la chiesa non fa carità. Se ognuno tornasse alle proprie capacità forse…..
    Michele

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  6. Posted by abend6 on 29 settembre 2007 at 7:35 pm

    Sono in accordo con te Giovanni, e credo molto nella “forza propositiva” di internet e posta elettronica, in quella “RETE” di cui parla Borsellino nel post successivo.
    Luisa

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  7. Posted by anonimo on 30 settembre 2007 at 12:49 pm

    Laddove si dimostra come la religione possa dar forma e voce al riscatto di un’intera nazione; come non sia l’oppio dei popoli, quando si pone a fianco dei deboli e non dei potenti.
    Antonio

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