“Quelle che smuovono…” di Fausto NICOLINI

Vittorio Petrella Burrasca sulla Giudecca

In onda sul blog La Poesia e lo spirito

 

Ritorno

 

Non sparate sulla mia malinconia

lasciatemi alla deriva del silenzio

affinché ogni mio pensiero possa

trovare il suo respiro

Per me – vi prego – non battete il tempo

perché il mio tempo è acqua

è la schiuma che scivola con l’onda

sopra l’abisso dell’istante

E allontanatevi quando i miei occhi

rubano al sogno un’altra fantasia

o toglietevi il cappello: oggi sono,

anche se ieri mancavo all’appello

 

*

 

Non scherzare

 

Quando mi dicono di non scherzare

so bene d’aver centrato il bersaglio:

la sporca coscienza mette il bavaglio

alla parola che vuol denunciare

 

*

 

Fiction

 

Quando i sentimenti dei personaggi

restano rinchiusi come ostaggi

e sostenuti non sono dalla recitazione

stai guardando una fiction in televisione

 

*

 

Televisione

 

Sul video l’ossimoro resiste:

la realtà sbiadisce e il nulla consiste.

 

*

 

Tre minuti

 

M’hanno offerto tre minuti in televisione

per tentare di sanare il mondo ferito

ho scelto il silenzio, per mera riflessione…

ci ho provato, ma nessuno l’ha sentito

 

*

 

 

Giornalisti

 

Apprezzavo i giornalisti, ottimi traduttori

di vicende incomprensibili a molti lettori

ma oggi sono in aumento i cronisti fessi

che scrivono il giornale soltanto per sé stessi

 

*

 

Carpe diem

 

La mia puntualità viene fraintesa

La  mia precisione viene fraintesa

La mia educazione viene fraintesa

Non c’è che fare: è l’ora della resa

 

*

 

Chat

soufflé on-line

 

Parole come orgasmo della mente

in attesa d’un appuntamento che

l’animo attento sempre rimanderà

 

II

La sicurezza della propria tana

la certezza di non mostrare il viso

il volo immaginario di fantasie

e il silenzio disonesto col mondo

fanno esplodere libera l’essenza…

è questo il nostro pianto più intimo

 

III

Schegge di solitudini distratte:

“Stanotte mi porti in giro per Roma?

Ho voglia di passeggiare, parlare…

..e forse proprio con te”

 

IV

“E quando si fa notte

il mio cuore di fanciulla tradita

e il mio corpo di moglie trascurata

cercano te e la placida illusione

della parola che rasserena”

 

V

Mentre le parole diventano

sempre più calde e trasformano

l’amicizia intellettuale

in perverso abbandono e senza fiato

esprimo un desiderio delicato:

cogliere il bagliore dei tuoi occhi

lontani

 

VI

Canto immaginario di una sirena

che dirigo come un preludio verso

le tenebre sataniche del verbo…

e ascolto muto il silenzio carnale

 

VII

L’artiglio d’un aggettivo s’incastra

nel guscio di un sospiro che fugge via

scorrendo su un rigo pieno d’errori

 

VIII

Anima galeotta d’ignoti cuori feriti

che giochi tra la disperazione astratta

di un marito e il muto dolore di una moglie,

accarezzi con perfidia il pianto secco

dell’uomo e asciughi le lagrime alla donna

con ricami di dolcezza innata…

ma negli intenti non si scorge il fine

 

*

 

Burrasca

 

Quanto ti costa rischiare la vita

a mare tra le onde in rivalità

se sulla terra ogni sortita

diventa il rogo della tua libertà?

 

*

 

Navigare

 

Lasciarsi cullare  sull’eco infinita dell’onda: una danza

antica per assaporare il fascino del disagio

come l’appoggio precario della frase d’un adagio

ma anche l’elegante dondolio di una speranza

che brulica tra un ricordo e una fantasia,

il sogno primordiale che avvolge e fugge via

 

 quelle che smuovono

 

 

“Quelle che smuovono…” –  Fausto NICOLINI

Campanotto Editore, 2007

Nota introduttiva di Vito Riviello

 

Fausto Nicolini, napoletano del 1965. Adolescente si appassiona alla danza e partecipa anche a un “Don Chisciotte” con Rudolph Nureyev. Nel 1980 incontra lo scrittore e regista Giuseppe Patroni Griffi, il quale, intuendone passione e volontà, lo sceglie come suo assistente. La collabo­razione continua fino al 1997. In questi anni Nicolini lavora con i più famosi attori della scena italiana: Valeria Moriconi, Franca Valeri, Vittorio Caprioli, Ilaria Occhini, Leopoldo Mastelloni, Mariano Rigillo, Umberto Orsini e i giovanissimi Luigi Lo Cascio e Giulio Scarpati. Dal 1988 è iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti e, parallelamente al teatro, svolge l’attività di corrispondente sportivo da Roma per “Il Mattino” di Napoli e saltuariamen­te di cronista teatrale per l’edizione romana del “Corriere della Sera”, quotidiano presso il quale, poi, trova stabile impiego. Comincia, quindi, per lui un periodo professionale estremamente noioso, ma poeticamente prolifico. Nel 2000 fonda e dirige il mensile “Ronciglione e dintorni”. Dall’aprile 2006 collabora con l’Associazione Patroni Griffi, conti­nuando a coltivare il suo amore per il teatro. La sua prima raccolta poetica è del 2007: "Quelle che smuovono…" (ed. Campanotto).

Nota 

C’è una tensione costante nelle poesie di Fausto Nicolini, originata da una coscienza vigile e un senso di disillusione – lo sguardo ai mali endemici della nostra società: politici, di costume, relazionali  – espressa con registri di stile che vanno più o meno a coincidere con le tre sezioni del libro: Quelle che smuovono il sorriso…, Quelle che smuovono il mare…, Quelle che smuovono il cuore…

Ad una vena comica, prevalente, se ne aggiungono dunque una metafisica e una lirica, quali estrinsecazioni di una naturale disposizione d’animo che ogni giorno, in ogni momento, manifestiamo verbalmente o in versi con urgenza e varietà di tono, di umore, di sentimento.

Il titolo del libro e delle tre sezioni – "Quelle che smuovono…" – ci sembrano rivelare una resistenziale, ottimistica fiducia nella parola poetica e, in fondo, nell’uomo. Perfettamente in linea col "non prendersi sul serio" che è spirito fortemente aleggiante in questa raccolta.

Non possono sfuggire, fin dalla lettura dei primi versi, i richiami alla tradizione (antica: la poesia gnomica trecentesca; e recente: i poeti del Gruppo ’63, Toti Scialoja) sia per quanto concerne il registro comico – come segnalato da Vito Riviello nella sua nota introduttiva – sia, riguardo alla metrica, per l’uso frequente dell’endecasillabo e della rima alternata o baciata, o dell’assonanza; scelte che accentuano nel dettato, rispettivamente, una maggiore discorsività e musicalità.

GN

 

 

 

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6 responses to this post.

  1. Posted by frontespizio on 1 dicembre 2007 at 3:19 pm

    Questi pensieri in libertà, senza una cognizione del giudicare ma sottili, attuali, provocatori e per giunta colgono che la “resa” non è una sconfitta.
    Michele

    Rispondi

  2. Posted by 1Nuscis on 2 dicembre 2007 at 2:48 pm

    Grazie, Michele, condivido.
    Ti invito a leggere alcune riflessioni sul libro che ho aggiunto stamane.
    Buona domenica.
    Giovanni

    Rispondi

  3. Posted by anonimo on 2 dicembre 2007 at 3:29 pm

    Ho letto con interesse lea scelta di poesie di Fausto Nicolini, il cui nome da tempo circolava. Elementi ludici e comici si alternano, come dice Gianni, a temi metafisici e a momenti lirici. Prefatore e profilo consigliano di seguirne produzione passata e futura. Sempre utili le tue proposte, Gianni.
    Grazie. Complimenti e saluti all’autore.
    Antonio Fiori

    Rispondi

  4. Posted by 1Nuscis on 3 dicembre 2007 at 3:16 pm

    Grazie, Tonino, per la consueta attenzione.
    Un caro saluto.
    Gianni

    Rispondi

  5. Posted by abend6 on 3 dicembre 2007 at 6:11 pm

    Poesie quotidiane, la disillusione presente alle volte sembra cogliere l’ironia della nostra esistenza.
    Luisa

    Rispondi

  6. Posted by 1Nuscis on 3 dicembre 2007 at 9:58 pm

    Condivido, Luisa.
    Un caro saluto.
    Giovanni

    Rispondi

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