Francesco MAROTTA – “Da un’eternità passeggera” (1998 – 2003)

Giorgio Fersini    Alba magica

 I. L’arte che ci perdona del sapere

più chiare nascite
senza memoria di parole
nella voce,
profili
in trame di muschi
cresciuti nel grembo caldo
della luce –
dove
la pelle è un paesaggio
che si apre
a mani da semina
e consiste, limpido,
nell’oblio di polvere
del futuro

(viste dall’alto,
da un prima di distanze,
versando dentro i calici
l’arte che ci perdona
del sapere)

(continua) 

tratta dal blog di Francesco Marotta "La memoria del tempo sospeso"

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5 responses to this post.

  1. Posted by diamine on 29 gennaio 2008 at 2:07 pm

    Immaginifico Marotta, ma secondo ben chiare coordinate: la luce viene dal “non detto”, il senso è nascosto in “impuri,/insanabili alfabeti”, qualcosa si annuncia in “vorticose cadute di saggezza”. Paesaggio imprevedibile si rivela la pelle, un volto, il pensiero, le parole stesse.
    Natura come simbolo e metafora di una possibile ed estrema conoscenza.
    Antonio Fiori

    Rispondi

  2. Posted by anonimo on 29 gennaio 2008 at 5:37 pm

    “Natura come simbolo e metafora di una possibile ed estrema conoscenza.”

    Ti sono profondamente grato, Antonio: per la tua generosa e attenta lettura e per aver saputo sintetizzare in una frase il senso più profondo di un quindicennio di scrittura.

    Grazie di cuore.

    fm

    Rispondi

  3. Posted by diamine on 29 gennaio 2008 at 9:57 pm

    Altrettanto gradite si rivelano per me queste parole, perchè è evento raro e prezioso il ‘riconoscimento’ del lavoro poetico altrui. E ancor più raro averne un ritorno, una gratificante conferma.
    Sono io dunque che ti ringrazio Francesco.
    Saluti cari
    Antonio

    Rispondi

  4. Posted by 1Nuscis on 31 gennaio 2008 at 11:06 pm

    Ben lieto di ospitare la poesia di Francesco. Ringrazio Antonio per il suo intervento.

    Giovanni

    Rispondi

  5. Posted by anonimo on 31 gennaio 2008 at 11:35 pm

    Grazie Giovanni, e ancora grazie Antonio.

    A volte penso, con disperazione, a cosa sta perdendo questo mondo dove sempre più flebile e raro si fa il suono di passi come i vostri.

    Un abbraccio ad entrambi.

    fm

    Rispondi

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