“Undici” di Savina Dolores MASSA. Recensione di Antonio Fiori

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     Undici storie per narrare un’unica storia, undici giovani vite africane nella deriva oceanica, unite da un comune e tragico destino. Savina Dolores Massa, oristanese, finalista con quest’opera al Premio Calvino 2006, si propone con una scrittura intensa, polifonica, decisamente originale per lessico ed espressività. Encomiabile anche il lavoro documentale che l’alimenta (sui nomi, i luoghi e le abitudini dell’ ipotizzato paese d’origine), la tangibile partecipazione emotiva e lo sforzo, invece, per mantenere un controllo costante della scrittura. Sayoro, ultima voce delle undici e più volte chiamato in causa da chi lo ha preceduto, tira le fila di tutte le storie. Lui è il cantore, il suonatore di kora che sulla barca alla deriva accompagna i racconti dei dieci uomini con lui ancora vivi; o forse solo i loro pensieri, il loro intermittente ricordare. Poi, alla fine, ultimo a morire, dice al suo strumento: “questo è tutto, kora. Non perderti in altre chiacchiere.”

    L’idea del romanzo nasce, nell’autrice, dalla lettura di un fatto di cronaca: il 4 giugno 2006 una barca di sei metri, bianca, senza nome e senza bandiera, è ritrovata da un pescatore a largo dei Caraibi. A bordo, i corpi quasi mummificati di undici uomini neri. È tutto ciò che resta di un convoglio di 47 persone partite dalle coste dell’Africa nel giorno di Natale.

    Questa tragedia, di un’attualità che tristemente perdura, è a fondamento di un lavoro coraggioso, dai tratti ora epici, ora realistici con una scrittura in ardito equilibrio tra prosa poetica, invettiva e lamentazione. Savina Dolores Massa ha saputo dare identità e vita letteraria a quei corpi anonimi e mummificati e ci ha dimostrato come si possa coniugare l’amore per la scrittura con quello per la verità.

Antonio Fiori

 

Savina Dolores Massa

Undici

Il Maestrale, Nuoro, 2008

 

 

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9 responses to this post.

  1. Posted by PannychisXI on 20 luglio 2008 at 12:18 am

    Quando ti conobbi, mio Fiori, nel mio forno cuocevano bastoncini di pesce. Curioso di avvicinare una sconosciuta poetessa sarda appena premiata ad un bel concorso, il giorno mi telefonasti. Quattro anni fa. Mi chiamo Antonio Fiori, esordisti, e poi tante parole, mie e tue, immediatamente amiche. Ora affianchi questo mio andare più visibile, e ti ringrazio e ti adoro infinitamente, però non scordo che, quella mattina, i bastoncini di pesce si carbonizzarono.
    Un poggiarti la testa al petto (se sali su un gradino ), e un abbraccio al padrone di casa che ospita il tuo dono.
    Savina

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  2. Posted by 1Nuscis on 21 luglio 2008 at 5:18 pm

    Grazie, Savina, un abbraccio a te in attesa di leggerti.
    Gianni

    Rispondi

  3. Posted by anonimo on 21 luglio 2008 at 9:51 pm

    Grazie a Gianni per l’ospitalità e a Savina per il cammeo semiserio del nostro primo, telefonico incontro 🙂

    Caramente
    Antonio

    Rispondi

  4. Posted by anonimo on 22 luglio 2008 at 1:42 pm

    Da pochi giorni ho anch’io in mano il libro dalla copertina azzurro-celeste della Savina Dolores.. 🙂
    Lo leggerò con dovizia d’attenzione e concentrazione, come merita la nostra amica.
    E la aspettiamo in terra turritana o, in subordine, in terra catalana, a presentare e declamare..
    Un saluto a tutti,
    Luca Mingioni

    Rispondi

  5. Posted by DanielaRaimondi on 24 luglio 2008 at 3:19 am

    Molto curiosa anch’io di leggere. Complimenti a Fiori per questa bella finestra aperta sul libro, e un caro saluto a Gianni,
    daniela

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  6. Posted by 1Nuscis on 29 luglio 2008 at 3:21 pm

    Un saluto caro ad Antonio, Luca e Daniela.

    Gianni

    Rispondi

  7. Posted by anonimo on 16 gennaio 2010 at 6:52 pm

    Anche se il libro l’ho già divorato da parecchio tempo tuttavia, dopo la lettura
    della prefazione di Antonio Fiori, ho sentito un certo languorino..
    E non desidero certo placare i morsetti allo stomaco con quegli orrendi e carbonizzati bastoncini di pesce ..
    Dosa la bruja, può forse…irretire..con la parola, *probi viri*, ma non certo una assidua frequentatrice delle Domus de Janas, come me!!!
    Bastoncini – pesci -carbonizzati-
    Erano per caso UNDICI?
    Evocatica..la Massa, anche nell’ironia, permeata della sarcastica Nostalgia..
    del cibo perduto.
    Il mio rimpianto è quello di non riuscire a condividere le splendide parole del Poeta Fiori..
    Se c’è un modo, vi prego..fatemelo comparire..sulla Bacheca.
    Ed allora comincerò a credere ai miracoli!
    Grazie a Dosa, ad Antonio ed al dolcissimo Gianni.
    Forza Paris! Marlene

    Rispondi

  8. Posted by 1Nuscis on 17 gennaio 2010 at 6:02 pm

    Gran bel libro Undici della nostra Savina!
    Per ricopiare la nota di Antonio Fiori basta fare copia incolla da qui alla bacheca.
    Un abbraccio, Marlene, a presto.
    Gianni

    Rispondi

  9. Posted by anonimo on 9 ottobre 2010 at 10:01 pm

    Wow, mi è piaciuto molto leggere la storia. Tutto il testo dà l'impressione che mi ha molto ben lavorato con professionalità e impegno. Davvero buona blog.http://buyonline-rx.com/http://buyonline-rx.com/sitemap.html

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