Goffredo FOFI “Da pochi a pochi”. Appunti di sopravvivenza

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Riabilitazione del presente e nuova alfabetizzazione

Sono dei compiti dai quali non si può prescindere, quelli dai quali può nascere la nostra piccola forza. Un’ostinata presenza nella società, nei modi in cui ci è possibile esserci e in cui ogni personale vocazione può mettersi in campo. Da “sollecitatori” che aiutano altri a crescere, a scegliere, a fare. 
Si riabilita il presente facendovi agire la nostra diversità, esaltandone le realizzazioni rivelatrici (prime fra tutte quelle del ben fare ma anche quelle dell’arte) e l’ancora possibile bellezza del mondo. Non-accettando. Rifiutando ogni premura o ossessione del successo personale o del gruppo, per la pervicace affermazione di un metodo. Facendo noi per primi ciò che è giusto fare e, quando necessario, anche impossibile. Cercando la coerenza tra il dire e il fare, facendo interagire tra loro la teoria e la pratica. Non-accettando. Mossi da saggia impazienza. Amando la vita e cercando di farla amare anche a chi ne è distratto dal dolore, dalla solitudine, o dall’esclusione dai beni primari per sé e per i suoi. O dalla malattia della ricchezza e del potere. Studiando, e diffondendo il pensiero e le conoscenze di chi sa più di noi e ci sembra riesca a ragionare meglio di noi, veda più a fondo e più lontano. Individuando e proponendo terreni di lotta. Non-accettando. Agendo da ponti tra culture e tra “identità” nemiche, insistendo sul legame assoluto tra i fini e i mezzi di cui ci serviamo per il loro raggiungimento. Non chiedendo agli altri quello che non siamo disposti a dare anche noi. Non disprezzando nessuno, ma esigenti con se stessi e dunque autorizzati a esserlo anche con gli altri. Non-accettando. Aperti a tutti e in funzione di tutti, ma trasmettendo le nostre acquisizioni, oggi almeno, nella confusione dell’epoca, da pochi a pochi.

Goffredo FOFI
Da pochi a pochi
Appunti di sopravvivenza
Elèuthera 2006

Vedi anche sul blog "La poesia e  lo spirito"

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2 responses to this post.

  1. Posted by frontespizio on 2 ottobre 2008 at 3:42 pm

    Gran libro di Foli, che ho apprezzato dopo “nozze con i fichi secchi”. Continua così l’arduo compito dell’intellettuale che non si fa luccicare dai riflettori e tenta di capire cosa stia accadendo.
    Dopo la scomparsa della fantomatica “società civile” cosa possiamo supporre?
    Ciao Giovanni.
    Michele.

    Rispondi

  2. Posted by 1Nuscis on 2 ottobre 2008 at 4:38 pm

    Mi fa piacere, Michele, che si condivida la stima per Fofi. Uno che urla nel deserto (sempre più vasto) e mai colluso coi potenti, che mai nulla ha chiesto in cambio.
    Un caro saluto
    Giovanni

    Rispondi

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