Roberto CECCARINI, “Giorni manomessi”

giorni manomessi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da La guerra sparitai giorni manomessi


dopo i passi dei morti
l’orologio dei vivi turnò
all’ora stabilita

i vivi cercano i morti
nelle loro stanze senza civico
ascoltando la voce della memoria,
gli annodano le braccia intorno
credono che ogni cosa
non abbia fine,
sia eterna (e atroce)
come la storia. 

1945 festa al castello

c’eravamo cascati dentro. c’eravamo cascati tutti.
come se fino allora non fosse esistita la notte.
c’eravamo dentro fino al collo. e ballavamo,
come in mezzo a un banco di nebbia,
senza musica, ad occhi chiusi, sospesi quasi.
difesi dalla nebbia, lontano dagli spari,
dalla guerra, dalla fame dei protocolli.

*

Da Collezione privataappunti

mi chiedo:
in quale fermata ti sarai fermata,
in quale sezione del giorno sarai sparita.
se sono ancora appeso al tuo fazzoletto
spiegato,
a sventolare.

accade allora di vederti sul divano,
oggetto tra gli oggetti della casa.
proiettata verso spazi interni
a grattare solitudini interiori.

poi mordi un labbro, silenziosa
strappi la crosta del pane come se fosse
pelle e non vedi carrellare le nostre figure,
addestrate ad andare lontano, a segnare

tutto il confine.

*

le stanze nude, precise.
non hai di me che un cielo
accovacciato, chiuso in sé,
un uomo neutro, limpido.
le scale portano giù,
verso l’orlo sottile dell’autunno.
nel cielo, un fanale reale
riflette, sbadiglia, sogna…
pesa questa presa di coscienza;
arrovella, smunge. io, te, lo stridere
delle letture mute. chiedo parole,
trappole, suppellettili. nell’occhio,
il vuoto provvisorio, di giorni manomessi.

*

Da Consuntivazioni – (interni)

così non sostano più negli occhi le cose,
come facevano quando eravamo giovani.
si spostano velocemente, come se
non fossimo più presenti in questo
bicchiere di vita lasciato a metà.

*

è di questo che ti volevo parlare:
di come il tempo serri le fila,
cataloghi i tempi morti,
li metta ad essiccare sul davanzale
materno, mentre tu stendi memorie
ad asciugare e bambini
lievitano come soli estivi,
allargati sul bagnasciuga. e sentire
gli anni, sentirli tutti:
il fruscio, il salto più in basso,
la voce rauca che scèma,
chi trema dietro la porta
e che importa se tutto tace,
quando viene sera
e il sole affoga
e nessuno accorre.

*

cos’è che fugge
quest’opera di Dio capovolta
a cavalcioni sull’esterno. ora che
l’aria passa tra costola e manica.c
chiedimi se sono io che chiedo o lui
che tende a difendere la sua libertà
di deambulare, libero, “di soglia in soglia”.

*

nella cucina magra
bicchieri vuoti, fondi,
parole latitanti, irreperibili.
pensieri, tracce, sguardi
aggrappati ad un altro
mattino teso, contratto.
oltre questo gelo, preme
da fuori la strada
che sbianca, sbanda.
sotto ruote taglienti
le neve ultima langue.
sul fuoco,
la caffettiera ondeggia.

*

viene il tempo di lasciare,
di sparire tra le stanze taciturne,
quando tutto ormai dorme
e la luna sorveglia la casa.

*

Da Liturgie

tutti i giorni, tutti i santi giorni
a contare i passi che ci dividono
uno, due, tre… a inclinare l’occhio
che s’abbevera nell’occhio altrui,
a scriversi sulla pelle ogni cosa
invocandola come santo slogan.

tutti i giorni, tutti i santi giorni
a cercare un aprile per fargli l’orlo,
esprimere un pensiero, qualunque
esso sia (viaggiare liberi).

tutti i giorni , tutti i santi giorni
a osannare la parola che scava,
che scava e rincuora. e libera,
soprattutto libera.

tutti i santi giorni a partorire un albero
nella sua fiera interezza, ad innaffiarlo,
a schiacciarlo fra terra e cielo.

tutti i giorni tutti i santi giorni
a rincorrerci presi dalle geometrie dei vicoli.
a salvarci passo dopo passo

a non guardare il breve volo
d’uomo che impera e buca
l’altro, in ogni suo scampolo.

*

Roberto CECCARINI
Giorni manomessi
L’arcolaio 2008
Prefazione di Giacomo Cerrai

*

Roberto Ceccarini è nato a latina nel 1967, dove tutt’ora vive. Lavora nell’area delle risorse umane di una società chimica farmaceutica. E’ presente in alcune antologie poetiche, tra le quali “Il segreto delle fragole 2008”, Lietocolle Editore, e “Vicino alle nubi sulla montagna crollata”, Campanotto Editore.
E’ gestore del blog poetico “Oboesommerso” (
www.oboesommerso.splinder.com ), all’interno del quale cura il “progetto lettura”.

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4 responses to this post.

  1. Posted by redmaltese on 10 ottobre 2008 at 7:08 pm

    grazie di cuore, Giovanni.
    mille grazie,
    r.

    Rispondi

  2. Posted by 1Nuscis on 11 ottobre 2008 at 12:16 am

    I miei complimenti, ancora, Roberto, con auguri vivissimi per tutto.
    Giovanni

    Rispondi

  3. Posted by anonimo on 16 ottobre 2008 at 10:48 am

    … un saluto a Giovanni e auguri a Roberto per questi bei versi e al suo libro.
    meteosès

    Rispondi

  4. Posted by 1Nuscis on 16 ottobre 2008 at 11:56 pm

    Ciao Mateoses, lieto di risentirti.
    Ottima davvero la raccolta di Roberto.
    A presto.
    Giovanni

    Rispondi

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