AMBIENTE. Biodiversità, Desertificazione, Acqua, Cibo e Diritti Umani. “La carta di Sassari”

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“Biodiversità, Desertificazione, Acqua, Cibo e Diritti Umani.” Incontro internazionale. Sassari 18-19-20 settembre 2008

La Carta di Sassari, il documento – appello lanciato dalla studiosa indiana Vandana Shiva insieme a ricercatori ed esperti provenienti dalle università e accademie di tutto il mondo riuniti a Sassari lo scorso settembre, è stata pubblicata nella sua stesura definitiva. Nata dalle giornate di studio e discussione su Biodiversità, Desertificazione, Acqua, Cibo e Diritti Umani, promosse dalla Regione Sardegna in preparazione al Summit del G8 a La Maddalena, la Carta rappresenta l’appello ai governanti di tutto il mondo per una soluzione condivisa: “Dalla Sardegna, al centro del bacino Mediterraneo noi, come cittadini, studiosi e responsabili a livello decisionale, convenuti in Sassari per l’incontro internazionale su Biodiversità, Desertificazione, Acqua, Cibo e Diritti Umani, presentiamo questo appello al G-8, al G-15 ed ai cittadini consapevoli di tutto il mondo”.

Nel documento, l’accento viene posto sulla stretta relazione tra crisi ecologica e ingiustizie economiche, e il conseguente rischio di violenze e di minacce alla pace mondiale.
“I problemi della povertà e della discriminazione economica non possono venire affrontati senza porre la questione dell’equità nel contesto delle risorse naturali e dei beni naturali che sostengono la produzione”.
Altra interconnessione è quella tra i diritti dell’uomo e i diritti della natura, che necessitano di tutela anche giuridica. “Soltanto mediante il ripristino e la costante salvaguardia della biodiversità, delle risorse idriche e alimentari e dell’atmosfera in quanto beni comuni, è possibile superare il spartiacque economico. E’ un dovere di tutti quello di conservare, di proteggere ed anche di ripartire in modo equo i beni della Terra e di assicurare i diritti umani, in modo che nessuno sia privato dell’acqua e del cibo”.
Di fronte a questa situazione di crisi del presente, gli scienziati di tutto il mondo lanciano un avvertimento sul futuro, che potrà essere assicurato solo compiendo scelte condivise:
“L’umanità è di fronte ad una scelta: può consentire l’aumento di instabilità e di dislivelli sociali, riducendo il problema della sicurezza ad una politica di esclusione, rendendo così sempre più rischioso il nostro futuro; oppure, possiamo lavorare insieme per la ripresa e sicurezza collettiva, partendo da una società individualistica verso una comunità globale, sulla base dei beni ambientali, in quanto patrimonio comune dell’umanità, e di una visione condivisa del nostro futuro”.

***

LA CARTA DI SASSARI
Sardegna, 20 settembre 2008
Per la Sicurezza nostra e di tutti in un mondo fragile e diviso
Biodiversità, cibo, acqua, clima e diritti umani nell’emergenza planetaria

Dalla Sardegna, al centro del bacino Mediterraneo noi, come cittadini, studiosi e responsabili a
livello decisionale, convenuti in Sassari per l’incontro internazionale su Biodiversità,
Desertificazione, Acqua, Cibo e Diritti Umani, presentiamo questo appello al G-8, al G-15 ed ai
cittadini consapevoli di tutto il mondo.

L’estinzione delle specie, il degrado e desertificazione della Terra, la disintegrazione del paesaggio e del territorio, le invasioni biologiche, la crescente scarsità di acqua ed alimenti e la crisi climatica, sono aspetti, indissolubilmente legati ed interconnessi, di un’emergenza planetaria. Tuttavia, i trattati e gli accordi internazionali e le politiche nazionali considerano questi come problemi singoli e separati.

L’interconnessione tra le crisi ecologiche è anche collegata alle crescenti differenze economiche all’interno delle nazioni e tra di esse, all’insorgere di conflitti e violenza che costituiscono una minaccia alla pace e alla giustizia globale.

Soltanto mediante il ripristino e la costante salvaguardia della biodiversità, delle risorse idriche e alimentari e dell’atmosfera in quanto beni comuni, è possibile superare il spartiacque economico. E’ un dovere di tutti quello di conservare, di proteggere ed anche di ripartire in modo equo i beni della Terra e di assicurare i diritti umani, in modo che nessuno sia privato dell’acqua e del cibo.

Assicurare il diritto agli alimenti ed all’acqua fa parte degli obbiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite (MDGs). Tuttavia, per la monopolizzazione dei beni comuni, i prezzi degli alimenti crescono, sia a causa della speculazione, sia a causa della diversione delle risorse alimentari per i biocarburanti, in quanto i combustibili fossili sono in progressivo esaurimento, e quindi gli obbiettivi degli MDGs diventano sempre meno raggiungibili per la comunità internazionale.

I problemi della povertà e della discriminazione economica non possono venire affrontati senza porre la questione dell’equità nel contesto delle risorse naturali e dei beni naturali che sostengono la produzione.

I fondamenti ecologici della giustizia economica diventano materia ancora più vitale in un periodo di instabilità e cambio climatici e, senza un’espansione massiccia delle energie rinnovabili, sicurezza climatica e giustizia diventano irraggiungibili. L’utilizzazione dell’energia solare ed eolica deve essere considerata alla stregua di un’attività agricola. La scelta erronea di energia nucleare e biocarburanti come energia pulita deve essere riconsiderata nel contesto dei grandi costi sociali ed ecologici che essa implica. L’instabilità climatica indotta dalle attività umane rende più vulnerabili proprio quelle comunità, che hanno la minore responsabilità dell’inquinamento atmosferico, scatenando ondate di profughi causate dai cambiamenti climatici.

L’agricoltura industriale globalizzata è tra i maggiori responsabili dell’emissione di gas serra e quindi la transizione verso sistemi ecologici di produzione alimentare su scala locale può essere d’aiuto per la mitigazione e l’adattamento al cambio climatico, assicurando i beni vitali e la sanità pubblica. Questo legame vitale tra bisogni alimentari e clima deve essere fatto presente alla prossima conferenza di Copenaghen sul Kyoto 2.

Diversità e resilienza sono componenti fondamentali per la mitigazione e l’adattamento al cambio climatico. Gli ecosistemi che accrescono la biodiversità autoctona e la resilienza possono essere considerati contemporaneamente sistemi che favoriscono l’accesso dei poveri alle risorse della Terra, ed aiutano a superare il divario economico, se mirati a risolvere l’emergenza globale. Gli intrinseci diritti delle piante, degli animali e degli ecosistemi devono essere riconosciuti e protetti come beni essenziali.

L’umanità è di fronte ad una scelta: può consentire l’aumento di instabilità e di dislivelli sociali, riducendo il problema della sicurezza ad una politica di esclusione, rendendo così sempre più rischioso il nostro futuro; oppure, possiamo lavorare insieme per la ripresa e sicurezza collettiva, partendo da una società individualistica verso una comunità globale, sulla base dei beni ambientali, in quanto patrimonio comune dell’umanità, e di una visione condivisa del nostro futuro.

THE SASSARI CHARTER
Sardinia, 20 September 2008
Our Common Security in a Fragile and Divided World
Biodiversity, food, water, climate and human rights in a planetary emergency

From Sardinia in the Mediterranean basin, we citizens, scientists and decision makers who
met at the international meeting on Biodiversity, Desertification, Water, Food and Human Rights in Sassari, make a call to the G-8 and G-15 and to the concerned citizens of the world.

The extinction of species, land degradation and desertification, the disintegration of landscapes and territories, biological invasions, the growing water and food shortages and the climate crisis are inextricably linked and interconnected aspects of a planetary emergency.
However, most international agreements and negotiations as well as national policies treat these as separate and individual issues.

The interconnectedness of the ecological crises is also related to the growing economic inequality within and among nations, the rise in conflicts and violence and the threat to global peace and justice.

Only with the restoration and continued protection of biodiversity, water, food systems and the atmosphere as the commons can the economic divide be overcome. There is a common duty to conserve and protect, as well as to share the earth’s bounties to assure basic human rights so that no one is deprived of water or food.

Ensuring the right to food and water is part of the UN Millenium Development Goals (MDGs). However, as common resources become monopolised, food prices increase due to speculation and diversion of food crops to biofuels as fossil fuels are depleted, and these goals become progressively less attainable by the international community.

Issues of poverty and economic exclusion cannot be addressed without addressing issues of equity in the context of natural resources and nature’s gifts on which all production rests.

The ecological foundations of economic justice become even more vital in a period of climate chaos and climatic change. Without a massive expansion of renewable energy, climate security and justice are unattainable. Cultivating sun and wind energy needs to be seen as an agricultural activity. The misguided focus on nuclear energy and biofuels as clean energy needs to be re-evaluated in the context of large ecological and social costs. The humaninduced destabilization of the climate leaves most vulnerable those communities that have done least to pollute the atmosphere creating waves of climate change refugees.

Industrial globalized agriculture is a major contributor of greenhouse gases and a transition to ecological local food systems can help mitigate and adapt to climate change while securing livelihoods and promoting public health. This vital link between food and climate must be addressed at the Kyoto 2 Copenhagen conference.

Diversity and resilience are vital aspects for mitigation and adaptation to climate change. Systems that increase indigenous diversity and resilience can also be systems that increase the access of the poor to the earth’s resources and help overcome the economic divide while addressing the planetary emergency. The intrinsic rights of plants, animals and ecosystems must be recognised in order to protect the commons.

Humanity can either allow the instability and divides to deepen, reducing the notion of security to a policy of exclusion, rendering our very future at risk. Or we can collectively build our common resilience and security, from the individual to the global community, on the basis of nature’s commons as heritage of humanity and a shared vision for our common future.

(Dal sito di Renato Soru )

La cronaca delle tre giornate:

1° giorno a 
1° giorno b

2° giorno
3° giorno 

2 responses to this post.

  1. Ci sono argomenti che danno il segnale di dove stiamo andando.
    Ottima iniziativa.
    Ciao Michele.

    Rispondi

  2. Speriamo nell’ascolto sempre più diffuso, qui da noi, di certe tematiche. Ancora di più speriamo in una svolta con Obama, negli USA, per l’adozione di strategie le più ampie e coese possibile a livello planetario.
    Un caro saluto.
    Giovanni

    Rispondi

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