Archive for novembre 2008

Mafia e “banda larga”…

Falcone e Borsellino

 

Leggi su La Poesia e lo spirito

 

Rivedendo il filmato sulla strage di Capaci (1992)(apparso qualche giorno fa su questo blog) viene istintivamente da domandarsi cosa sia cambiato, da allora. Ho cercato sul dizionario la definizione di mafia trovandone due: 1. “In Sicilia, organizzazione criminosa, retta dalla legge della segretezza e dell’omertà, che ricorre a intimidazioni, estorsioni, sequestri di persona e omicidi al servizio di interessi economici privati.” 2. “Gruppo di persone unite per conseguire o conservare con ogni mezzo i propri interessi particolari, anche a danno di quelli pubblici.” (Zingarelli). Se facciamo riferimento alla seconda definizione – che con la prima ha in comune il perseguimento e la conservazione di un interesse privato ed i mezzi anche illeciti impiegati – bisognerebbe allora riflettere meglio sull’estensione e le forme del fenomeno; tanto più ora che gli atti di violenza eclatante, in primis quelli simbolicamente anti Stato, sono diminuiti, se non scomparsi del tutto. Va dunque rimarcato che c’è un atteggiamento morale che della mafia, e non solo, costituisce un presupposto imprescindibile: volere ottenere a tutti i costi quello che non spetta, togliendolo o precludendone l’ottenimento a chi ne avrebbe invece diritto, o più diritto. In questo porsi individuale nei confronti della comunità sta la linea di discrimine tra una parte di essa (temo, maggioritaria) e l’altra, che vive e che realizza le sue aspirazioni nel rispetto del prossimo, solo grazie alle proprie capacità e all’impegno personale.  E’ così distante, allora, il fenomeno mafioso descritto con la seconda definizione dalla furbizia e intraprendenza  che si avvalgono spesso, anch’esse, di reti amicali, parentali, associative, politiche, professionali? Sappiamo tutti perfettamente che questo modo di ottenere è presente in tutti i contesti sociali a partire dalla politica (basta un solo comma inserito tra centinaia di articoli per decretare la fortuna o la rovina di una categoria sociale), ovunque, insomma, vi sia denaro, potere e privilegi appetibili. I mali del nostro paese derivano in parte proprio da questa nostra forma mentis immarcescibile, resistente alle regole e ai cambiamenti (persino in chi ambisce a sanzionarli, i comportamenti illegittimi: qualche giorno fa, ben sessantacinque partecipanti al concorso in magistratura sono stati espulsi dalle prove d’esame perché sorpresi con fotocopie, cellulari etc).
Una dicotomia – quella dei tendenzialmente furbi e quella dei tendenzialmente onesti – che percorre a ben vedere l’intera società, trasversale ai partiti come a qualunque altro gruppo organizzato. La posta in gioco è la più varia: assunzioni, promozioni, appalti, agevolazioni e finanziamenti pubblici, elezione politica, promozioni, ammissioni a scuole di specializzazione post universitaria, dottorati e cattedre universitarie, concessioni edilizie, autorizzazioni amministrative etc. 
Questo degrado, che lo si voglia riconoscere o meno, produce una metastasi letale nella società, a cui s’accompagna un sentimento crescente di ingiustizia e di impotenza che scoraggia e paralizza chiunque affermi con coraggio e coerenza valori opposti.   
Li penso a volte ancora vivi, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, dentro questi tempi e temi difficili, a dire  la loro.

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ALCUNE MIE POESIE TRATTE DALLA RACCOLTA  

"IN TERZA PERSONA"

SONO OSPITI DEL BLOG DI PIERA CHESSA

I MULINI A VENTO

In terza persona

“Vorrei dirti poeta che hai il dovere di parlare…” di Luca PACI

Vorrei dirti poeta che hai il dovere di parlare
di quello che accade nel tuo paese senza
infilare la testa nella sabbia della tua clessidra
Vorrei dirti poeta che devi denunciare
soprusi e prevaricazioni e non
nasconderti dietro il dito della lirica
Vorrei dirti poeta che la poesia è nata
nel parlare e nel parlato ritorna e punge
come la coda dello scorpione
Vorrei dirti poeta ch’è finito il tempo
delle intenzioni e delle pose e che milioni
aspettano un segnale dalla tua lingua di spada

 

Poesia tratta dal blog personale di Luca Paci  Guardafili

(Vedi anche il blog RizoMa )

Ambiente. “I comandamenti che manca(va)no” di Davide PAZIENZA

Galapagos-bartolome-island

 

“I comandamenti che manca(va)no”

di Davide SAPIENZA

AMBIENTE. Il ritorno all’energia nucleare

nucleare

 

Ci si chiedeva qualche mese fa, su questo blog, con quali energie sostituire i combustibili fossili in via di esaurimento per far girare macchine, utensili, impianti industriali e domestici; naturalmente, col minore rischio possibile per la salute, e con la maggiore efficacia al minor costo. Ed ecco la decisione del Governo, annunciata qualche giorno fa e destinata a far discutere: “di posare la prima pietra di nuove centrali (nucleari) entro 5 anni per ottenere fra 20 anni un mix energetico composto al 25% di energia nucleare, al 25% di energie rinnovabili e al 50% di combustibili fossili.” Una decisione che non sorprende per nulla, dopo la lettura del Disegno di legge n. 1441 ter (art 15 e segg) presentato dal Governo. 
Ed ecco anche gli esiti di un recente sondaggio della Demos: “I favorevoli alla costruzione di centrali nucleari in Italia sono il 47%, mentre a confermare il rifiuto per l’energia prodotta dalla fissione dell’atomo è il 44%. E’ dunque la maggioranza relativa a “ripensare” l’esito del referendum, anche se non possiamo ignorare il 9% che sceglie di non esprimersi. Spostando l’ipotetica centrale dalla generica nazione alla provincia di residenza del rispondente, le opinioni mutano leggermente verso. I contrari alla costruzione, in questo caso, sono esattamente la metà – il 50% – mentre quanti si dicono comunque “a favore” sono il 41% – con, ancora, un 9% di incerti.” Ma il sondaggio evidenzia anche una spaccatura di carattere geografico e politico: più favorevoli al nucleare chi risiede al nord ovest e chi ha votato per un partito della coalizione di governo.
Alcune doverose domande, a questo punto:
1. Sull’attendibilità dei dati (more solito, in materia di sondaggi) considerato il campione prescelto; ma, soprattutto, se le persone intervistate fossero a conoscenza dei rischi, degli incidenti e delle sciagure verificatisi negli impianti nucleari negli ultimi decenni, e di quelli possibili fino a quando non si metteranno a punto reattori nucleari di quarta generazione (con riguardo allo smaltimento delle scorie), disponibili commercialmente tra il 2030 e il 2040. “Attualmente”, sostiene Legambiente, “non esiste tecnologia nucleare che possa escludere rischi di incidente”.
2. Se gli intervistati fossero a conoscenza delle enormi potenzialità delle energie alternative (solare ed eolica) in rapido e massiccio sviluppo anche in realtà periferiche del Paese;
3. Sulla scarsa, per non dire inesistente,
informazione pubblica sulle implicazioni anche economiche che comporterebbe la creazione di centrali nucleari;
4. Se sia giusto, dopo il referendum del 1987 che ha sancito la volontà contraria della maggioranza degli italiani all’impiego dell’energia nucleare, riproporne l’impiego senza che nel frattempo, a distanza di vent’anni, siano venuti meno i pericoli di allora; come attestano i ripetuti incidenti avvenuti negli
impianti nucleari francesi.

Il Governo, così com’è avvenuto per la scuola pubblica stravolta a colpi di maggioranze e provvedimenti blindati, ha dunque deciso di imporre ai cittadini una decisione che non può non creare allarme. Una scelta che oltre a mettere a rischio la nostra salute e quella delle generazioni future ci impoverirà: si parla di costi che vanno dai 20 ai 40 miliardi di euro per la costruzione di una dozzina di reattori concentrati in 3-4 siti. Ma al pericolo di fughe di sostanze radioattive s’aggiunge quello dello stoccaggio delle scorie, i cui tempi di decadimento possono essere, talvolta, di centinaia di migliaia di anni.
Al fine di scongiurare questo pericolo, è stata attivata una petizione e una serie di 
iniziative

AMBIENTE

alberi innevati

RASOTERRA. “Il nuovo terrorismo? La crisi. Ovvero la paura in dosi massicce.”

di Davide Sapienza

“L’IDDIO RIDENTE” di Luigi Di RUSCIO

LIddio65


1.
vengono alla superficie pensieri neri tenebrosi
volare dalla finestra
inabissarmi in quell’albero di ciliege
che nasce sotto casa
splendente
luminoso nelle primavere
improvvisamente senza un segnale fiorisce
grappoli di vita felice
inizia così la stagione
dove nessuno immagina di dover morire 
*
5.
giuravo che avrei smesso di scrivere
e ricominciavo come niente fosse
con tutte le poetiche e le ideologie
e le stesse parole che spudoratamente
saltano da tutte le parti
*
6.
dal giorno in cui mi hanno fatto nascere
non sono stato più io
persi l’intelletto
e non fui più capace di ritrovarlo intero
mi mangio tutte le cioccolate e i meloni
le parole e i passi falsi
non posso dirti dove sono stato
perché non sono ancora ritornato
*
41.
in questo mattino luminoso
è come se lo stesso iddio
venisse a visitarmi
entrando dalla finestra spalancata
*
81.
con la fine degli umani
i grattacieli si copriranno
improvvisamente di licheni spumosi
gli asfalti inizieranno fioriture
che richiameranno gli insetti più luminosi
nessun gatto
rischierà di venire castrato
nell’universo rimarrà lo spendente ricordo
di essersi visto con l’occhio umano
*
107.
con la meraviglia
di essere ancora vivo
la meraviglia di tutte queste esistenze
i libri accavallati sugli scaffali
tutto quello che sono riuscito a scrivere
le idee continue che germogliano le une sulle altre
come i licheni di Sbarbaro
che nascono dove ogni altra vita è negata
*
108.
mio padre era muratore
e quando vedo i muri delle chiese
non penso a Dio
ma ai muratori e a mio padre
ed ora tocca me a diventare un padre
dopo essere stato figlio per troppo tempo
con una identità irrepetibile
come i piccoli segnali luminosi
pronti a sparire per sempre
*
251.
Quando faccio passeggiate con mia moglie faccio sempre in modo di
raccogliere un pezzo di carta o una bottiglia, lasciare la strada più
pulita di come l’abbiamo trovata, micidiali i sacchettini di plastica tra
le fratte, lasciare più pulita la montagna che avete visitato, la spiaggia
che vi ha ospitato, fare sempre qualcosa per la salvezza del mondo
per la salvezza delle anime ci pensa Iddio.
*
253.
tutto ad un tratto il sottoscritto
riesce a scorgere il sorriso d’Iddio
la pietà di Dio
poi ancora la gioia di Dio
mettendomi a ridere come un matto
ritrovandomi intero dentro nella grazia di Dio
godere in pace la sua gioia
essendo noi uomini i creatori del Dio
e ogni uno di noi ha il Dio che si merita
*
300.
Mi venne idea di trovare lavoro nel manicomio di Fermo e per poco
non rimanevo interratto. Fermo aveva il manicomio più importante
della regione Marche, come matto o come guardiano di matti un
pasto lo avrai di sicuro. Per carità non mi date lo riso scotto condito
con la pura conserva. Per carità non mi date il caffelatte sputacchiato.
Comunque risultai non abbastanza matto per essere internato e abbastanza
matto per andare sciolto. Per le discese e le salite di Fermo
che nonostante tutto facevo correndo e sulle mura ghibellini di Fermo
mio padre trovava capperi sbalorditivi e dopo la pioggia mura piene di
lumache, dopo la morte di mio padre non ho più mangiato lumache e
i capperi delle mura fermane non furono più colti.

Luigi DI RUSCIO
L’Iddio ridente
prefazione di Stefano Verdino
ZONA 2008
pp. 128 – EURO 14
ISBN 978 88 95514 77 2

Editrice ZONA