L’arte dietro le quinte

berlino 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si può andare a Praga senza pensare a Kafka, a Francoforte senza cercare la casa natale di Goethe, a Parigi senza collegare il Faubourg Saint-Germaine a la Recherche, a Salisburgo ignorando Mozart. Luoghi come altri per moltissimi visitatori giunti lì per le ragioni più disparate: una fiera mondiale, un mercatino, un piatto gastronomico rinomato, un collezionismo compulsivo di mete. Di queste motivazioni, dunque, si appagheranno e racconteranno. Altri, invece, e non sono pochi, sono lì alla ricerca di tracce e itinerari di esistenze a loro care, artisti le cui opere ne hanno talvolta rivoluzionato la vita, o l’hanno resa più sopportabile. Lo sanno bene le agenzie di viaggio, gli hotels, i ristoranti e i locali di ogni genere, tutt’altro che indifferenti al richiamo dei loro concittadini illustri, a cui spesso devono parte della loro fortuna. Un dono spesso immeritato, quella scia luminosa e postuma che sopravvive all’esistenza terrena dell’artista. Non sarebbe giusto, pertanto, da parte dei beneficiari, condividerne almeno in parte i vantaggi, in qualche forma? E’ chiedere troppo nell’italietta smemorata dove si fa impresa senza rischio d’impresa, dove non c’è rispetto né gratitudine per chi l’ha sostenuta e la sostiene con un proprio contributo di bellezza e saggezza?

(Anche su La Poesia e lo spirito

4 responses to this post.

  1. Posted by accipicchia on 4 aprile 2009 at 2:42 pm

    Caro Giovanni, la nostra Italia non sarebbe un’italietta se invece di avere la memoria così corta ricordasse con riconoscenza quel che deve ai suoi illustri connazionali del passato. Qualche anno fa sono stata a Salisburgo, respiravo un’atmosfera particolare, un rispetto e un’ammirazione per il passato e per l’illustre concittadino che non potevi non notare e apprezzare.
    Ma noi siamo fatti di un’altra pasta, purtroppo, noi siamo “furbi”, sono altre le cose che contano! Badiamo al “sodo”, alle cose concrete. Sì, la musica è bella, la poesia è bella, anche la letteratura, la pittura e la scultura, ma oggi, per essere “vincenti”, bisogna consolidare ben altro!
    Al limite, la concessione che si può fare alla cultura è possedere tutto ciò che è visibile per mostrare e dimostrare quanto potere si ha.

    Ho letto il post anche su Poesia e Spirito e mi sono piaciuti molto sia il tuo commento, il settimo, mi pare, sia quello di Fabrizio, forse il quinto.
    Li condivido pienamente.
    Un caro saluto. Piera

    Rispondi

  2. Posted by anonimo on 15 aprile 2009 at 10:28 pm

    Ottimo spunto di riflessione…. La cultura non è semplicemente sottovalutata, è spessissimo ignorata, non riconosciuta come valore!
    Forse non dovrei, ma avverto la necessità di riportare un episodio accadutomi proprio oggi pomeriggio, durante una breve conversazione con un ragazziono di dieci anni.
    Ho espresso un commento sul caldo pomeriggio, un po’ eccessivo per la stagione e sul suo abbigliamento ormai estivo. La sua risposta fierissima è stata:”Sono vestito tutto della….. (e ha riportato la firma), la maglietta, i pantaloncini e anche le scarpe!”
    Questa è la “cultura” con cui mi confronto quotidianamente ed è purtroppo un problema dilagante, si tratta di uno svuotamento di contenuti, di un impoverimento sociale…. E’ tristissimo!
    C’è chi ha ricevuto DODICI uova di Pasqua! Quale elevato messaggio possono aver trasmesso dodici uova?
    Poi però mi consola apprendere che c’è qualcuno che ha raccolto i ciottoli sulle sponde del Lago di Garda e sapere che l’attenzione dei tuoi ragazzi è stata alta durante la lezione di letteratura…. Forse possiamo ancora sperare…..
    Grazie per l’attenzione e la pazienza e scusa per la lungaggine.
    A presto, Elisa

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  3. Posted by 1Nuscis on 16 aprile 2009 at 12:26 pm

    Grazie, Piera per l’attenzione e la sensibilità su un tema che sembra essere secondario, ma non lo è. L’arte non è (solo) una passione per snob e acculturati, ma espressione e testimonianza di un mondo alto e altro, in cui ritrovare il senso dell’esistere nella bellezza di uno sguardo che ha colto e riprodotto l’essenza delle cose viste e sentite.
    Un caro saluto
    Giovanni

    Rispondi

  4. Posted by 1Nuscis on 16 aprile 2009 at 12:38 pm

    Sì, Elisa, capisco perfettamente il tuo scoramento. La sensibilità all’arte dovrebbe ricordarci e riportarci all’essenza delle cose, nella loro sontuosa nudità che non abbisogna di altro. Ma ciò che conta prioritariamente per certi signori – ben celati dietro i governi di ogni luogo e tempo – non è ricordare il senso delle cose e della vita, ma chiudere gli occhi e la bocca della gente, infragilendola, riducendola ad avida consumatrice dei loro prodotti e servizi spesso inutili o superflui.
    Un caro saluto
    Giovanni

    Rispondi

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