Salvatore della Capa “Interno, esterno”. Recensione di Antonio Fiori

Salvatore Della Capa
Interno, esterno
Prefazione di Guido Monti
L’arcolaio, 2009
 
 
E’ sempre un piacere incontrare la poesia giovane, specie quando già riesce, come quella di Salvatore Della Capa, a far salire il periscopio, a portare lo sguardo all’esterno, “tutto proteso alla interpretazione di quei dati d’esistenza chiaroscuri che accadono di fuori” ( Guido Monti).Nella prima sezione della raccolta, Tra le nostre distanze, il poeta sceglie la seconda persona singolare, che consente un immediato contatto col lettore ed esalta l’autenticità delle esperienze sensoriali. Particolarmente apprezzabile la capacità di sintetizzare semplicità di linguaggio e profondità assertiva: “Salutano a tratti./Tu non ricambi/ vedi su tutte le stesse smorfie di cera./ A malapena osi alzare lo sguardo.”; “Hai ricominciato a parlare allo specchio./…Lui ti guarda, sorride e stringe l’occhio./ Non dice nemmeno una parola.”; “Non cerchi baci di labbra/ ma un’idea che consoli.”
Ma il poeta sa che si avvicinano tempi bui, tempi di guerra,e nella sezione seguente, …para bellum, si sposta sulle altre persone del discorso, passa al noi e all’io, più adatti alla denuncia e al grido. Apre con un verso quasi ironico: “Viviamo giorni di pace”. Quindi un crescendo di premonizioni: “Ho sentito visioni./ Legna scricchiolare come ossa./ Gocce cadere come schianti di fucile./ I morti non sanno più come tornare”. E versi durissimi: “Oggi la madre porta il figlio in un fazzoletto./ Pezzo per pezzo”. O interroganti: “Chi vedrà i tanti sensi dell’acqua/ le pozze di urina e sangue?/ Chi ascolterà la melodia del dolore?”.
Nella terza ed ultima sezione, Dedicato, Salvatore Della Capa ci propone nove poesie ‘dedicate’, dense di affetti e sofferenze, ed una appendice, “Eleonora”, nella quale ci svela un delicato micro-canzoniere amoroso: “Tu non sai/ che dolore cancelli/ quando cerchi/ la curva della spalla/ dove appoggiare il viso.”
 
E’ una poesia che nasce dalle necessità interiori ed una volta emersa, uscita allo scoperto, subisce tutte le spinte e contro spinte del mondo esterno. Ma sa affrontarle e meditarle nel miglior modo, così che in quelle sensazioni e in quei dolori anche il lettore si riconosce.
E’ ciò cui aspira ogni buona poesia, sapendo quanto sia difficile raggiungere la meta.
 
Antonio Fiori
 
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6 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on 30 aprile 2009 at 11:12 am

    Ciao e buon ponte del Primo Maggio a tutti….da Maria

    Rispondi

  2. Posted by nestore22 on 1 maggio 2009 at 9:25 pm

    Gianfranco ringrazia Antonio e Giovanni. Il primo per l’articolo su Della Capa, così efficace e fulminante nelle proprie intuizioni, e il secondo per averci ospitati nel suo qualificato spazio virtuale.

    Un abbraccio ad entrambi, miei cari amici.
    Vostro Gianfranco

    Rispondi

  3. Posted by 1Nuscis on 2 maggio 2009 at 10:57 pm

    Grazie Maria del passaggio.
    Un saluto affettuoso all’amico e poeta Gianfranco Fabbri, editore di questo e di quel libro che a breve vedrà su questo spazio.
    Giovanni

    Rispondi

  4. Posted by anonimo on 7 agosto 2009 at 1:31 pm

    ringrazio tanto anche io per le parole efficaci e lo spazio dedicatomi!

    grazie di cuore

    salvatore

    Rispondi

  5. Posted by accipicchia on 9 agosto 2009 at 8:38 am

    Ciao, Giovanni,
    ho letto solo oggi questa interessante recensione di Antonio F. sul libro di un giovane poeta che, da ciò che vedo, è veramente bravo.
    I versi che Antonio riporta sono molto belli, rivelano profondità e cura stilistica.
    Antonio, come sempre, per iscritto e a voce, ricordo a Sassari, la bella presentazione della tua ultima “creatura”, studia accuratamente l’animo di chi scrive, ne mette a nudo, con discrezione, emozioni e riflessioni.
    I miei complimenti a lui e a Salvatore, un caro saluto ad entrambi e all’ospitale padrone di casa.
    Piera

    Rispondi

  6. Posted by 1Nuscis on 10 agosto 2009 at 3:19 pm

    Grazie a te, Salvatore, per essere qui.
    E grazie a te, Piera, per la tua attenzione sensibile a quanto ospitato in questo spazio (sepure con ritmi assai blandi, questi ultimi mesi.
    Un saluto caro
    Giovanni

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