In memoriam David…

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In memoriam David”. Ricordo di David Maria Turoldo e della sua poesia
 
Il 15 ottobre p.v., a Sassari, si svolgerà una giornata dedicata ad una delle più alte personalità del mondo religioso e letterario. La mattina, alle 11,15, nell’aula magna del Liceo Azuni, si terrà un incontro con gli studenti che prevede letture e commenti di testi turoldiani, con la partecipazione di Valerio dalle Grave, sindacalista e amico personale di Turoldo, e Gianmario Lucini, Giovanni Nuscis e Luisella Pisottu; coordinerà l’incontro la prof.ssa Angelica Solinas. La sera, alle 20,45 nella chiesa di Santa Caterina, è prevista la lettura del poemetto “La grande notte” con la partecipazione dei poeti sassaresi del “Premio nazionale di poesia D. M. Turoldo” Antonio Fiori, Luca Mingioni, Giovanni Nuscis e Luisella Pisottu, e di Valerio dalla Grave e Gianmario Lucini.
A presenziare ai due incontri è invitata l’intera cittadinanza  
Collaborano all’iniziativa il Liceo Ginnasio D.A. Azuni e le Associazioni Poiein e Verba Manent, con la sponsorizzazione del Banco di Sardegna.  
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4 responses to this post.

  1. Sarò idealmente a Sassari, con il rimpianto di non poter partecipare in carne e ossa. Tornerò qui, con la certezza di trovare una traccia di questo convegno.

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  2. Posted by utente anonimo on 14 ottobre 2009 at 11:46 am

    Bravo Gianni,

    grande testimone di libertà, coscienza, poesia.

    Pasquale

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  3. Grazie, Giovanni. Quello che scrivi mi conforta e rafforza la mia convinzione che sono spesso i tanto bistrattati studenti a dare lezione di attenzione. Mi piace molto l’aggettivo che usi, "composti", un segno dell’educazione ricevuta, per la nostra generazione un Zeitwort, una parola del tempo. Talvolta succede, tuttavia, che queste parole del tempo catturino l’attenzione degli studenti. Sicuramente le parole di David Maria Turoldo sono riuscite a farlo.

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  4. Condivido, Anna Maria. E una speranza di crescita sociale può esserci solo passando per lì, per la formazione delle nuove generazioni, altro che tagli alla scuola, altro che sfoltimento di organici. Gli insegnanti andrebbero aiutati  e supportati, in questo, non lasciati a loro stessi. Ci vorrebbero addirittura delle professionalità di raccordo, tra insegnanti e studenti e famiglie, e tra mondo esterno (culturale, del lavoro) e studenti e insegnanti, capaci di approfondire la conoscenza e il rapporto coi ragazzi, coi loro problemi personali di crescita (umana e culturale), disegnando per loro un percorso di esperienze (ad esempio, incontri letterari o con artisti e personalità capaci di lasciare una traccia del loro passaggio) che integra e rafforza l’azione didattica.
    Giovanni

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