Una nuova casa?

nwo02

Dalle discussioni in rete di questi ultimi giorni sui principali siti e blog sono emerse in particolare due indicazioni che reputo importanti: la necessità di riconoscersi (come intellettuali e cittadini) in un’etica comune partendo da valori, posizioni (non scrivere, nel caso specifico, su giornali di destra) e analisi condivise, e di iniziare a pensare ad un progetto comune di cambiamento. E’ un dato di fatto, al di là dei sondaggi e della retorica, che in tanti ci si senta rappresentati poco o nulla dagli attuali schieramenti politici, di governo e di opposizione, pur ritenendosi fondamentale la difesa dei principi scritti nella Costituzione.
Dagli interventi e i commenti in rete si evince dunque  l’aspirazione  a ritrovarsi in uno spazio in cui , facendo quadrato su detti principi – uscendo dalle sovrastrutture partitiche che li insidiano o si dimostrano incapaci di difenderli adeguatamente  –  sia possibile edificare, con nuove fondamenta, una casa comune. Non l’ennesimo partito, sembra di capire, ma un soggetto ampio, duttile e trasversale a forte base etica, fuori dalla logora logica degli schieramenti. L’indeterminatezza attuale della cosa e la complessità dei temi e dell’operazione  fanno apparire  assai arduo avviare un progetto di tale rilievo, ma credo che prima o poi questo avverrà, riuscendo a prendere consistenza e forma proprio attraverso la rete; stimolando, raccogliendo ed elaborando ordinatamente le molte riflessioni che da essa possono pervenire, interagendo direttamente e in tempo reale con milioni di persone. (Anche adesso qualche
politico ha scelto di avere un confronto costante e diretto con la base elettorale). Temi come la povertà, la politica economica e sociale, la giustizia e l’ambiente potrebbero vedere il contributo di esperti invitati a dire la loro  coinvolgendo nel dibattito bloggers e visitatori di diversa cultura e interessi; pervenendo da ultimo a un documento (carta, manifesto etc) che articoli la fisionomia di un nuovo soggetto.
Sul piano pratico, si potrebbe ipotizzare il coinvolgimento dei siti e dei blog maggiormente frequentati e affini, partendo da un piano operativo condiviso. Ma si potrebbe concepire il progetto anche come un semplice serbatoio di idee in divenire (una sorta di
Think tank senza interfaccia politico, che si limiti a produrre e articolare proposte su temi specifici), affidando a (nuovi?) soggetti politici la loro realizzazione.

(Anche su La Poesia e lo spirito)

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2 responses to this post.

  1.  Mi piace trovare un "movimento" che mi consoli tra tutto questo fango. E mi dico, Non sei sola. Non molto.
    Trascorri feste serene, mio Nuscis.

    Rispondi

  2. Grazie, Savina, ci risentiamo presto.
    Gianni

    Rispondi

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