I consigli del nonno…

studenti(6)

Riporto un'”intervista” a Francesco Cossiga riportata anche sul sito del Governo :

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitico Pci ma l’evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?
«A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…
«Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

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5 responses to this post.

  1. è il delirio di un povero mentecatto.

    Un caro saluto
    Marco

    Rispondi

  2. Siamo messi proprio male, caro Marco.
    Un saluto, a presto
    Giovanni

    Rispondi

  3. Posted by utente anonimo on 26 ottobre 2008 at 8:54 am

    purtroppo non è un povero mentecatto

    concordo con il fatto che siamo messi proprio male

    Rispondi

  4. Posted by utente anonimo on 2 novembre 2008 at 10:38 pm

    Probabilmente io sono una di quelle maestre (anche se a quasi 39 anni non mi definirei proprio “ragazzina”) che verrebbe massacrata di botte…..
    Certo che

    Rispondi

  5. Posted by utente anonimo on 2 novembre 2008 at 10:41 pm

    Certo che non pensavo sarebbe caduto così in basso.
    Grazie, Francesco Cossiga, la sua intervista si commenta da sè!

    Rispondi

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