Buio di corpi

immigrati

 

In qualche angolo di tempo, tutti siamo stati gli ultimi

 

Due metri di ossa.
Il figlio minuto saltella
tra i fusti sottili delle gambe,
fasciate da jeans corti e svolazzanti.
Scambiano battute e ridono
nel loro idioletto afro italiano.
Dietro un altro padre
col figlio infagottato e pallido,
silenziosi e tristi.
Li vedo scendere dalla scala mobile,
verso il market e l’uscita.
I bambini hanno grembiuli identici.
Guardo le nuche e le spalle offerte
a chi potrebbe colpirli da dietro.
Sono ancora più fragili
pensati in questo modo
affidati al buon cuore del mondo.
Ho immagini dentro di possibili agguati
a un buio di corpi che inquieta.
Non siamo forse lucidi
ed empatici abbastanza vivendo
tra imperfetti Abeli e Caini,
nel pianto secco di greti abbandonati
che scuote e resiste nei millenni.
Tornano immancabili la rabbia
e la pietà
girando come ruote impazzite.
Soffio sulle vele ebano di un padre
e di un figlio. Viaggio qualche metro 
con loro, e la loro gioia.
Penso ai loro simili che crescono
come non si sa, nel fosso d’un continente
di luci che vacillano e si spengono,
che abbagliano solo nel nero più nero.

(Anche sul blog "La Poesia e lo spirito") 

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2 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on 16 gennaio 2010 at 10:35 pm

    La poesia si offre alla condivisione, verso per verso si dipana l’esperienza dell’integrazione, ineluttabile, ormai di seconda e terza generazione  (‘grembiulini identici’, ‘idioletto afro italiano’) eppure ancora cosi difficile da accettare, per molti (‘un buio di corpi che inquieta’).  Poesia narrativa e innegabilmente civile, con saltuari innesti lirici (‘nel pianto secco di greti abbandonati/che scuote e resiste nei millenni’) e forte vocazione didattica (…’le spalle offerte/ a chi potrebbe colpirli da dietro’, ‘Penso ai loro simili che crescono/come non si sa, nel fosso d’un continente…’).

    Ben bengano poesie come queste, Giovanni.

    Antonio Fiori

    Rispondi

  2. Posted by 1Nuscis on 17 gennaio 2010 at 12:48 pm

    Grazie davvero, Tonino, per il tuo commento puntuale e articolato.
    Un caro saluto.
    Gianni
     

    Rispondi

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