Archive for febbraio 2010

Calpestare l’oblio

Dalla Redazione de La Gru

Caro amico e lettore,

a questo link troverai la versione definitiva dell’e-book Calpestare l’oblio, cento poeti italiani contro la rimozione della memoria repubblicana, della cultura e della poesia nella società dello spettacolo italiana.

Hanno collaborato alla realizzazione di questo piccolo gioiellino dell’autoeditoria elettronica alcuni dei più importanti esponenti della poesia italiana contemporanea, mentre gli artisti Nicola Alessandrini e Valeria Colonnella ne hanno curato la grafica e le illustrazioni.

Calpestare l’oblio è stata una grande operazione che dalla piattaforma del web si è tradotta in acceso dibattito sulle principali testate giornalistiche italiane (L’Unità, Left, MicroMega, Gli altri, Il Corriere della Sera, Il Giornale, Libero, Il Foglio, Il manifesto) ed in un’assemblea nazionale dei poeti, che si è tenuta l’8 gennaio del 2010 al BebadoSamba di Roma.

Proprio in questi giorni numerose iniziative analoghe sorgono spontaneamente in diverse città e regioni d’Italia.

È giusto e necessario che questa battaglia politica e poetica si irradi e traduca spontaneamente in tutte le sue forme possibili, per calpestare ogni oblio, nazionale e locale, e per combattere ogni rimozione culturale e riduzione intellettuale operate dall’ideologia del trentennio del berlusconismo televisivo sul corpo indifeso della nostra comunità.

Questo e-book, che è dunque la conclusione di un’operazione più amplia di partecipazione democratica e poetica, sia dunque un tuo possibile punto di partenza.

Aiutaci a diffonderlo, nei tuoi spazi su rivista, portale, sito o blog. Inoltralo ai tuoi contatti e-mail. Organizza spontaneamente nella tua città un dibattito di poesia, arte e cultura sui temi che questa iniziativa corale ha sollevato e continuerà a sollevare.

Buona lettura

Poesie inedite di Antonio PIBIRI

campagna

 

Romanzo

sei ai piedi di una centrale eolica

gli occhi scalano le torri fino alle pale

e nel campo vicino una bracciante

sistema con cura uva sulle stuoie.

io ti capisco sai, così distante

pensi al tuo cavallo, il drago,

la damigella.

*

Ricognizioni

di tutto diserède

in solitaria

bambino che va per mondezzai

dove gli brilla d’oro l’arco

dal piccolo sesso sulla siepe.

lo senti ridere più è lontano,

disarma gli aculei all’istrice

la dentiera all’orco.

tra bassi ruderi il delta, la foce.

*

Fornicanto

il vento in bocca ricaccia

ganasce di pietra e fiato

che pure si picca, avanza

per dire.

ma il tuo dire solleva la testa

apre la bocca a fornice

e lì resta

a mulinargli la lingua,

conoscerlo il vento

*

                                                                     l’odio, come l’amore, è

                                                                   una carriera senza limiti

                                                                                       J. Lacan

un cesto di mele ho nel petto

e battono come tanti cuori.

poche le lucido per donarle

le altre avvelenate mi nutrono

sono quelle che tengo per me.

*

                                                      Ecco, io faccio nuove tutte le cose

                                                                                    Isaia

dovevo raggiungere il mio volto

portare soccorso ai suoi tiranti

male incrociati e troppe cremagliere

impagliano i risorti.

stendere un lenzuolo di pelle nuova.

quando pensi che non scriverai,

non amerai

allora ecco

alzarsi del vento

*

labbra di bambino

segue i tornanti

dello zucchero.

una nuvola visionaria addensa

in trafitture consenzienti

l’albero nudo.

ma se il sole sparge la sua pupilla

io non vivo più,

se la pietra consuma le carni del cuore

se raddoppiati i turni di guardia

io non vivo più.

*

Breve storia della paura

il balzo della tigre sta sotto il letto

nel chiuso ripostiglio

a cospirare la notte.

poi dietro la gabbia

lume cardiaco.

più tardi cade il felino

ed infine anche il balzo

come cede un vento.

solo rimane vago scatto

muove l’aria o il cespuglio

che frulla, un selvatico soffio,

l’impensabile circa forse

nulla.

*

                          Ma le nostre menti sono luoghi molto importanti

                                                         Stephen Mitchell

Enigma dell’altro

indosso la tua faccia

stento il tuo timbro

mio malgrado

ti salvo con nome

ogni volta

da un niente

ti do il tormento

come dita ad una marionetta.

ma la verità su di te

è un posto vacante

una sedia al buio

e non passa per di qua:

mio ventre,

                         chimismi,

                                               baionetta

*

Nato a Sassari nel 1968, Antonio Pibiri risiede ad Alghero.

Ha pubblicato nel 2007, per i tipi della Magnum Editore, la raccolta poetica “Di Quinta in Quinta”. Di lui hanno scritto, tra gli altri, Roberto Carifi, Daniela Bisagno, Antonio Fiori. Alcune sue poesie sono apparse in rete (Oboesommerso, La Poesia e lo Spirito, Viadellebelledonne).

“A PIRRA” di Quinto Orazio Flacco. Adattamento in dialetto siciliano di Marco Scalabrino

quinto-orazio-flacco

Cui è, Pirra, lu picciottu

chi nna un lettu di pampini di rosa

t’abbrazza a l’ummira frisca di la grutta?

Pi cui allisci, cu la to liena grazia,

li biunni toi capiddi? Ah, quantu voti,

traduta la fidi, cuntraria la sorti,

avi a chianciri mischinu

e maravigghiarisi di li furturati niuri

cui godi astura di la to biddizza,

cui ti cridi divota sempri e giniali

e, sincirazzu, nun sapi l’aria

prestu comu cancia. Amari chiddi

chi tu latina abbagghi e nun ti sannu!

Ju prennu mi la scampai

e ci fici votu di li mei robbi

a lu diu putenti di lu mari.

*

Quis multa gracilis te puer in rosa / perfusus liquidis urget odoribus /

grato, Pyrrha, sub antro? / cui flavam religas comam /

simplex munditiis? heu quotiens fidem /

mutatosque deos flebit et aspera / nigris aequora ventis /

emirabitur insolens, / qui nunc te fruitur credulus aurea, /

qui semper vacuam, semper amabilem / sperat, nescius aurae /

fallacis. miseri, quibus / intemptata nites: me tabula sacer /

votiva paries indicat uvida / suspendisse potenti / vestimenta maris deo.

*

Chi è, Pirra, il giovane sottile / che ti stringe, umido di profumi, /

sul letto di rose della tua grotta? / per chi con grazia misurata annodi /

i tuoi capelli biondi? Quanto dovrà / lamentare

la tua infedeltà, l’avversità / degli dei e osservare stupito le acque /

agitate da un vento oscuro, / se ora senza sospetto ti gode dorata /

e sempre libera ti spera, degna d’amore, / ignaro dell’inganno

che respira. / Sventura a chi risplendi sconosciuta. /

Per me su una parete sacra / la tavola votiva testimonia /

che al dio potente del mare / le vesti bagnate ho consegnato.

(Trad. Mario Ramous)