Lettura della non lettura

lettore-della-metropolitana

Scorrendo i dati Istat relativi alla lettura dei libri in Italia, riferiti agli anni 2000 e 2006 e al 2009, trova conferma quanto già in parte si sapeva: che il 10,3% degli italiani non possiede in casa neanche un libro, che a leggere sono più le donne (66%) degli uomini (39%) nella fascia d’età 20-24 anni, che i maggiori lettori sono, tra le diverse categorie sociali, i dirigenti, gli imprenditori, i liberi professionisti e i direttivi, i quadri, gli impiegati, mentre tra coloro che leggono meno ci sarebbero le casalinghe. Il 37% della popolazione non legge libri, soprattutto perché la lettura “annoia”, “non appassiona”. I maggiori lettori – quelli che hanno letto più di dodici libri nei dodici mesi precedenti l’intervista – sono compresi nella fascia di età 45-54 anni. Le famiglie che posseggono in casa più di quattrocento libri vivono, nell’ordine, in Friuli, in Toscana, in Emilia Romagna, nel Lazio, in Sardegna, nel Veneto, in Umbria.
Le rilevazioni contengono molti dati a cui rimandiamo la lettura. Dati da interpretare con attenzione, come quelli che esprimono – in controtendenza rispetto a un generale incremento negli anni dei lettori – una flessione nelle fasce d’età che vanno dai 20 ai 44 anni. Diverse possono essere le ragioni, senza che le une escludano le altre: perché si tratta di anni in cui si viene sempre più risucchiati dalla ricerca o dal consolidamento del lavoro? Per la funzione surrogatoria della rete rispetto ai supporti cartacei? Per l’avvento dei social networks? Per la fretta e la sfiducia epocali che spingono a cercare gratificazioni immediate  a costo minimo?

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4 responses to this post.

  1. Posted by Florian_Klose on 26 maggio 2010 at 11:18 pm

    L'acquisto dei libri non so quanto possa essere significativo, come dato.ci sono pur sempre le biblioteche pubbliche.

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  2. Posted by 1Nuscis on 28 maggio 2010 at 4:29 pm

    Vero. E poi ci sono libri e libri.:)

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  3. Posted by PannychisXI on 31 maggio 2010 at 5:42 am

    Sono dati drammatici, campanello funebre dei tempi. E' vero anche che, personalmente, non posso più acquistare un solo libro. Guardo le librerie come paesi di balocchi. Biblioteca. Si dovrebbe sommare alle statistiche la frequenza di questi luoghi, per non fare una figura davvero triste.Ti abbraccio.

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  4. Posted by 1Nuscis on 31 maggio 2010 at 4:07 pm

    Temo che si sia sempre di più a sospirare davanti alle vetrine delle librerie; non di meno, a considerare un acquisto ormai un atto politico, per incoraggiare o penalizzare poetiche o linee editoriali, se non realtà padronali:)AbbracciGianni

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