“Un ordinato groviglio” di Piera Maria CHESSA

un ordinato groviglio

     Il titolo ossimorico sembra in effetti corrispondere alle poesie di questa seconda raccolta poetica di Piera Maria Chessa. Osserva Anna Maria Capraro nel suo intervento: “P.M. Chessa indugia su cose e gesti del quotidiano per farli assurgere a profonda meditazione sul senso dell’umano esistere. Non è un caso infatti se il percorso parte dai silenzi della casa, ove l’io può ripiegarsi “per ascoltare/e poi comprendere/…/e scoprire/una ragione plausibile del nostro vivere”. (Dentro il silenzio). La casa come rifugio dal quale trarre forza per immergersi nelle contraddizioni e nella confusione della vita. La casa dove giocano il cane e la gatta, felice sintesi di opposti persino nel genere. E nella casa attimi di gioia, nostalgia del passato e sicurezze fallaci dell’infanzia. Ma basta un’assenza perché una stanza luminosa diventi penombra, mentre nel giardino le foglie secche mimano la danza inesorabile degli anni che fuggono. E sempre nella casa, esorcizzati nel e dal sogno, compaiono incubi spettrali, eco sottile di suggestioni espressionistiche in un’angoscia combattuta ma non sconfitta.”

     La linearità è la caratteristica che subito colpisce di questa scrittura. Una linearità che avvicina molto queste poesie a testi in prosa.  Ma se è vero che la poesia, come genere letterario, è tendenzialmente  caratterizzato dalla concentrazione e dalla polisemia, va però attestata la presenza di molta poesia di qualità che poco si distingue dalla prosa.  La linearità qui perseguita nasce forse da un bisogno interiore di ordine, di chiarezza? Una risposta al caos, alla forza disgregante del presente? La letteratura è anche questo: cura che attenua paure, lenisce dolori, depotenzia forze oscure che agitano l’anima inquieta dell’uomo moderno.  Nei versi, non si notano neppure soluzioni impreviste, spiazzanti. L’ordine regna sovrano, come interni d’appartamento hopperiani lindi  ed essenziali, con atmosfere assorte ma dove qualcosa d’imperscrutabile sembra pur sempre permanere. Un ordine che smussa, rattiene, attutisce: il silenzio del primo mattino/governa ancora la casa(Mattino), Troppo rumore intorno/…/fuori la confusione della vita/…/  Scelta del silenzio (Dentro il silenzio), Parlano piano, indicano qualcosa (Dalla finestra); sei appena partito/ e il silenzio è diventato/signore della casa (Assenza). Oppure:  Nella penombra/mi soffermo un istante accanto al letto (Mattino); Il vecchio si riposa/avvolto dalla calda ombra del giardino (Dalla finestra); Il sole illumina la stanza/ma c’è penombra (Assenza); In questo pomeriggio di primavera,/nella stanza in penombra (Pomeriggio).

    Si avverte nelle poesie di Piera Maria Chessa un equilibrio ponderatissimo di ragione ed emozione che disegna quadri in cui, più che l’azzardo inventivo, il volo espressionistico, l’oscurità e ambiguità delle parole, è la loro precisa e fedele rispondenza ad uno sguardo calmo, alla rappresentazione interiorizzata di accadimenti,  luoghi e stati d’animo; nel tentativo di piegarli o contenerli in un’ideale armonia.  

*

 Mattino

 

I

Mentre il silenzio del primo mattino

governa ancora la casa,

lentamente sposto le lenzuola

per scivolare via.

 

Nella penombra

mi soffermo un istante accanto al letto

ad osservare te che dormi.

 

Il tuo respiro leggero mi rassicura

mentre piano ti volti su un lato

ed insegui nuovi sogni.

 

Apro la porta ed esco adagio

subito avvolta dalla luce del sole.

 

II

La finestra è aperta sulla veranda,

tutto tace,

i pochi indumenti  stesi asciugano

nell’ombra calda.

 

Squilla il telefono

e subito interrompe

il rassicurante silenzio della casa.

 

Rispondo veloce:

è solo la conseguenza di una distrazione,

l’avvio di un nuovo giorno.

 

*

 

Al di là del mare

 

Il prigioniero cammina lento

nella cella

ascoltando la pioggia che batte

sul vetro opaco del lucernaio.

 

Le lenti rotonde non velano

lo sguardo penetrante

che fruga tra i pensieri

pronti a prendere forma

sulle pagine bianche.

 

Un ragno si trascina piano

nell’ombra di un angolo

e interrompe l’intreccio sulla tela

per seguire l’amico taciturno

che lavora.

 

Si ferma il passo, stanco, all’improvviso

per volare oltre le grate,

sperando di incontrare gli occhi chiari

di due figli lontani

ai quali raccontare le storie di un’infanzia

vissuta al di là del mare.

 

*

Il viaggio

 

Lo squillo del telefono

mi porta la notizia del tuo viaggio lontano,

uno sgomento profondo si insinua nel mio animo

e in quello dell’amica che mi chiama.

Da tempo sapevamo, ma non volevamo accettare

che il distacco da te fosse vicino,

neppure quando, pallida e minuta,

accennasti un sorriso, cercando ancora il coraggio

per non cadere.

 

L’alba di questo giorno di luglio

ha deciso che il tempo era concluso,

e il cielo rosa del primo mattino

ha coperto col suo velo leggero

i tuoi occhi ormai stanchi

che incominciavano a perdere la luce.

*

Piera Maria CHESSA

Un ordinato groviglio

Il Filo, 2008

Prefazione di Marina Paola Sambusseti.

La poesia di Piera Maria Chessa: annotazioni. Saggio di Annamaria Capraro

*

Piera Maria Chessa è nata a Pattada il 13 giugno 1949. Laureata in Pedagogia, vive e insegna a Oristano.

Nel 2002 ha pubblicato, per L'Autore Libri di Firenze, la silloge poetica La dea del buio.

Gestisce il blog  www.imuliniavento.splinder.com 

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7 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on 9 novembre 2010 at 4:54 am

    Atmosfere asorte, tentativi di esorcizzare l'ombra con l'ordine, i turbamenti con la pacatezza della parola scelta con cura.  Si, condivido l'analisi di Gianni sulla poesia di Piera e aggiungo che Piera è un esempio tangibile, e piuttosto raro, di identità caratteriale, personale, tra autore e propria poesia.
    Complimenti Piera, un caro saluto a te e a Gianni
    Antonio Fiori

    Rispondi

  2. Posted by PannychisXI on 9 novembre 2010 at 10:29 am

    La Poesia di Piera Maria Chessa è tutto ciò che la sottoscritta rincorre, incapace com'è di fare la trapezista senza evitarsi le rovinose cadute. E' possibile che si precipiti anche dagli equilibri? P.M. Chessa non appare cosparsa di lividi nel corpo, nella voce, ma io mi domando quanti segni viola nasconda nel profondo. E io, demonia, provoco il fuoco, e lei, sempre armata di estintore mi annienta. Adesso, nel leggere queste mie poche righe, sorriderà, ricordando che sto aspettando la prossima silloge.
    Un bacio a lei, e a te Nuscis bellino bellino. E anche al mio Fiori qui sopra.

    Rispondi

  3. Posted by accipicchia on 9 novembre 2010 at 10:55 am

    Giovanni, riesco soltanto, con  grande imbarazzo, a dirti grazie. Altro non so fare perché la tua gentilezza e il tuo garbo sono davvero grandi. 
    Un carissimo saluto e l'augurio di una buona giornata.
    Piera

    Rispondi

  4. Posted by accipicchia on 9 novembre 2010 at 11:07 am

    Grazie, Antonio. Ho per te, per Giovanni e per Luisella grande stima e affetto, apprezzo molto la vostra sensibilità e lo sguardo sempre attento e profondo che avete sugli avvenimenti.
    Un carissimo saluto.
    Piera

    Rispondi

  5. Posted by accipicchia on 9 novembre 2010 at 11:14 am

    Ebbene, sì, Savina, mi hai fatto sorridere e ridere con questo tuo modo accattivante di dire le cose serie con un pizzico di leggerezza, che non nasconde affatto la profondità del pensiero.
    Grazie, a te il mio affetto e la mia amicizia.
    Piera

    Rispondi

  6. Posted by 1Nuscis on 10 novembre 2010 at 12:02 pm

    Ringrazio Antonio e Savina per le loro parole.
    Sono davvero contento di avere Piera qui, con la sua sensibilità ed equilibrio non necessariamente, come osserva Savina, senza lividi. Si scrive infatti, ce lo ricorda spesso Antonio, anche per lenire ferite invocare il cielo; per offrire comunque una nostra percezione sul mondo intorno e di dentro, per restituire il dono della vita ricevuta; e la moneda de l'amor, per dirla con Machado, se no se da se pierde.
    Abbracci
    Gianni

    Rispondi

  7. Posted by accipicchia on 10 novembre 2010 at 6:38 pm

    Grazie ancora, Giovanni, per questo profondo commento e per avermi ospitato nella tua "dimora" sempre confortevole e aperta agli amici.
    A tutti voi un caro saluto.
    Piera

    Rispondi

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