E’ uscito il Quaderno di Poien n. 4

Nuscisquadernopoien

Giovanni NUSCIS

La parola e lo spessore

Puntoacapo Editrice, 2010

I Quaderni di Poiein n. 4

Note critiche di Gianmario Lucini

Con la raccolta inedita “Transiti”

*

Ringrazio Gianmario Lucini per la cura di questo Quaderno generosamente dedicatomi, e Antonio Fiori, che ne ha incoraggiato e sostenuto la pubblicazione. 

Ringrazio inoltre Fabrizio Centofanti per le acute parole sulle mie poesie, recenti e meno recenti, nel post uscito oggi sul blog La poesia e lo Spirito

 

 "Dice bene Lucini parlando di durata, di opere che restano perché continuano a provocare una reazione non solo estetica, ma anche esistenziale. Cosa ti ho dato di buono / Non lo so: la grandezza della poesia è nell’incoscienza di un dono inestimabile, non quantificabile, capace di cambiare il corso della storia personale e universale. Sono così le poesie di Fortini, Betocchi, Pasolini; così le tue, tracce invisibili che scavano nel cuore, lasciando questioni in sospeso che perdurano in un loro lavorio sommerso: Vita non è solo quella che vedi, Ce n’è un’altra nascosta; uno spessore, appunto, attingibile solo da chi ha una vocazione da speleologo, umile e pronto a un eroismo non riconosciuto né rimunerato. In fondo, il poeta ha il compito di cogliere tutto ciò che la folla ignora e trascura come inutile: Calvino ha insegnato valori – la leggerezza, per esempio – che vanno in direzioni cui tu riesci a dare un sigillo convincente: Ci sentiamo leggeri avvertendo / il respiro che si ferma / si pensa e si riprende / dove e quando non sapremo. La poesia ha il dovere di indicare un vuoto, una mancanza, di denunciare l’incapacità di una cultura menzognera di nutrire l’anima: Fame siamo / e briciole che restano del pasto. Mai come oggi fare versi è politica, mostrare che il re è nudo, oltre la cortina della sarabanda mediatica e pubblicitaria: Molte parole e poche azioni/ incomprensibili. E ancora parole / come coriandoli di terra / che ci seppelliranno. Politica autentica è anche riconoscere l’impermanenza del potere, la discontinuità dei passaggi di coscienza e di maturità, che suggeriscono di mettere ogni volta in discussione le certezze granitiche e patetiche: Vecchi ormai vi incrocio, / e ad ascoltarvi mi fermo curioso, / e commosso dai racconti che mi fate / di voi di me dell’estraneo che divento / poco a poco. Salvo scoprire che la massa si arrende alla legge del più forte, rischiando di cancellare ogni orizzonte di luce o di voce: Se fossimo uniti / i pochi condomini che siamo / sarebbe una battaglia vinta. / Ma non c’è grido che si somiglia. Eppure, dallo scacco e dal dolore è possibile che sorga un mondo nuovo, l’utopia necessaria, grondante del sangue che comporta ogni speranza, altrimenti non sarebbe tale, in faccia al mondo: Il tempo è appeso alla tua gola / le lancette del quadrante / vi si figgono e ritrovi / dell’ora più ferita / sulla carta una parola. La parola di poeta lacerato e redento dal futuro che ti scava senza fare sconti, senza mentire, rivelando lo spessore di una storia e, Dio lo voglia, di ogni storia. (Fabrizio Centofanti)"

Annunci

4 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on 7 febbraio 2011 at 7:53 pm

     Caro Gianni, intanto le mie FELICITAZIONI; spero poi di leggerti. Un abbraccio, Marco Scalabrino.
     

    Rispondi

  2. Posted by 1Nuscis on 7 febbraio 2011 at 9:28 pm

    Caro Marco, grazie di cuore.
    Un grande abbraccio
    Giovanni

    Rispondi

  3. Posted by anonimo on 15 febbraio 2011 at 11:13 am

    Ciao Gianni, eccomi ancora in veste "anonima" 🙂 . Come ti avevo anticipato giorni fa, quando avevo iniziato la lettura della tua nuova raccolta, posso confermarti ora che l'ho terminata, che sono rimasta piacevolmente colpita da "Transiti". E' molto interessante, le poesie sono di grande bellezza, affascinanti, delle vere e proprie perle. Ti faccio i miei complimenti. Sarà un piacere rileggerle ancora e sempre.

    Luisella Pisottu       

    Rispondi

  4. Posted by anonimo on 15 febbraio 2011 at 8:53 pm

    Cara Luisella ti ringrazio per la lettura e le parole di apprezzamento. Qualcuno ha detto che "poeti cantano in coro", vale a dire, che non si è mai soli nei versi che scriviamo. I meriti, se ce ne sono, vanno così per lo meno divisi:)
    Un saluto caro.
    Gianni

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: