L’assessore che Dio lo perdoni…

mia figlia follia

Vi invito a leggere questa vicenda paradossale accaduta all'amica scrittrice Savina Dolores Massa, emblematica della schizofrenia dei tempi, in cui è cosa buona e giusta che un premier mantenga il suo harem di prostitute, che le tivù pubbliche e private siano la fogna che sono, che le alte gerarchie ecclesiastiche accondiscendano a ciò senza, invece, tuonare e buttare fuori dal tempio i responsabili politici, e baciapile, di questa deriva etica, di questo impoverimento crescente della società a vantaggio dei soliti noti. Buoni a nulla, sosteneva Longanesi, ma capaci di tutto. Eppure, non ostante ciò, un assessore alla cultura, da bravo benpensante, si fa vindice della virtù risparmiando a una classe di adolescenti la (rap)presentazione di un romanzo (Mia figlia follia), tra i più belli o originali mai scritti in Sardegna, reputandolo in qualche pagina "osceno" e dunque inadatto per lo loro anime candide. Dopo che un'operatore culturale aveva già da tempo preso accordi con l'autrice, dopo che era stato concordato il lauto rimborso spese di trenta euro…  

Piena stima e solidarietà all'amica Savina.

http://savinadoloresmassa.splinder.com/post/24420784#comment 

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11 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on 11 aprile 2011 at 8:48 pm

    quanta vera pornografia in giro! e quanta ignoranza rispetto ai ragazzi ha questa gente! a loro puoi parlare quasi si tutto, usando delicatezza e toni giusti. ma come al solito, un conto è la dottrina, l'ideologia, un conto l'essere davanti, a tu per tu. sebastiano

    Rispondi

  2. Posted by 1Nuscis on 11 aprile 2011 at 10:11 pm

    Concordo, Sebastiano. Ma sensibilità e buon senso non sono per tutti.
    Giovanni

    Rispondi

  3. Posted by mere2 on 12 aprile 2011 at 11:16 am

    http://mere2.wordpress.com/2011/04/12/abusi-di-potere/

    ti lascio questo mio intervento, Giovanni, ché Savina non è sola.
    Antonia Piredda

    Rispondi

  4. Posted by anonimo on 13 aprile 2011 at 12:32 pm

    Mi associo allo sdegno, consapevole che in Italia si aspetta uno tsumani ormai già in atto, per risvegliare le coscienze rimosse?
    Dunque sostenimao la rapresentazione ri presentazione romanzo,  in funzione della sua divulagazione!
    Maria Pia Quintavalla

    Rispondi

  5. Posted by anonimo on 13 aprile 2011 at 1:14 pm

    Grazie, Antonia e Maria Pia, per la vostra testimonanza.
    Un caro saluto a entrambe.
    Giovanni

    Rispondi

  6. Posted by anonimo on 13 aprile 2011 at 6:54 pm

    Colgo l'occasione per esprimere solidarietà a Savina. Fatto incredibile.. Tornano in mente le censure ai film di Pasolini.. In questo clima da basso impero, ci tocca sopportare anche questa ipocrisia indecente..

    Luca Mingioni

    Rispondi

  7. Posted by anonimo on 14 aprile 2011 at 8:41 am

    Molte osservazioni lette qui e sul blog dell'autrice, sulla incompetenza ed incapacità organizzativa dei protagonisti di questa vicenda mi sembrano pertinenti, ma un certo "sdegno" per una presunta "censura" mi pare esagerato. In fondo, quando chiunque organizzi  una rassegna letteraria, opera per forza di cose una libera scelta tra infiniti titoli, del tutto soggettiva, a seconda del messaggio che vuole promuovere. Con maggiore attenzione, avrebbero potuto escludere il romanzo di Savina Massa a priori (come sarà successo per chissà quali altri titoli), senza che ne sapessimo mai nulla. Mi pare, insomma, che abbiano esercitato un loro diritto. Certo, sono stati piuttosto goffi nel cercare giustificazioni.
    Tanti saluti, Gianni
    Maurizio Bazzoni

    Rispondi

  8. Posted by anonimo on 15 aprile 2011 at 1:53 pm

    Grazie Luca e Maurizio.
    Caro Maurizio, penso che lo sdegno e la rabbia siano naturali quando si rifiuta un libro simile (che ho letto, molto apprezzato e recensito) non consentendone la presentazione già concordata, con el motivazioni che avrai letto. Un rifiuto a più livelli: umano, per la persona prima contattata e poi scaricata, per l'autore, che non scrive certo solo per un riserva indiana di destinatari, per la storia e la protagonista del libro, paradigma d'una condizione umana e sociale che andrebbe guardata con  occhi diversi da quelli riduttivi di un'osceno e trasgressivo onanismo. Ogni giudizio ritengo che debba stare nel  contesto, ed il contesto, quello che viviamo, è quello immiserito da relazioni fondate sullo sfruttamento dell'altro, del suo lavoro, del suo corpo, della sua speranza di vita, e di riconoscimento; un contesto che celebra mediaticamente la miseria umana, o che la nasconde, la giustifica, la mostra come inevitabile; tradendo spesso, anche come servizio pubblico, il suo obbligo di informazione corretta ed esaustiva. Considerato questo, la domanda è quasi ovvia: da quale oscenità dovremmo risparmiare gli occhi dei nostri figli? 
    Un saluto caro.
    Gianni

    Rispondi

  9. Posted by anonimo on 16 aprile 2011 at 12:55 pm

    Ma l'editore dov'era (e dov'è) ?
    Mi sarei aspettato almeno un suo breve comunicato….
    Tonino

    Rispondi

  10. Posted by accipicchia on 16 aprile 2011 at 9:31 pm

    Mi viene il dubbio, Giovanni, che parecchie persone abbiano assolutamente frainteso il senso e il fine del romanzo di Savina, ed altre, in malafede, hanno invece voluto vedere quel che non c'era.
    Capisco la tua indignazione e la condivido, e capisco l'amarezza di Savina.
    Ciao, un caro saluto.
    Piera 

    Rispondi

  11. Posted by 1Nuscis on 16 aprile 2011 at 9:58 pm

    Grazie Tonino e Piera.

    Sì, stupisce un po' l'assenza dell'editore che, come spesso avviene, "confida" forse sull'istinto di sopravvivenza dell'autore.

    Concordo, Piera, ma il romanzo resta, al contrario delle parole dei suoi detrattori.

    Un caro saluto a entrambi.

    Gianni

    Rispondi

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