15 agosto 2011

rogo

Continuiamo pure a scrivere

i nostri versi le nostre storie

ogni nostro pensiero

e di corsa a diffonderli su carta

e sulla rete.

Saranno altri per noi

ad arginare la melma

che ci sommerge

a chiedere indietro

la ricchezza accumulata

in eccesso

a ripulire il paesaggio

da un bestiario mai visto.

E’ breve la vita

ed esporsi non conviene.

Meglio attendere

alla cura quotidiana

della nostra gloria futura

-mentre le città bruciano

gli abitanti in lotta spazientiti-:

la partecipazione ai reading

i contatti con la critica

e le riviste che contano

la pubblicazione gratuita

e (per noi) dovuta.

Ma le nostre parole

cosa valgono

in questo rogo ferragostano

che il vento propaga

rapido

e tutto trasforma in cenere?

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