“Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale…”

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Come non condividere le considerazioni e le proposte contenute in questo recente documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, pur consapevoli delle contraddizioni delle gerarchie ecclesiastiche nella gestione dell’enorme patrimonio della Chiesa.  Non si può che auspicare, infatti, la creazione di autorità internazionali capaci di regolare l’economia globale orientandola verso una redistribuzione della ricchezza, ponendo fine o, per lo meno, contenendo la scandalosa povertà sofferta ormai dalla maggior parte della popolazione del pianeta. Un impegno in questa direzione è “una prerogativa e un dovere per tutti”, singoli o soggetti pubblici, a prescindere dal sentimento religioso. Le coalizioni politiche che ambiranno a governarci, in questo e negli altri Paesi, dopo le esperienze drammatiche di questi anni, dovranno necessariamente confrontarsi con tali istanze, da cui dipenderà la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future. gn

[…]La crisi economica e finanziaria che sta attraversando il mondo chiama tutti, persone e popoli, ad un profondo discernimento dei principi e dei valori culturali e morali che sono alla base della convivenza sociale. Ma non solo. La crisi impegna gli operatori privati e le autorità pubbliche competenti a livello nazionale, regionale e internazionale ad una seria riflessione sulle cause e sulle soluzioni di natura politica, economica e tecnica. […]I tempi per concepire istituzioni con competenza universale arrivano quando sono in gioco beni vitali e condivisi dall’intera famiglia umana, che i singoli Stati non sono in grado di promuovere e proteggere da soli. Esistono, quindi, le condizioni per il definitivo superamento di un ordine internazionale « westphaliano », nel quale gli Stati sentono l’esigenza della cooperazione, ma non colgono l’opportunità di un’integrazione delle rispettive sovranità per il bene comune dei popoli. È compito delle generazioni presenti riconoscere e accettare consapevolmente questa nuova dinamica mondiale verso la realizzazione di un bene comune universale. Certo, questa trasformazione si farà al prezzo di un trasferimento graduale ed equilibrato di una parte delle attribuzioni nazionali ad un’Autorità mondiale e alle Autorità regionali, ma questo è necessario in un momento in cui il dinamismo della società umana e dell’economia e il progresso della tecnologia trascendono le frontiere, che nel mondo globalizzato sono di fatto già erose. La concezione di una nuova società, la costruzione di nuove istituzioni dalla vocazione e competenza universali, sono una prerogativa e un dovere per tutti, senza distinzione alcuna. È in gioco il bene comune dell’umanità e il futuro stesso.[…]

Dalla “Nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace intitolata “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale“.

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