Fabiano ALBORGHETTI – Supernova. Nota di lettura di Antonio Fiori

Come non riconoscerci, anche noi, in ascolto della paura/ gli occhi fissi come i cervi /di notte, colpiti dai fari. E non solo nella scoperta della malattia della carne, ma anche – mi sento di aggiungere -in quella dei sentimenti, della memoria, del corpo del pianeta. Scoperte tutte che ci disorientano, che ci lasciano interdetti, sempre e comunque impreparati. In realtà pian piano qualcosa si impara nella malattia: il farmaco l’hai preso come fosse una preghiera; si può giungere anzi ad una sorta di serenità (…Il tuo essere serena/ contrastando la deriva), ad una graduale ripresa dell’orientamento e dell’autocontrollo (Quella stasi dove tutto è controllato). La cura non è però riservata solo alla medicina – che pare anzi più un rituale, un interludio.- ma al lavoro interiore , al recupero di sé (…Solo fuori il tempo è uguale). E nella brevissima nota che chiude la silloge, il poeta sembra autorizzare una speranza, alludere a un comune destino di supernova per ciascuno di noi, come se alla fine ci illuminassimo nella scoperta delle risposte a tutte le domande ultime, sulla vita e sulla morte.

Una poesia vera, china su chi soffre, che racconta e raccomanda pietas e speranza, che crede, in fondo, alle sue capacità di ascolto e di conforto. (Antonio Fiori)

*

Fabiano Alborghetti
Supernova
L’Arcolaio, 2011

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: