Luisella PISOTTU – Risvegli poetici 2012

Quadri di vita: i margini

Da più di due anni vive là, una vecchia auto come casa, stipata di coperte e utensili.
Cade lo sguardo su quell’angolo di parcheggio all’ombra del pino; seduto sulla cassa della birra, sbuccia una mela, carrelli del discount come guardiani.
Nelle prime giornate di sole cattura la luce, la schiena abbandonata sull’aiuola.
Nelle feste qualcuno gli ha portato un pasto caldo.
Ha ringraziato con voce roca di chi non parla né canta da anni i riti del mattino.
‘Da dove arriva?’ – hai domandato – ‘che cosa gli è capitato’?

Tratti di vita in due parole: ‘ha perso lavoro e famiglia’.

Poi il passo è stato breve.
Lui non chiede. Sopravvive.
Questo il suo sguardo greve e discreto su noi
che sfioriamo quell’angolo di cemento
nel passaggio che si consuma svelto.

In fila alla Caritas

Abiti l’immagine
dentro un cappotto di spine,
assecondi il fiato, sosti
sciolto a compassione .

E’ pioggia ostinata su ombrelli fitti
e teste sulla corda di storie
piedi spigolosi sotto ginocchia tese.
Il portone si apre sugli occhi spersi,
la busta di viveri è pasto che non sazia sorrisi.

Sapevi

Sapevi costruire fiaccole
nel chiuso cielo di carta
dischiudere ali
arrampicare sguardi.
E chiamavi, incessantemente
chiamavi s-velando il tuo pianto.
Stai lì ad aspettare la sera,
la vita che corre
assonnata
dentro un bicchiere.

Risvegli

Fiori di quarzo iride d’inverno.
Il nevischio è culla
su cui poggiano sonnolenti i sogni.

Scorrere l’anno come pagine di giornale:
spento l’odio
trasfigurato il volto dell’indifferenza

sguardi, richiami, all’orizzonte
lunghe dita di poesia.
Raccogliere battiti giù dal corpo
le coperte, il mattino

non potere neanche volendo
viver la vita dell’altro
vita-pelle
corpo che ci cambia addosso.

Case di riposo

Chi ci parlerà dei silenzi che dilagano, dolgono
storni sui fili sotto un cielo che arrossa
dell’odore di atolli, occhi acquosi, mani mute.

Sullo strappo della tovaglia un polpastrello
percorre ferite, disegno astratto
che non si fa decifrare.

Eppure qualcosa parla di serate chiare
che chiamavano vita,
della fuga di passi
primavere d’amori
in febbre di corpi.

Ora chiamano con voce roca un’infermiera
non sanno dire nel chiuso di una stanza l’affanno.
Noi nei gorghi fatichiamo a capire.

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7 responses to this post.

  1. Posted by Francesco Pasella. on 22 Mag 2012 at 1:03 pm

    La prosa lirica di Luisella Pisottu, si dipana in distillati incisivi di-versi. Solo in apparenza, l’autrice narra storie di “superficie”: dietro ogni microcosmo descritto, ogni tematica sociale “sfumata”, la poetessa “scava” un mondo nascosto. Con una delicatezza ormai lontana dall’aridità moderna e odierna, questa poesia ci “trasporta” in ogni umana storia. Una poetica sincera, che pur partendo in sordina, disvela a cinici spettatori l’essenza della sofferenza. Senza sguardi pietosi o retorici, questi versi abbandonano i moralismi di facciata, i luoghi comuni falsi e preconfezionati. Quelle descritte da Luisella Pisottu, sono trame di vita spesso scure che ritrovano un’umana speranza in febbricitanti serate primaverili. Questi incisi, risplendono in una chiarezza mai totalmente perduta, viva a dispetto dell’inevitabile disfacimento corporale. Oltre ogni tempo trascorso, si intuisce in questi versi il coraggio infinito e naturale di una donna che non ha timore di dimostrarsi e essere “vera”.

    Un forte abbraccio a tutti voi.
    Più cerco di tenere la poesia lontana da me, più questa mi ammalia. Così, mi concedo fugaci fughe per leggervi. Spero, di potervi rivedere presto.

    Francesco Pasella.

    Rispondi

  2. Sempre più sensibile, sempre più profonda, Luisella. Lo sguardo sulle persone e gli avvenimenti è più che mai attento e aperto, i tuoi versi sono immagini, fotografie, ritratti della sofferenza, soprattutto di oggi, accentuata dalla crisi e specialmente dall’indifferenza e l’ingordigia di chi questa crisi non la vede né la subisce.
    Bello leggerti.
    Un caro saluto a te e a Giovanni.
    Piera

    Rispondi

  3. Posted by Luisella Pisottu on 23 Mag 2012 at 7:35 pm

    Ringrazio tanto Gianni per l’ospitalità nel suo blog, Francesco e Piera per le bellissime riflessioni. Ne sono onorata. Un forte abbraccio a voi tutti. E spero anch’io ci siano presto occasioni per vederci, è sempre un grande piacere.
    Luisella

    Rispondi

  4. Cari Francesco e Piera non posso che unirmi alle vostre parole di apprezzamento per i testi di Luisella.
    Vi ringrazio per la vostra presenza, e vi saluto con affetto.

    Gianni

    Rispondi

  5. Sapevi e Risvegli sono due testi molto riusciti, mentre in Case di riposo, così dolorosa ed insieme affettuosa , mi ritrovo certamente. Per il resto il segno nobile della vicinanza
    a chi soffre, con la leggerezza che conosciamo
    Complimenti Luisella
    un caro saluto
    Antonio

    Rispondi

  6. Grazie, Tonino, per il tuo intervento.
    Un abbraccio
    Gianni

    Rispondi

  7. Posted by Luisella Pisottu on 10 giugno 2012 at 12:37 am

    Grazie Tonino! E’ sempre piacevole leggere un tuo riscontro. Spero di rivedervi presto. Un forte abbraccio. Luisella

    Rispondi

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