Gianfranco Orecchioni – POESIE. Nota critica di Francesco Pasella

L’essenza del poeta

I versi di Gianfranco Orecchioni sono celati dietro testi di canzoni in enigmatiche immagini filmiche. L’autore, percorre con ritmo incalzante teneri nastri d’asfalto. Asfalto solitario e rovente. Pian piano, le assonanze degli incisi svaniranno, calandosi in visioni essenziali più poetiche e meno musicali. Il taglio universale dei suoi versi, le ambientazioni post-moderne e On the road, riprendono temi essenziali della letteratura Americana, in costrutti che si avvicinano alla poesia del grande Dylan Thomas (d’origine gallese), con la particolare originalità di immergersi nel classicismo lirico, attinto e rielaborato in chiave personalissima.
Nella propria solitudine, il giovane autore affronta la feroce selva moderna con coraggio, senza annaspare neanche quando le giornate sono tinte di un nero indescrivibile.
La rotta degli sperimentalismi obbligati, permeata di prose liriche deliranti e interessantissime, rappresentano i primi passi di un tortuoso cammino che ben presto risplenderà in un’illuminata cifra stilistica. Durante il viaggio poetico, il tempo sfoltirà i versi da ogni contaminazione che sin qui è stata necessaria per creare uno strato culturale forte, sovrabbondante; per posarsi finalmente su fondamenta che non si sgretoleranno facilmente.
La gentilezza del modo di vivere, l’ascolto dell’altro uomo, l’interesse per i percorsi artistici dei contemporanei, denotano un animo fuori dal comune, che con timidezza e in sordina definiremo l’essenza del poeta vero. Anche quando si chiude nella propria monade, il poeta osserva sempre in doloroso silenzio, dal suo rifugio esistenziale, il nostro rude universo. Ogni poeta vero, con profonda dignità, continuerà per sempre e con rassegnato ardore a combattere, sino alla notte più scura dei tempi avvenire. (Francesco Pasella)

*

Poesie di Gianfranco Orecchioni

 

Stasera niente cinema

Gira, gira, gira il tempo ottuso chiuso
Le saracinesche abbassate e il cielo oscuro
Volge sguardi sulla via illuminata numero 125.
Vichinghi d’oltre Manica sbarcano carichi
nel portale degli Sforza, nel Parco confuso.
Puntali, frecce, mago barbuto, fumo e folla
Nei dintorni variopinti di vecchi ricordi.
Mangiafuoco taglia stoffe di lino puro,
e contesse affamate sfoggiano titoli regali.
Piccole luci, corpi celesti come forme umane
Ritagliano spazi e carte d’auguri autentiche.
Nell’angolo giochi d’ombre coordinano movimenti
Settecenteschi, nell’attesa di lanterne, insetti,
o forse giullari o forse solo sguardi d’intesa.
Poi strade deserte, silenzi e grida estinte.
Poi nuove strade popolate, come disegni futuristi.
Chilometri di nero catrame, chilometri di pellicole
scagliate da registi newyorkesi. Chissà.
E scene impresse su libri, e occhi verdi.
La proiezione del film è stata rinviata. Thank you.

Ottobre 2008

*

Red philosophy

Ho consumato troppi sorrisi, fragili come tanti gigli
Ho inventato frasi e parole per rendermi incomprensibile
Ho giocato per inverni freddi in equilibrio sul ciglio di un bicchiere
Per guardare il riflesso nello specchio di uno stagno invisibile.
Per guardare il riflesso nello specchio di uno stagno invisibile.
Ho viaggiato per chilometri tra le strade opache del mio paese
Ho mangiato metri e metri di asfalto per trovare un posto libero
Ho vissuto intere giornate in compagnia d’ombre oscure
Per osservare tutto quello che dà vita al volo di un gabbiano
Per osservare tutto quello che dà vita al volo di un gabbiano.
Ho contato i giorni come fossero periodi senza fine logica
Ho masticato e triturato infinite utopie dai contorni rosa
Ho giocato e ho perso con la coscienza di un filosofo ellenico
Per dimostrare di avere conosciuto e fatto mio il destino.
Per dimostrare di avere conosciuto e fatto mio il destino.
Ho respinto gli ultimi assalti chiari fra tanti ombrelli neri
Ho allontanato per sempre il ricordo di me da tutti loro
Ho cercato risposte senza volgermi nemmeno uno sguardo
Per continuare a sorridere come un giullare di corte.
Per continuare a sorridere anche contro venti contrari.

Novembre 2009

*

Assenzio

A pochi centimetri dal profondo del mare.
A pochi millimetri dalla mia psiche.
Sfioravo il silenzio.
Carezzavo il deserto.

“Silenziosità”.

Foderato in modo tale che l’incudine e il martello non potessero riversare suoni.
Sperimentavo il gesto del volo.

Vicare.

Reggevo i suoi timori, favorendo i miei.
Per non accostarmi troppo alla superficie dell’acqua.
Altrimenti avrei visto l’Aria.

Altrimenti

Non vedrei altro che i suoi occhi.

Gennaio 2011

*

Alveari

Nuvole nere scure come corvi maldisposti
coprono un cielo nuovo dipinto d’azzurro
nel luogo in cui sono state selezionate scatole alate
rigonfie di concetti di vita, di morte e lacrime bianche.
Soffia il vento di maestrale scaccia via questi pensieri
Soffocati da città malate dove i bambini giocano in acque
nere, dove pesci pescano l’uomo.
L’Aria pesante confonde le idee dove tram, auto, suoni,
polveri bianche, acque di liquami ricoprono il mondo,
la terra e il genere umano Verde, quasi grigio.
Scavi, e poi catrame, ferro, plastica vernici epossidiche
Fluidi putrefatti otturano le vene di colore Rosso Rosso.
Occhi e pupille vedono. Osservano. Scrutano e assorbono.
Ingurgitare vomiti e resti mortali e ossa per sacrificio di monete
D’oro sempre state apocrife. Solo per i pochi un tormento.
Brucia, scappa, muori e vivi congiuntamente alle tue utopie. Idee.
Solo cuori puri, solo sguardi sereni.

Maggio 2010

*

Lei, Nina

Ho trovato la maniera per parlare alla Luna.
Tutto ciò che avrei dovuto fare è stato fatto.
Lei mi disse: un giorno ti avrò al mio fianco,
Osserverai il mondo ed inizierai ad amarlo,
vedrai solo il bello, mentre chiuderai gli occhi
negli istanti malfatti quando i fiori seccano prima.
Vedrai il vento forte spazzare le nubi acide, acide
Quelle ingombranti di cui fiatava Aristofane
Ed aprendo nuovi spazi garantirai in nome di Dio.

Giugno 2010

Annunci

2 responses to this post.

  1. Posted by Gianfranco Orecchioni on 6 luglio 2012 at 8:47 pm

    Grazie.
    Ringrazio Francesco per la sua generosità e ìl poeta Giovanni Nuscis per aver pubblicato i miei scritti.

    Saluti

    Rispondi

  2. Lieto di averti qui, Gianfranco.
    Un caro saluto

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: