Opere pubbliche e disoccupazione: un rapporto che non quadra.

Il CIPE ha dunque scongelato 541 milioni per la Sardegna, per importanti interventi nei settori della sanità, della scuola e della cultura, oltre che per finanziare parte della strada Sassari-Olbia.

Continua a permanere il dubbio, considerata l’entità di questo e di altri finanziamenti, se dal compimento delle opere non possa derivare un vantaggio diretto anche per molti inoccupati e disoccupati sardi, demandando proprio a loro, adeguatamente addestrati e formati, l’esecuzione di questi lavori o di una parte di essi.  Difficile infatti non essere prevenuti, immaginando le fauci già spalancate di cricche imprenditoriali o malavitose pronte a portarsi via il grosso della somme pagando le briciole a qualche centinaio di lavoratori isolani.  Sarebbe iniziare a fare un po’ di conti in tasca, tanto più in tempi di ristrettezze e rigore (dichiarato)  nei conti. Arrivando anche a ipotizzare 100 milioni di spese vive, assicurerebbe un salario di 20 mila euro lordi annui a 22 mila lavoratori, forse un’esecuzione più rapida delle opere.  Non è cosa da poco… (Giovanni Nuscis)

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