DON PAOLO FARINELLA – I vespri siciliani del 2012

Da Micromega

La Sicilia ha votato per le Regionali: al di là dei risultati matematici, il vero vincitore è il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e Giancarlo Cancelleri che arrivano al 18,17%. E’ vero che il presidente sarà il candidato Pd, alleato con l’Udc di Casini, ma qui si naviga nel vecchio e non andranno lontano. Sono senza maggioranza. Casini sostiene da sempre la mafia e sarà difficile che se ne discosti adesso. Il Pd ha governato con tutti, compreso Cuffaro e Lombardo, uno in carcere e l’altro indagato per mafia e sperperatore impudico di denaro pubblico. Ora l’alleanza con Casini è solenne, definiva e ufficiale, preludio di un balzo in avanti a livello nazionale.

La Sicilia ha sempre anticipato il trend nazionale: ora ci prepariamo all’alleanza politica nazionale tra Bersani e Casini, senza Vendola e Di Pietro, che in Sicilia sono scomparsi. Non voglio nemmeno pensarci perché sarebbe la morte di quelle parvenze di sinistra ancora rimaste nell’aria. Vendola era nato già vecchio e morto, anche perché sta dimostrando di essere un quaquaraquà in casa e fuori. Di Pietro è pieno di guai dappertutto e la «questione morale» lo perseguita da ogni dove: Liguria, Abruzzo, Italia. Renzi andrà a destra e si porterà via un pezzo di Pd; insomma nel rimescolare le carte, la confusione sarà gigantesca e Babele a confronto un gioco da ragazzi. Tutti penseranno alle alleanze e a dimostrare giurando sulla testa dei propri figli, di essere più al centro degli altri, mentre il Paese langue, muore e soffoca.

Il Pdl dinonsisapiùdichisia sta tornando nella fogna da cui è venuto e speriamo che crepi e crepi davvero. E’ il partito mafioso per eccellenza, il partito raccatta corrotti che si autosalvano con l’immunità parlamentare, dei venduti e dei vuoti a perdere. Opportunisti e falsi, bugiardi e delinquenti.

La Sicilia adesso sarà ingovernabile e se il Pd fosse furbo chiamerebbe il M5S e gli proporrebbe di votare subito una legge/decreto che elimini due terzi di parassiti «deputati regionali» (si chiamano così per legge costituzionale), modifichi i criteri di elezione, smantelli il clientelismo, ponga un limite alle candidature di due legislature, obblighi al doppio turno con collegi uninominali, faccia decadere vita natural durante chi falsifica firme elettorali o fa brogli elettorali, tagli gli stipendi dei politici di almeno tre quarti, tolga tutti i benefit a loro disposizione e ponga la responsabilità in solido per chi causa un danno economico, obbligato a risarcire con i beni personali, estrometta dai pubblici uffici chiunque è accusato di essere colluso con la mafia e altre tre o quattro cose del genere. Lo approvino. Tornino alle urne. Governino. Vinca il migliore.

Alfano «Iena Ridens» aveva promesso che si sarebbe dimesso se non avesse vinto, ora che ha straperso, logicamente è soddisfatto del risultato e, sulla scia del suo maestro e mentitore, andrà avanti ad alfaneggiare con gli occhi spiritati e il sorriso ebete, come di uno che si è appena fatta una canna. Chi vota questa gente … beh lasciamo perdere.

Forse molti si sono dimenticati che nel 2004 Berlusconi in Sicilia vinse con 61 collegi su 61, perché la mafia lo sostenne come sempre. Staremo a vedere. Il Pd e Casini devono allearsi, se vogliono governare con Micciché, figlioccio di dell’Utri e pupillo di Berlusconi. Ha fatto una campagna in puro stile mafioso: facendo finta di allontanarsi dai «padrini», ormai bruciati politicamente, ma mandando segnali di affetto e di rispetto. L’importante è portare i voti, e condizionare il governo dall’interno. Micciché è il referente «nuovo» anzi «antico» della mafia siciliana.

Grillo è stato l’unico che si è piazzato in Sicilia dove è rimasto quasi un mese ed è l’unico che è andato porta a porta a conquistarsi gli elettori senza un centesimo di voto di scambio: il suo 18,17% è tutto merito suo in un contesto come quello siciliano dove vale il 60%. Non condivido tutto quello che dice e grida Beppe Grillo, ma da commentatore politico «dei fatti», dico che Grillo è inevitabile. E’ la cruna dell’ago da cui deve passare la Sicilia e l’Italia. Ora salendo la Penisola, come Garibaldi arriverà a Roma e senza incontri regali a Teano, farà il botto che si sentirà anche al Quirinale, anche al Vaticano e … speriamo che questi siano in grado di scappare a Brindisi, da soli, senza Badogli al seguito.

don Paolo Farinella

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: