CAMBIARE SI PUO’ E SI DEVE. LA CURA DEGLI ULTIMI

Non ero presente, ieri 22 dicembre 2012, a Roma, all’Assemblea nazionale di “Cambiare si può”, né a quella di “Io ci sto” del giorno prima, ma ho letto e ascoltato come altri interventi e commenti.

– A me sembra che al di sopra di tutti i problemi e le considerazioni (politiche, meta politiche, di metodo), ci sia L’ESIGENZA E L’URGENZA DI RAPPRESENTARE E DARE TUTELA a chi per lunghi anni non ne ha avuto, e che per molti anni ancora non ne avrà, considerati i programmi dei due blocchi che si sono definiti o si vanno definendo (filo-montiano e centro sinistra);
– Anche se in modo diverso, è innegabile che soggetti partitici come Idv, RC e Arancioni non abbiano a cuore solo la loro affermazione politica, ma anche il bene di milioni di persone e il ripristino dei diritti a loro negati; con l’utilizzo, certo, di metodi, stili, regole e priorità diversi;
– Nessuna delle forze coinvolte nella nuova lista può però andare per conto proprio: ognuna abbisogna dell’altra per realizzare la propria missione politica; NON SOLO PER UN DISCORSO DI NUMERI, ma perché OGNUNA RAPPRESENTA ISTANZE CIVILI E PROSPETTIVE DI PROGRAMMA E DI METODO DIVERSE E IRRINUNCIABILI (le realtà rappresentative della società civile, l’esperienza di lotta nei territori; Alba il metodo democrativo, nel confronto e nelle scelte; Idv e Arancioni un forte spirito legalitario; RC la forza prorompente e organizzata di una fede politica);
– NON POSSIAMO SCIUPARE UN’OCCASIONE COME QUESTA, un progetto (Cambiare si può) a cui sottende un pensiero alto, costato un lavoro immane e la faccia di alcuni di noi;
– Penso che fossero intuibili a tutti le criticità che si sarebbero incontrate ieri; le attese dei partiti e il loro malcontento nell’accogliere la proposta di arretramento (ma non certo di esclusione!); come però qualcuno ha già osservato, CAMBIARE SI PUO’ è ora il progetto di tanti, e ancor più lo sarà quello di RIVOLUZIONE DEMOCRATICA;
– I nodi sostanziali a questa fase delicatissima potrebbero essere due: 1) il confronto leale e democratico tra le diverse espressioni (politiche e sociali) coinvolte, e la condivisione di un percorso sul piano organizzativo e collaborativo tra le stesse (per integrare e sviluppare il programma e definire le regole per le candidature); 2) come eventualmente omogeneizzare ed integrare proficuamente, almeno in parte e in tempi rapidissimi, culture diverse all’interno del polo nascente;
– A prescindere dalle scelte che Alba andrà a fare, IO VORREI TANTO ANDARE A VOTARE E SOSTENERE UNA FORZA POLITICA IN CUI POTERMI RICONOSCERE, pur con gli immancabili difetti iniziali;
– Bisognerà fare il possibile, con l’impegno di tutti, non ostante le evidenti difficoltà emerse anche in assemblea, per dare vita alla nuova lista; Alba si spera che possa fare la sua parte contribuendo al consolidamento e alla crescita – nel metodo democratico e nei contenuti – di Rivoluzione democratica, nella dimensione nazionale e territoriale; un percorso, ripeto, non facile, ma che dovrà essere partecipato e condiviso – anche attraverso iniziative formative comuni – avendo sempre presente il bene ultimo: quello degli ultimi.

Giovanni Nuscis

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One response to this post.

  1. Posted by eva on 26 dicembre 2012 at 6:33 pm

    Grazie! Condivido perfino le virgole. Io mi sono iscritta attorno a novembre.

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