Risvegli poetici 2013

RISVEGLI POETICI 2013

Corrispondenze
(tratta da “I fiori del male”, 1857,Trad. di G. Raboni)

La Natura è un tempio dove incerte parole

mormorano pilastri che sono vivi,
una foresta di simboli che l’uomo attraversa

nei raggi dei loro sguardi familiari.
Come echi che a lungo e da lontano

tendono a un’unità profonda e buia

grande come le tenebre o la luce
i suoni rispondono ai colori, i colori

ai profumi.
Profumi freschi come la pelle d’un bambino

vellutati come l’oboe e verdi come i prati,

altri d’una corrotta, trionfante ricchezza
che tende a propagarsi senza fine- così

l’ambra e il muschio, l’incenso e il benzoino
a commentare le dolcezze estreme dello spirito

e dei sensi.

Charles Baudelaire

*

Risvegli poetici

Corrispondenze:
la poesia abbraccia l’arte

Un percorso parallelo e distinto ha coinvolto per secoli la pittura e la poesia. Gli stessi artisti, hanno spesso spostato la linea di demarcazione di questi due modi espressivi, con sovrapposizioni, trasposizioni, fusioni. Per alcuni artisti, il tratto più talentuoso era ben marcato, per altri si faceva più fatica a capire qual era la linea distintiva e il confine era sbiadito. Le illustrazioni di opere letterarie, sono state un cesello fondamentale per la buona riuscita e il successo di molti libri. L’evoluzione della storia e i vari sperimentalismi, hanno lasciato indenne la sinestesia tra i versi e le visioni. Una sillaba. Un colore.
L’ottava edizione di Risvegli poetici, allargando tale visione, vorrebbe estendere la coscienza dei versi alle altre forme d’arte, proiettando sul palcoscenico frammenti di realtà, ballate di vita, suoni meticci, danze furiosamente inermi, cineteche di sillabe e canzoni d’autore. Attraverso una coscienza multimediale, il percorso artistico potrebbe aprirsi a numerose stanze di pensiero.
In tale spazio comunicativo, gli attori poetici potrebbero anche proiettare le proprie retrospettive visive, i disegni del proprio passato. Il gioco, potrebbe essere anche di rimandi, una progressione in cui le parole e le immagini si formino nel momento in cui lo sguardo si posa sulla pellicola. Una sinfonia crescente, che ritroverebbe una stanza delle identità nella relativa fine fisica dell’evento, nel tributo vero e veritiero di chi ha onorato sino allo stremo il dono sincero della poesia; una strofa finale, in cui ogni intimità ritrovi il proprio spartito comunicativo, a dispetto di quella promiscuità
artistica in cui tutti si improvvisano tutto, promiscuità purtroppo imperante nella nostra dissoluta quotidianità. Una quotidianità, dove troppi vengono definiti, o si definiscono artisti, con un’eccessiva dose di faccia tosta e con l’aiuto di quei criminali culturali che danno spazio al nulla per trenta sporchi denari, e di chi inettamente, scioccamente e passivamente non riprende in mano il ruolo fondamentale di osservatore e fruitore, abbandonando quello di soggetto passivo e massificato, che ingurgita ettolitri di effimera stupidità.
L’invito alla resistenza, nel cammeo cinematografico finale, si ricongiungerà dal Cielo sopra Berlino sino al film Invictus in cui le parole del poeta William Ernest Henley ci offriranno l’ultimo baluardo di resistenza, con un invito a tutti gli uomini a non cedere alla resa:

“Dal profondo della notte che mi avvolge, buia come il pozzo più profondo/
che va da un polo all’altro, ringrazio quali che siano gli dei per/
la mia inconquistabile anima./ Nella morsa delle circostanze, non mi sono
tirato indietro, né ho pianto. / Sotto i colpi d’ascia della sorte, il mio
capo sanguina, ma non si china./ Più in là, questo luogo di rabbia e lacrime/
appare minaccioso ma l’orrore delle ombre, / e anche la minaccia
degli anni non mi trova, e non mi troverà spaventato./ Non importa
quanto sia stretta la porta…/ quanto piena di castighi la vita./ Io sono il
padrone del mio destino. / Io sono il capitano della mia anima.”

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2 responses to this post.

  1. .”..la mia inconoquistabile anima…”.

    Interessante edizione queste di “risvegli poetici”…

    Rispondi

  2. Grazie, per la lettura.
    Giovanni

    Rispondi

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