Archive for luglio 2013

Al mio amico fragile

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E’ morto Pasquale. Ci conoscevamo da quarant’anni, dai tempi in cui si andava a giocare a biliardo al Las Vegas di via Oriani. Lui però non giocava, stava in silenzio, serio e partecipe, a guardare gli altri nella penombra del locale, tra nuvole di fumo. Preso da altre cose, ho poi smesso di frequentare quello ed altri bar. Così con Pasquale ci siamo persi di vista per molti, moltissimi anni.

Quando l’ho rivisto era smagrito, quasi consumato nel viso e nel corpo. Camminava con  lunghi passi ciondolanti, come se stesse per cadere di lato. Parlava a fatica ed era triste. Ci siamo salutati, ma non ho avuto il coraggio di chiedergli cosa avesse. In realtà mi ero fatto una mia idea. Capitava di rado di incrociarlo per strada, in genere da solo, verso mete indefinite.

Ho poi iniziato a vederlo regolarmente all’ingresso della chiesa di Sant’Agostino, ogni sabato, per almeno sei anni, quando portavo  i figli per il catechismo e la messa. Chiedeva qualche spicciolo e ci fermavamo così a parlare. Viveva di una piccola pensione di invalidità che evidentemente non gli bastava. Sembrava sereno, anche se continuava a dimagrire, senza però smettere di aspirare avidamente le sue sigarette.

Ci siamo visti l’ultima volta un mese fa. E come talvolta capitava, eravamo l’uno accanto all’altro dietro l’ultima panca della chiesa. C’eravamo stretti la mano, poi lui era andato a fare la comunione. Questo mi aveva colpito e intenerito, assieme al gesto di dare un’offerta al questuante. All’uscita, salutandolo, gli avevo dato la solita moneta. Continua a leggere