Al mio amico fragile

Hallmark-broken-tree-2-1024x768

E’ morto Pasquale. Ci conoscevamo da quarant’anni, dai tempi in cui si andava a giocare a biliardo al Las Vegas di via Oriani. Lui però non giocava, stava in silenzio, serio e partecipe, a guardare gli altri nella penombra del locale, tra nuvole di fumo. Preso da altre cose, ho poi smesso di frequentare quello ed altri bar. Così con Pasquale ci siamo persi di vista per molti, moltissimi anni.

Quando l’ho rivisto era smagrito, quasi consumato nel viso e nel corpo. Camminava con  lunghi passi ciondolanti, come se stesse per cadere di lato. Parlava a fatica ed era triste. Ci siamo salutati, ma non ho avuto il coraggio di chiedergli cosa avesse. In realtà mi ero fatto una mia idea. Capitava di rado di incrociarlo per strada, in genere da solo, verso mete indefinite.

Ho poi iniziato a vederlo regolarmente all’ingresso della chiesa di Sant’Agostino, ogni sabato, per almeno sei anni, quando portavo  i figli per il catechismo e la messa. Chiedeva qualche spicciolo e ci fermavamo così a parlare. Viveva di una piccola pensione di invalidità che evidentemente non gli bastava. Sembrava sereno, anche se continuava a dimagrire, senza però smettere di aspirare avidamente le sue sigarette.

Ci siamo visti l’ultima volta un mese fa. E come talvolta capitava, eravamo l’uno accanto all’altro dietro l’ultima panca della chiesa. C’eravamo stretti la mano, poi lui era andato a fare la comunione. Questo mi aveva colpito e intenerito, assieme al gesto di dare un’offerta al questuante. All’uscita, salutandolo, gli avevo dato la solita moneta.

Con la cresima di mia figlia finiva l’impegno del catechismo. Pensai, nell’occasione, che sarebbe venuta meno anche l’opportunità di incontrare ogni sabato Pasquale.

Ma il destino del mio amico era segnato, e avrei dovuto capirlo prima di leggere il necrologio sul giornale.  

Ti sia lieve la terra, amico fragile.

 

Sassari, 14 luglio 2013

                                                                                                    Giovanni Nuscis

Annunci

3 responses to this post.

  1. Posted by tizianatius on 17 agosto 2013 at 7:02 pm

    Mi dispiace…

    Rispondi

  2. MI ha colpito molto questo tuo omaggio, tanto discreto quanto profondo, per il tuo “amico fragile” che non c’è più. Sembra proprio di vederlo, riservato e appartato, partecipare nel bar al vostro gioco, poi, nell’ultimo banco durante la messa, ma soprattutto in quel suo gesto generoso, nell’offrire parte di quel poco che possedeva.
    Un bel ritratto il tuo, un bel modo di ricordarlo.
    Ciao.
    Piera

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: