IN RICORDO DI GIANMARIO LUCINI (1953 – 2014)

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La notizia della scomparsa di Gianmario Lucini mi ha molto scosso, per l’affetto e la stima di anni, per il dono grande del suo ascolto e della sua dedizione alle mie poesie (da ultimo, mi aveva dedicato un quaderno monografico) e a quelle di centinaia di autori, per la sua generosità davvero rara ed esemplare. Ma la notizia ha scosso anche la comunità poetica, basti visitare la sua pagina Facebook. Mi mancherà e ci mancherà tanto la sua presenza mite e forte di uomo autentico, schietto e aperto, il suo essere artista e operatore culturale in un contesto sociale e culturale spesso ingrato e apatico.
Il lavoro di editore lo vedeva presente in molti angoli d’Italia, e anche a Sassari, dove si era lavorato assieme alla rappresentazione di un poemetto di David Turoldo, ma anche ad un incontro con gli studenti in occasione dell’uscita dell’antologia di poesie sulla mafia (L’impoetico mafioso), con la testimonianza di un magistrato amico di Falcone e Borsellino, e di presentazioni di altri libri.
Ci siamo ospitati a vicenda, e ho ancora vivido il ricordo di una lunga escursione sulle Orobie, i suoi silenzi e la sua sobrietà che me lo facevano sentire così affine.
Ci scambiammo diverse mail qualche tempo fa, quando gli dissi che mi sarei staccato per un po’ dalla poesia per dare un contributo alla costruzione di un soggetto politico nuovo; un momento difficile che richiedeva e richiede, a mio parere, l’impegno di persone come noi, sensibili e resistenziali a questa deriva che sembra senza fine. Lui era scettico, ritenendo, weberianamente, che la politica è lo spazio della competizione e dello scontro, non della morale, che l’artista ha ben altro modo –il suo modo peculiare- di contribuire al cambiamento del mondo. Ho accolto con rispetto le sue obiezioni, pur continuando questo mio percorso fino a quando non lo riterrò concluso, o non più utile.
Ora Gianmario è le sue molte opere lasciateci, è questa nostra memoria personale, plurale e capillare, è il volto, le parole e la voce che abbiamo conosciuto e che abbracciamo nel silenzio dimesso di questi giorni.

Giovanni Nuscis

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2 responses to this post.

  1. Posted by Francesco Pasella on 5 novembre 2014 at 6:45 pm

    Caro Gianni,
    ti confesso di essere rimasto sgomento da tale notizia appresa nel tuo blog quasi per caso: non ho fatto in tempo a conoscere Gianmario di persona ma ci siamo sentiti sia telefonicamente, sia per mail, in occasione della pubblicazione del mio secondo libro e devo dire che questo poeta Valtellinese mi ha trasmesso la tranquillità e l’armonia di “un uomo oltre il tempo”, fuso con la natura e nel contempo in costruttiva contraddizione col mondo contemporaneo.

    Un Abbraccio.
    Francesco.

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  2. Non sapevo della sua morte, leggo in questo momento e mi dispiace molto.
    Lo conoscevo solo tramite le parole degli altri, la stima e il rispetto di cui godeva, l’impegno costante nel campo della poesia.
    Nel vederne la foto mi colpisce quel suo sguardo pensoso che sembra voler andare oltre ciò che è visibile, ora, forse, può farlo.
    Grazie per questo ricordo che permette a chi legge di conoscerlo meglio.
    Piera

    Rispondi

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