Ex Q. Testimone a difesa

ex q sassari

 

Se le bellezze naturali non fossero un dono liberamente godibile da tutti, perché appartenenti a qualcuno che le controlla e amministra a capriccio – un dominus o un gruppo sociale egemone (e in questa direzione ci siamo purtroppo incamminati) – chissà cosa proveremo bevendo a una fonte, camminando dentro un bosco, tuffandoci in uno specchio d’acqua. Così, entrando in uno spazio non nostro e non libero come un ufficio pubblico (Agenzia delle entrate, scuola, caserma, ospedale…). Con la differenza che queste strutture sono state costruite grazie alle nostre tasse e imposte, e che perciò sono anche nostre, e tali dovremmo sentirle. Considerando, in aggiunta, che siamo anche i datori di lavoro di coloro che in quelle strutture lavorano: occupanti e gestori provvisori di spazi preordinati a offrire un servizio.

Ma cosa accade quando quei beni collettivi non vengono più utilizzati per offrire un dato servizio e restano vuoti, inutilizzati? Sarebbero destinati a deperire e a svalutare rendendo vano il sacrificio fiscale dei cittadini, a meno che non muti la loro destinazione d’uso, riconvertendo prontamente ad altro servizio. Ma se questo non avviene, e gli immobili continuano a restare per anni vuoti e inutilizzati? Come li percepiremmo, liberi dall’Ente che prima li utilizzava, non più funzionali ad un servizio garantito, da un certo momento in poi, in un altro immobile?

E’ quello che è accaduto all’ex Questura di Sassari con la sua occupazione. Ma che non sarebbe accaduto se nella nostra città non si fosse frustrata per anni l’attesa di uno spazio collettivo libero e aperto democraticamente a tutti, ampio abbastanza da poter ospitare la creatività di centinaia di giovani, con mostre, convegni, concerti, riunioni. Che è stato possibile svolgere proprio all’Ex Q, coinvolgendo migliaia di persone; e non altrove: nei teatri, nelle sale, negli immobili comunali messi a disposizione soltanto di pochi privilegiati, amici o amici degli amici delle segreterie dei partiti che da anni governano la città.

L’Ex Q è stato un crocevia di artisti nazionali e internazionali, un luogo pulsante di idee e di progetti culturali anche di ampissimo respiro; un investimento che avrebbe dato nel tempo i suoi frutti: nulla sa guardare meglio – in profondità e in estensione – della cultura e dell’arte; nessun investimento può essere più proficuo, specie in tempi di crisi, polo attrattivo con ricaduta economica.

Gli amministratori locali che avrebbero dovuto capire e favorire l’utilizzo dello spazio di Corso Angioy sono però rimasti al palo, more solito, opponendosi anzi strenuamente.

Ora, le persone che hanno ritenuto giusto utilizzare l’immobile in disuso “occupandolo”, a beneficio non di sé stessi ma della comunità, sono chiamate a rispondere penalmente per questo fatto. Mentre chi ha negato questo spazio alla comunità, chi lo ha sottratto ad essa per svenderlo al miglior offerente di turno di nulla sarà chiamato a rispondere.

Sappiamo tutti, in questa città, che il vero imputato è la politica, cieca e sorda ai veri bisogni delle persone, che infatti in nulla le rappresenta; ma siamo anche attenti abbastanza per capire che l’atto dovuto di polizia e magistratura non ci sarebbe stato se l’Ex Q fosse stata messa subito a disposizione della comunità con adeguato supporto da parte delle istituzioni, e con giuste regole di gestione. Ma così non è stato.

Sarebbe un gesto significativo se le amministrazioni locali facessero ammenda di questa grave mancanza.

E sarebbe bello se tutti coloro che sono transitati nell’Ex Q lasciassero una testimonianza di solidarietà a chi ha permesso a tantissimi, con un atto generoso, di sentirsi accolto e a casa propria nell’immobile di Corso Angioy.

E’ il miracolo del coraggio, e la tragedia della temerarietà; il destino della libertà, della bellezza, dell’arte, della sete di giustizia sociale; per il dono reiterabile, all’infinito, dei beni comuni, beni di tutti e di nessuno.

Giovanni Nuscis

 

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3 responses to this post.

  1. Concordo pienamente, su tutto!
    Manca il buon senso, manca la voglia di realizzare qualcosa che contempli la bellezza del pensiero nelle persone.
    Un luogo che raccolga tutto il meglio non che si remi contro, sempre….

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  2. Posted by kikinu on 23 febbraio 2016 at 12:11 am

    sono daccordo, ciò che scrivi è proprio un’analisi esatta della storia di ex-q, complimenti

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