Archive for the ‘divagazioni’ Category

VEDI ALLA VOCE RIVOLUZIONE

images

I candidati in posizione eleggibile della c.d. società civile, per la lista Rivoluzione Civile, sono stati scelti direttamente da Antonio Ingroia e dal suo staff; quelli dei partiti sono stati invece concordati e ripartiti tra le liste dagli stessi partiti, nei diversi territori, secondo logiche spartitorie in ambito nazionale e locale; che saranno ancora più evidenti, a votazioni avvenute, con la ritrazione strategica del capolista e di altri candidati per far posto ad altri.

Inutili dunque le assemblee territoriali provinciali e regionali di Cambiare si può, inclusive e partecipate; in Sardegna come nelle altre regioni. Si sarebbe potuto dare un importante segnale di cambiamento, ma non è stato fatto. Ma un’altra cosa poteva essere fatta, in seconda battuta: assemblee aperte con la partecipazione di cittadini, partiti in lista e movimenti, per scegliere assieme i candidati.  Occasione importante per sanare, in un confronto partecipato, il vizio di rappresentanza che ha allontanato sempre più i cittadini dalla politica, saldando un rapporto nuovo di fiducia e di cooperazione necessario per affrontare sfide importanti, per le quali non sarà sufficiente il solo consenso, ma un partecipazione e condivisione ampia, dal basso.  Ma nemmeno questo è stato fatto. Continua a leggere

CAMBIARE SI PUO’ E SI DEVE. LA CURA DEGLI ULTIMI

Non ero presente, ieri 22 dicembre 2012, a Roma, all’Assemblea nazionale di “Cambiare si può”, né a quella di “Io ci sto” del giorno prima, ma ho letto e ascoltato come altri interventi e commenti.

– A me sembra che al di sopra di tutti i problemi e le considerazioni (politiche, meta politiche, di metodo), ci sia L’ESIGENZA E L’URGENZA DI RAPPRESENTARE E DARE TUTELA a chi per lunghi anni non ne ha avuto, e che per molti anni ancora non ne avrà, considerati i programmi dei due blocchi che si sono definiti o si vanno definendo (filo-montiano e centro sinistra); Continua a leggere

UNA TERSA VIA

Mentre i protagonisti caricaturali della politica annunciano di allearsi, di disallearsi e poi di nuovo di compattarsi e di scompattarsi, l’Italia reale, quella delle persone in carne e ossa, precipita nella miseria disperante mai adeguatamente espressa e raccontata dai media; e intanto che si assiste impotenti, ogni giorno, alla caduta degli orridi catafalchi di un teatrino fasullo, fatto di menzogne e ruberie, ci s’indigna, si protesta, si invadono le piazze chiedendo attenzione e risposte.

La notte – infinita, di decenni – non ha però solo da passare, ma deve invece portare scompiglio, oltre che consiglio, intuendosi ormai chiaramente il futuro che ci attende. Alla consapevolezza che occorra arrivare a redistribuire equamente l’enorme ricchezza nazionale e le consistenti entrate pubbliche, in modo da garantire a tutti una vita dignitosa, ripensando i modi del lavoro e il suo ideale raccordo coi bisogni e le aspirazioni effettive della persona e della comunità, sappiamo bene che dovrà conseguire  uno tsunami politico ed etico per divellere radicalmente un sistema sociale ed economico iniquo e dissennato. Sappiamo perfettamente che non sarà un governo di continuità con quelli precedenti – di centro destra o di centro sinistra – a compiere il miracolo del cambiamento. La cartina di tornasole, è la risposta alla domanda se l’una o l’altra forza politica abbiano mai fatto cenno ad interventi di redistribuzione della ricchezza, di partecipazione all’azzeramento del debito pubblico proporzionata alla ricchezza posseduta (ad esempio, imponendo il pagamento del 45% del debito a quel 10% della popolazione che possiede il 45% della ricchezza), di salvaguardia dei beni comuni e del patrimonio pubblico invece di proporne la dismissione, di garantire a tutti i senza lavoro un reddito di cittadinanza, se non un lavoro sociale. Continua a leggere

Il suono greve della gran Cassa

Secondo l’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil, da gennaio a giugno 2012 il totale di ore di cassa integrazione è stato pari a 523.761.036. La cassa integrazione, ricordiamolo, è uno strumento necessario che nasce da un diritto ben preciso: “I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.” (Art. 38, co. 2° Costituzione). Senza questo sostegno economico, limitato però nel tempo, il lavoratore licenziato sarebbe privo di mezzi di sussistenza.

Ma si tratta in ogni caso di una quantità enorme di ore che non ha prodotto, però, alcuna utilità sociale e personale. Una persona licenziata è come se avesse le mani mozzate, come bene ha saputo esprimere in versi il poeta Fabio Franzin.  Oltre alla tragedia umana e familiare di ogni  lavoratore, dunque, si è trattata di un’emorragia di lavoro e di denaro pubblico ragguardevole.  Se tante ore fossero state dedicate, ad esempio, alle molte opere infrastrutturali già programmate e fortemente richieste (meglio farle fare, invece, alle solite lobbies per la risibile cifra di 233,9 miliardi!) e agli innumerevoli, possibili progetti migliorativi nei territori, per il rilancio della nostra economia,  i licenziamenti non sarebbero stati cosa vana. Ma così il danno è triplo: la perdita del posto di lavoro, il costo sociale della cassa integrazione, la mancanza delle opere necessarie alla ripresa economica. Continua a leggere

SOVRANITA’ IN CADUTA LIBERA

Il cammino verso la spoliazione totale di sovranità e di indipendenza economica del nostro Paese sta procedendo a tappe serrate.
Il Parlamento italiano sta per approvare il trattato che istituisce il MES – Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM, European Stability Mechanism). (Questo il link per scaricare il testo integrale e leggerlo: http://www.european-council.europa.eu/media/582889/08-tesm2.it12.pdf )
I media, inspiegabilmente, non ne parlano. Le implicazioni di questo trattato sono inquietanti e facilmente intuibili, andando a incidere fortemente non solo sulle finanze e sul patrimonio pubblico del nostro Paese, ma sulle nostre  esistenze e aspettative future. L’art. 3 definisce gli obiettivi: “L’obiettivo del MES è quello di mobilizzare risorse finanziarie e fornire un sostegno alla stabilità, secondo condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto, a beneficio dei membri del MES che già si trovino o rischino di trovarsi in gravi problemi finanziari, se indispensabile per salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso e quella dei suoi Stati membri. Continua a leggere

Quale sovranità

Il fatto che il capo del Governo sia stato membro della Senior European Advisory Council of Moody’s (dal luglio 2005 al gennaio 2009, precisa in una nota Palazzo Chigi, quando il prof. Mario Monti ricopriva l’incarico di presidente dell’Università Bocconi) – la nota società di rating che da giudizi sulle aziende e sugli stati europei decretandone la credibilità o inaffidabilità, con evidenti ripercussioni sull’economia (vi è un’inchiesta in corso, dopo alcune denunce, della Procura di Trani per manipolazione di mercato, proprio per i giudizi negativi emessi nei confronti della situazione economica italiana) – se non comporta di per sé una responsabilità del premier, conferma però la sua appartenenza o familiarità con ambienti che incidono fortemente sulle sorti delle economie e le scelte dei governi, dentro una vision in cui sviluppo, profitto e libero mercato sono i capisaldi della politica economica; ciò conferma inoltre, più in generale, il permanere di uno stato di seria vulnerabilità delle nostre istituzioni per i possibili conflitti di interesse che in questo come in altri casi (all’interno del Governo in carica e di quelli precedenti) dovrebbero essere scongiurati ab origine. Continua a leggere

VERSO UNA VERA FESTA DEL LAVORO

 

1.       SONO CINQUE MILIONI

Osservando i dati Istat più recenti, apprendiamo che sono cinque milioni in Italia le persone che cercano  un’occupazione, tra inattivi, sottoccupati e disoccupati. Persone, dunque, che hanno perso il lavoro a seguito di un licenziamento o che non l’hanno mai trovato, o che sono alla ricerca  di un’attività che li impegni maggiormente, poiché quella che svolgono è insufficiente. Tutti, ad ogni modo, potenzialmente impiegabili nel processo produttivo. Continua a leggere