Archive for the ‘eventi’ Category

ELEZIONI POLITICHE 2013. IL MIO VOTO

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Il centro sinistra vincerà le elezioni, otterrà il 51% dei seggi e governerà con le forze politiche che sosterranno l’azione di governo in un equilibrio tra continuità neoliberista (Monti) e istanze socio-economiche  (Vendola) proprie della sinistra storica. Una scelta ponderata da tre ragioni essenziali: 1. affidabilità dei partners, ricordando le esperienze col PRC di Bertinotti e con l’IDV di Di Pietro; 2. la forte componente centrista e moderata presente nel partito; 3) gli impegni assunti con l’Europa e il bisogno di coinvolgere chi ha già lavorato su temi assai complessi sotto il profilo tecnico e diplomatico (Monti).

Il grande nemico da sconfiggere sono le destre che hanno lasciato il Paese in macerie, dal punto di vista economico e morale. Il centro sinistra conseguirà quest’obiettivo, pagando però il condizionamento, nelle scelte future, di una visione politica e sociale lontana dai bisogni della gran parte della società (Monti). La necessità di tenere compatta la coalizione e raggiungere obiettivi minimi di governo renderà arduo esprimere la forza dirompente di cambiamento che a buon diritto ci si aspetta. Si riuscirà probabilmente ad avere una serie di leggi importanti (sul conflitto di interessi, sul falso in bilancio, per l’inasprimento della legge anticorruzione, sul riconoscimento delle unioni civili etc.) ma difficilmente eviteremo di pagare i 47 miliardi del fiscal compact. Continua a leggere

27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2013

Auschwitz

 

1.Wannsee, 20  gennaio 1942

 

Nel salone che dava sul lago

fu una riunione come tante

tra gerarchi a discutere

d’un problema qualunque.

Si parlò dapprima di un’isola

in Africa dove spedirli tutti.

Ma troppa era la distanza

gravoso il carico che infatti

fu reso leggero come aria.

Di quel giorno d’inverno

resta un verbale di gelo

che stride col luogo di vacanza

dove si prende il sole

sulla riva erbosa;

senza che nessuno si bagni

come se non fosse acqua

ma altro.

 

(2008) Continua a leggere

24 maggio 2012 – Secondo incontro di ALBA

  • Per la rottura con un modello neo liberista europeo che vuole privatizzare a tutti i costi, che non ha alcuna cultura dell’eguaglianza, che minaccia a morte lo stato sociale, la dignità e sicurezza del lavoro
  • Per riscrivere le regole della democrazia, abolire la concentrazione del potere e i privilegi dei rappresentanti, rompendo con il modello novecentesco del partito, con nuove regole e pratiche
  • Perché le decisioni politiche vengano assunte ricercando in modo prioritario il massimo consenso possibile
  • Per una nuova forma di impegno sia dentro le istituzioni che fuori, fondati sulla passione, la trasparenza e l’altruismo
  • Per l’allargamento dello spazio pubblico della politica, passando dall’esclusione verticistica all’inclusione orizzontale del cittadino
  • Per la centralità dei beni comuni, la loro inalienabilità, la loro gestione democratica e partecipata
  • Per una politica senza più violenza, illegalità, narcisismi e competitività, dentro un nuovo codice di comportamento che veda prevalere la mitezza e la fermezza, la capacità di non cedere (Dal MANIFESTO di ALBA – www.soggettopoliticonuovo.it  )

SEI INVITATO

AL SECONDO INCONTRO DI ALBA

GIOVEDI’ 24 MAGGIO ORE 18.00

Presso ex Questura – Corso Giovanni Maria Angioy – Sassari

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Antonio FIORI – IN MERCERIA

Con questo nuovo libro di Antonio Fiori la collana di poesia “La Ginestra” da me diretta insieme all’amico Nicola Tanda sembra confermare le sue fondamentali premesse (e promesse) iniziali, particolarmente quelle di una speciale attenzione ai valori culturali, morali e religiosi dell’uomo. Del resto, alla poesia resta ormai la funzione di fornire all’uomo la sua “dose quotidiana” (per dirla col bel titolo di un altro libro di Fiori) se non la cura dell’anima almeno come insostituibile ricostituente. Oggi che da più parti si vede nella poesia l’unica via di salvezza contro il marasma quotidiano o, per dirla con Zanzotto,”per attraversare quest’epoca rotta e maledetta”, la poesia di Antonio Fiori sembra giungere – e giunge – al momento giusto […] (Angelo MUNDULA – dalla quarta di copertina)

 Il libro sarà presentato a Sassari il 18 maggio p.v, ore 18,30, presso la libreria Il Ribaltino, in Via Muroni 9

 

In merceria (1)

“Buongiorno, cerco filo

per imbastire

gli orli dei precipizi

e non rischiare

la caduta impietosa

provare a ricucire qualcosa

in attesa del sarto

che di certo verrà

a rifinire il vestito

sollevando ogni tanto lo sguardo

controllerà le pieghe

se tiene il tessuto

le finiture, ogni asola, tutto…

lo indosserò alla fine

solo allora saprò come cade

e il suo prezzo quale.”

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16 maggio 2012. Prima riunione di ALBA a Sassari

 

  • Per la rottura con un modello neo liberista europeo che vuole privatizzare a tutti i costi, che non ha alcuna cultura dell’eguaglianza, che minaccia a morte lo stato sociale, la dignità e sicurezza del lavoro
  • Per riscrivere le regole della democrazia, abolire la concentrazione del potere e i privilegi dei rappresentanti, rompendo con il modello novecentesco del partito con nuove regole e pratiche
  • Perché le decisioni politiche vengano assunte ricercando in modo prioritario il massimo consenso possibile
  • Per una nuova forma di impegno sia dentro le istituzioni che fuori, fondati sulla passione, la trasparenza e l’altruismo
  • Per l’allargamento dello spazio pubblico della politica, passando dall’esclusione verticistica all’inclusione orizzontale del cittadino
  • Per la centralità dei beni comuni, la loro inalienabilità, la loro gestione democratica e partecipata
  • Per una politica senza più violenza, narcisismi e competitività, dentro un nuovo codice di comportamento dove predomini la mitezza e la fermezza, la capacità di non cedere (Dal MANIFESTO di ALBA – www.soggettopoliticonuovo.it  )

 

SEI INVITATO

ALLA PRIMA RIUNIONE DI ALBA

MERCOLEDI’ 16 MAGGIO ORE 17.00

Salone della Parrocchia di S. Vincenzo (Via Turati – Sassari)

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SARDEGNA, 6 MAGGIO 2012: 10 SI PER RIDURRE I COSTI E LA TRACOTANZA DELLA CATTIVA POLITICA

 

Domenica 6 maggio si voterà in Sardegna per una serie di referendum regionali contro i costi della politica.

VOTATE IN TANTI, SFIDANDO IL SILENZIO DI CHI NON VUOLE RINUNCIARE AI PROPRI PRIVILEGI!

I quesiti referendari sono dieci, cinque abrogativi e cinque consultivi. Sono stati promossi dal Movimento Referendario Sardo, di cui fanno parte pochi partiti o movimenti politici (tra cui l’IdV, La Base Sardegna e Riformatori Sardi, legati a Mario Segni) ma che ha il sostegno di molti amministratori locali e politici sardi, tra cui il deputato del PD Arturo Parisi. Anche il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, PdL, si è augurato il successo della consultazione referendaria, ma all’interno dei partiti, sia a destra che a sinistra, ci sono molte divisioni e posizioni differenti. Il MRS non pare avere un sito Internet, ma ha un gruppo e una pagina su Facebook. Continua a leggere

Primo Maggio: che cosa c’è da festeggiare? di Angelo d’Orsi

 

DA MICROMEGA

 

[…]I ricercatori vessati, gli insegnanti umiliati; gli scolari e studenti penalizzati; i professori di università costretti a cercare rifugio all’estero; i disoccupati, gli esodati, i licenziati, i de localizzati, i cassintegrati; le vittime (morti, feriti, invalidi) sul lavoro, o meglio di lavoro; i lavoratori in nero; i suicidati. Operai, impiegati, imprenditori: quanti sanno che è nata in aprile a Vigonza (Padova) un’Associazione dei familiari degli imprenditori morti suicidi? Nel 2012, i morti di propria mano sono stati, fino a metà aprile, 23. (Giunge ora la notizia di un altro suicida: o meglio suicidato: un imprenditore edile sardo, costretto a licenziare i dipendenti, compresi i suoi stessi figli. Possibile che i tecnici cattolici al governo, i teorici del “rigore finanziario” e della “coesione sociale”, non abbiano nulla da rimproverarsi?). E questa non è forse una nuova forma della distruzione del ceto medio, che abbiamo già visto in atto negli Stati Uniti? E, a sua volta, a me pare una tragica conferma della “profezia “ di Marx, relativa alla bipolarizzazione della società, e all’impoverimento crescente delle classi medie fino alla loro scomparsa tendenziale, e alla concentrazione della ricchezza in un numero sempre più ridotto di mani, e in misura sempre più alta…  Continua a leggere

25 aprile 1945 – 25 aprile 2012

“Fin da marzo a Milano era stato costituito un “Comitato insurrezionale” formato da Luigi Longo, Sandro Pertini e Leo Valiani che la mattina del 24 aprile, dopo le prime notizie provenienti da Genova, prese la decisione di dare inizio all’insurrezione nel capoluogo lombardo; la sera dello stesso giorno le brigate SAP diedero inizio ai combattimenti nelle fabbriche della periferia, mentre alcuni reparti garibaldini si avvicinavano da sud e da ovest. Il 25 e il 26 i partigiani fecero notevoli progressi e raggiunsero la cerchia dei Navigli, mentre alcuni reparti fascisti avevano già abbandonato la città. I tedeschi restarono in armi nei loro quartieri, senza combattere secondo gli ordini del generale Wolff; la Brigata Nera Aldo Resega abbandonò le sue posizioni dentro la città, la Guardia Nazionale Repubblicana si sciolse spontaneamente. La Guardia di Finanza si unì agli insorti, mentre la Decima MAS, invece di ripiegare in Valtellina, rimase accasermata e si arrese senza combattere. Il 27 aprile alle ore 17.30 arrivarono per primi in città con poche difficoltà i garibaldini delle brigate dell’Oltrepò Pavese guidate da Italo Pietra “Edoardo” e Luchino Dal Verme “Maino”. Il 28 aprile arrivarono i partigiani delle Brigate Garibaldi della Valsesia di Cino Moscatelli, provenienti a Novara, mentre altri reparti occuparono Busto Arsizio e le strade per la Valtellina su cui in teoria avrebbero dovuto ripiegare gli ultimi reparti della RSI.” Continua a leggere

RISVEGLI POETICI. Tempio Pausania 14 aprile 2012

I giorni della memoria

La mia memoria è quella
di chi è stato ad Oswiecim (1)
cinquant’anni dopo,
una piovosa mattina di agosto;
di chi ha sentito la presenza viva
incombere di migliaia di corpi
il loro dolore silenzioso
addolcito dal tempo
eppure ancora urlante,
fuori nel cortile e dentro,
in mezzo alle valige
di quel viaggio giunto al capolinea,
e alle altre povere cose
raccolte dietro pareti trasparenti:
colline di capelli e protesi
e scarpe e pentole e occhiali.
Quei volti seri che guardavano dall’alto
coi nomi le date lo sguardo
imprigionato un giorno da un lampo,
in uno studio fotografico tedesco
o di altro paese sciagurato. Continua a leggere