Ciao, Roberto …

Il 28 gennaio è mancato Roberto Rossi Testa, un poeta e un amico.

Ci siamo conosciuti nel 2007 agli albori del blog letterario collettivo La Poesia e lo Spirito, di cui eravamo entrambi redattori assieme al suo ideatore Fabrizio Centofanti, e a un bel gruppo di narratori e poeti.

La calda e accogliente amicizia, la sensibilità acuta di poeta, la curiosità, competenza e consapevolezza di fine letterato lo hanno subito distinto assieme al rigore e all’ironia bonaria. Continua a leggere

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27 gennaio 1945 – 2016

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27 gennaio 1945-2016

Non ricordo. Non ricordo. Non ricordo.

Non ricordo a comando. Continua a leggere

“QUI SI (RI)FÀ LA DEMOCRAZIA O SI MUORE. PER UNA NUOVA PRATICA DEMOCRATICA” di Giovanni NUSCIS

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Il 9 e 10 gennaio si è tenuto a Bologna un incontro nazionale organizzato dall’associazione “PrimaLePersone, per l’Assemblea Permanente” dal titolo “Dalla rappresentanza politica all’autorappresentanza del mondo sociale”.

 

Chi ha partecipato all’incontro di Bologna, come lo scrivente, ha avuto la conferma che si sia imboccata finalmente la strada verso una qualità di relazioni e di pratiche politiche autenticamente democratiche, nel confronto e nelle decisioni. Senza per questo sottovalutare le difficoltà e le resistenze nel passaggio tra il sistema politico attuale (antidemocratico, corrotto, liberticida) e quello auspicato (inclusivo, aperto, fortemente etico, coerente con lo spirito e i principi della Costituzione repubblicana).

E come in ogni fase storica di decadenza – in larga parte segnata, nel nostro caso, dal modello economico impostoci (quello neoliberista, forte anche del condizionamento dell’informazione e del sistema culturale) che genera guerre, povertà, distruzione, avvelenamento dell’ambiente, spreco e depauperamento di risorse –  il seme di questa società in metastasi dovrà necessariamente morire perché si generi nuovo frutto. Continua a leggere

In ricordo di Angelo MUNDULA (Sassari, 1934 – 2015)

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Il 2015 si è portato via un poeta e un amico che resterà nel cuore dei molti che lo hanno amato, negli anni, a cominciare dallo scrivente: Angelo Mundula. E’ mancato il 28 luglio, ad 81 anni, era malato da tempo.

Qui, solo una breve nota per ricordarlo (ma si leggano altri interventi e post a lui dedicati) – certo che ben altro spazio gli sarà doverosamente dedicato – e per invitarvi a conoscerlo. Le sue poesie e suoi scritti, a dire il vero, raccontano da soli l’uomo e il poeta Mundula, come non sempre accade; la chiarezza è infatti cifra stilistica dell’autore, e della sua “ricerca infinita”, con riferimento al titolo del suo ultimo libro “L’infinita ricerca” (“Amo la chiarezza / nella vita e nel verso / questa doppiezza che / mi fa essere libero e leale / quando penso…”). Una ricerca aperta, profonda e inesausta, sia interiore sia rivolta al ricco e variegato mondo dell’attualità, della produzione letteraria e artistica. “Una singolare combustione di curiosità metafisica, passione, ironia, fede nella poesia, spessore metaforico, taglio colloquiale”, scriveva Pietro Citati. Continua a leggere

25 aprile 1945. Settant’anni dopo…

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Cosa sta accadendo se in tanti ci ritroviamo a cingere affettuosamente col pensiero, dopo settant’anni, quegli artefici (per lo più inconsapevoli?) di pace e di civiltà, pensando ai loro pugni chiusi o ai palmi e agli sguardi protesi al cielo e al futuro, al loro lavoro sporco, alle poche, salde parole che hanno animato milioni di braccia, negli anni, e un’attesa  di giustizia che ancora oggi – pur confusi, stressati e impoveriti – ci pervade? Il mondo si è fatto liquido, e nel cambio incessante di scenario cerchiamo i pochi punti fermi che ci restano, guardando a ritroso.

In un tempo sovraccarico di eventi, vorticoso e in presa diretta, che trasforma le nostre esistenze, non il presente, questo presente, può darci la misura e il senso del nostro esserci.
Qualche giorno fa, a Sassari, Gustavo Zagrebelsky in tema di globalizzazione ha parlato di cornici venute meno e dell’impossibilità, pertanto, di costruire un ordito organizzativo sociale, politico, culturale; cornici senza le quali tutto si confonde e disperde, tutto diviene impossibile. Zagrebelsky ha parlato anche di dittatura del presente che impedisce alla politica di porsi dei fini alti, di elaborare progetti sociali con immaginazione e creatività. Una politica destinata pertanto a restare nella contingenza, nel pesante e vacuo groviglio dell’ordinaria amministrazione.
Le prime cornici ad essere saltate, a ben vedere, sono quelle individuali, interiori, identitarie, che se da un lato ci fanno sentire espansi e onnipresenti, in realtà, ci chiudono nella gabbia di un presente pervasivo e schiacciante, marginalizzando in noi la memoria delle esperienze passate (personali e sociali), rendendo arduo il sognarci oltre l’oggi e dentro un progetto ed un modello di vita migliore dell’attuale. Continua a leggere

IN RICORDO DI GIANMARIO LUCINI (1953 – 2014)

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La notizia della scomparsa di Gianmario Lucini mi ha molto scosso, per l’affetto e la stima di anni, per il dono grande del suo ascolto e della sua dedizione alle mie poesie (da ultimo, mi aveva dedicato un quaderno monografico) e a quelle di centinaia di autori, per la sua generosità davvero rara ed esemplare. Ma la notizia ha scosso anche la comunità poetica, basti visitare la sua pagina Facebook. Mi mancherà e ci mancherà tanto la sua presenza mite e forte di uomo autentico, schietto e aperto, il suo essere artista e operatore culturale in un contesto sociale e culturale spesso ingrato e apatico.
Il lavoro di editore lo vedeva presente in molti angoli d’Italia, e anche a Sassari, dove si era lavorato assieme alla rappresentazione di un poemetto di David Turoldo, ma anche ad un incontro con gli studenti in occasione dell’uscita dell’antologia di poesie sulla mafia (L’impoetico mafioso), con la testimonianza di un magistrato amico di Falcone e Borsellino, e di presentazioni di altri libri.
Ci siamo ospitati a vicenda, e ho ancora vivido il ricordo di una lunga escursione sulle Orobie, i suoi silenzi e la sua sobrietà che me lo facevano sentire così affine. Continua a leggere

José Mujica: “I poveri non sono coloro che hanno poco…”

“La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli.”
“I poveri non sono coloro che hanno poco. I poveri sono coloro che hanno bisogno di molto.”

José Mujica – Presidente della Repubblica dell’Uruguy   http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mujica
Intervista a Josè Mujica “talk to Al Jazeera”: