Posts Tagged ‘Il Manifesto’

La casa comune non vuole il cappello – Guido Viale (Il Manifesto)

“…una revisione radicale dei vincoli di bilancio imposti dal patto di stabilità. Si tratta allora di promuovere in ogni territorio, in ogni città, in ogni quartiere, delle conferenze per mettere a punto progetti e iniziative che nessun governo centrale o regionale sarà mai in grado di definire; ma che è il modo migliore per dare concretezza alla proposta di Luciano Gallino di creare occupazione attraverso un vasto programma di opere pubbliche e di interventi locali.
Un programma ambizioso; ma soprattutto una “casa comune” per chi non intende accettare le scelte dell’establishment. E però, come impedire che della casa comune cerchi di appropriarsi qualcuno con le proprie truppe e le proprie bandiere per portarla ancora una volta a fondo?” Continua a leggere
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Una politica euro-mediterranea – di Tonino Perna

Da il manifesto

16/11/2012
Le manifestazioni congiunte nel sud Europa ci insegnano che nessuno si salva da solo. I movimenti che si oppongono al neoliberismo devono affrontare seriamente la «questione mediterranea»
Non tutti i giorni sono uguali, ce ne sono alcuni speciali che vengono ricordati perché hanno segnato il percorso della storia, hanno mutato qualitativamente lo scorrere del tempo. Il 14 novembre è una data spartiacque che, a mio avviso, verrà ricordata come un passaggio di fase, quella che in geometria analitica si chiama “punto di flesso”. Continua a leggere

Per una sinistra alternativa

“Dobbiamo insediarci stabilmente nei luoghi in cui si decide, si fanno e si applicano le leggi. E senza il governo politico del pluralismo sociale e culturale non si va lontano.”, sostiene Piero Bevilacqua su un suo intervento uscito su il manifesto e il manifesto sardo. Un intervento lucido, e quasi totalmente condivisibile. Continua a leggere

Non morire montisti – Marco Revelli

 

Da Il Manifesto

Forse ce la faremo a portare a casa la pelle in questo agosto complicato. O forse no. Può darsi che l’asse Monti-Draghi, con l’appoggio esterno di Hollande e l’alleanza «interna» con la Confindustria tedesca, riescano ad arginare la voglia dell’alleanza del Nord di spaccare l’Eurozona e di sganciare la zavorra mediterranea dal treno mitteleuropeo. O è possibile che i falchi della Bundesbank riescano ad accelerare ancora la marcia verso un’Armageddon finanziaria, quando si decidano una volta per tutte i sommersi e i salvati, magari nella convinzione che un euro limitato all’area dei paesi optimo iure – dei virtuosi finalmente liberi dalla cicale del sud – sia più adatto ad affrontare il prossimo big one, quando esploderà la grana dell’immenso debito americano. Continua a leggere

Macerie operaie di Norma Rangeri

DA IL MANIFESTO

Le immagini del capannone accartocciato, destinazione mortale per gli operai richiamati incredibilmente al lavoro, sono il simbolo tragico di un paese sfasciato. Che si sgretoli una chiesa antica è ammesso (e non concesso), che si sbricioli una fabbrica moderna è una ferita che non rimargina. Nulla è inevitabile. Non lo è la crisi economica, non lo sono i crolli e le vittime dei nostri terremoti, conseguenza di umane corruzioni, guadagni, cinismi. Case, monumenti e soprattutto capannoni, tirati su al risparmio, senza i criteri antisismici, costruzioni «che anche un vento particolarmente forte può far venir giù come un castello di carte», secondo il parere degli esperti. Continua a leggere