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Viola AMARELLI – Le nudecrude cose e altre faccende. Nota di lettura di Antonio Fiori

Con Viola Amarelli non c’è bisogno di ricostruire ragioni, decifrare poetiche nascoste. In questa silloge ad esempio lei stessa – a latere – dichiara: “Si presta voce a un mondo… ci si illude, perché il mondo resta tutto…  E’ la scrittura spugna, materia che respira: quello che hai ridai. Per questo ogni poesia è sempre, dannatamente, anche nolente, politica.”
La raccolta si propone in una partizione musicale: apre con un ‘grave’ (Convivenze), prosegue con ‘andante’ (Cure), quindi sommuove un ‘presto’ (Strabismi) e infine chiude con una ‘suite’ (Congedi). Continua a leggere