Angelo Andrea SANNA. Sassari meia e V’era una bortha.

SASSARI MEIA

 

Cara e bedda eri Sassari meia

acciaradda sobra un taurari di cantoni bianchi

curunada d’aribari e di giardhini

cumenti una regina,

ti begu, t’intendu

più t’abbaiddu

più mi pari vizina. Continua a leggere

Tito Sannìo. UNANIMA

Ci sono romanzi che sanno intrattenere e avvincere piacevolmente il lettore, e null’altro, e romanzi, invece, che nutrono lasciando un segno forte. Il romanzo di Tito Sannìo, scrittore sardo alla prima esperienza editoriale in campo narrativo, mi sembra che faccia parte di questa seconda categoria. E’ un libro che commuove, nel senso che muove indubbiamente qualcosa in chi lo legge. Non solo perché parla di anima, in modo colto e originale senza mai cadere nei luoghi comuni sul tema, ma perché la storia e l’intreccio di vicende umane tocca la carne viva delle nostre stesse esistenze e coscienze, in modo profondo, sensibile e con acume introspettivo. Continua a leggere

Giuseppe CONTE. Non finirò di scrivere sul mare.

 

 

 

Sei stata tu il mio mare

 

In origine, sei stata tu il mio mare, madre

sei tu che io ho abitato, il tuo tepore

senza onde, senza il minimo rumore,

fuori dalla storia, dal frusciare dell’aria

tutto dentro di te, dentro il tuo amore. Continua a leggere

Antonio FIORI, I Poeti del sogno – Piccola antologia.

 

Così l’autore principia la presentazione della sua Piccola antologia: Eccoli i dodici apostoli della poesia. Dodici, dunque, come gli apostoli di Cristo, dodici come le tribù d’Israele. Scelti, però, non per la continuità del messaggio evangelico ma perché uniti da un sogno che li ha visitati tutti: un sogno enigmatico, nel quale, con poche varianti, sono interrogati senza comprendere la domanda o l’evento annunciato. Continua a leggere

2 GIUGNO 2020. QUALE FESTA?

Dovremmo aver capito che non può esserci res publica se i beni e le istituzioni che caratterizzano la res non appartengono in realtà a tutto il popolo né sono gestite da tutto il popolo, attraverso i suoi rappresentanti.

Se alcune forze politiche sono riuscite – con un perfido meccanismo elettorale – a garantire solo a loro e a pochi altri l’accesso alle istituzioni, impedendolo ad altri  – pochi o molti, nuovi e meno nuovi – dov’è la res publica? Con l’immancabile giustificazione della governabilità del Paese, della stabilità e solidità organizzativa dei partiti e delle istituzioni; contenendo, secondo loro, con la previsione di soglie elettorali, i rischi della frammentazione del panorama politico. Continua a leggere

MARIA FRANCESCA URAS: LA POETESSA DI LOGULENTU.

Questa sera sono tornato in un posto a me molto caro: Logulentu, un piccolo eden vicino a Sassari fitto di vegetazione e tagliato in due da un ruscello. Oltre il ruscello e il canneto, sulla destra, un incantevole orto  di alberi da frutta e ortaggi.

Proprio nel punto dove un tempo attraversavamo il ruscello, coi miei amici mezzofondisti, per salire lungo il sentiero della irta collina che spuntava a san Francesco, ho visto un’anziana signora avvicinarsi al ruscello dalla parte opposta alla mia. Con la mia compagna e mio suocero abbiamo iniziato a conversare con lei. Maria Francesca, così si chiama, vive da anni sola in una casupola a pochi metri dal corso d’acqua.  Dopo nemmeno dieci minuti di conversazione la bella sorpresa di sapere che scrive poesie e racconti; che non potrà mai pubblicare perché pubblicare comporta dei costi per lei insostenibili. Visto il mio interesse, si è allontanata per qualche minuto tornando con alcuni fogli scritti a mano, che mi ha porto per leggerli. Li ho presi tra le mani, con affettuoso stupore e ho subito cominciato a scorrere le poesie  scritte in italiano e in sardo-logudorese all’interno di otto facciate. Stavo infine per restituirle quei fogli, ma la donna mi ha detto che potevo tenerli. Le ho promesso allora che avrei fatto conoscere io i suoi versi, e qualcuno così li avrebbe letti.

Non credo alla casualità degli incontri, penso che la vita ci ponga davanti, ogni tanto, a dei piccoli miracoli, e nel contempo a dei piccoli, umanissimi compiti. Sono davvero felice di aver incrociato questa donna; sconosciuta fino a qualche ora fa –  che sicuramente non rivedrò più – e di aver sùbito trascritto i suoi versi che vi propongo in lettura. Al di là del valore letterario, dietro c’è una persona, una donna solitaria che sicuramente ha sofferto. La sua voce potrà finalmente uscire  dal suo eremo, dalla sua splendida valle. Come scriveva Antonio Machado, la monedita del alma / se pierde si no se da. (gn) Continua a leggere

1° MAGGIO 2020 – UN MONDO MIGLIORE E’ POSSIBILE

Cosa augurarmi e augurarci in questo giorno e per quelli a venire?

 

-Convivere con l’epidemia senza rischiare la salute e la vita

-creare le condizioni di sicurezza per tutti i lavoratori, con protocolli puntuali, chiari, e i necessari controlli affinché vengano rispettati

-incrementare il lavoro agile (smart working) là dove è possibile (riduce i rischi di contagio, armonizza il lavoro con la vita privata e familiare, contiene l’inquinamento, consente un risparmio notevole di risorse)

-resteranno tantissime persone senza lavoro…

-andrebbe perciò ridotto l’orario di lavoro per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati a parità di retribuzione, creando cosi lavoro per le persone rimaste senza, con contratti a tempo indeterminato

-potenziamento degli organici di tutti i presidi sanitari

-sussidi immediati per tutti coloro che non hanno lavoro né reddito, regolari e irregolari

-un immediato piano di conversione ecologica dell’economia (creazione di un tavolo di consultazione per il Governo di cui facciano parte i massimi esperti del settore)

-diversificazione dei sostegni alle imprese a seconda che siano in linea o meno con le linee indicate dal Governo per la conversione ecologica

-nazionalizzazione, senza impedire la concorrenza privata, delle attività di trasporto, di quelle riguardanti l’energia, le telecomunicazioni, l’acqua pubblica, il credito

-previsione di un’imposta patrimoniale per tutti i redditi superiori ad un certo importo annuo; modulazione dell’Irpef in modo che tutti possano “concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. Ricordando che “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività (art. 52 Cost.)

-contenimento delle retribuzioni del personale politico e dei dirigenti pubblici superiori ad un certo importo annuo

-creazione di un grande ministero per le infrastrutture che costruisca e curi la manutenzione di tutte le opere pubbliche; direttamente, senza più appalti, assumendo nei territori tutto il personale necessario a partire da chi ha perso o perderà il lavoro a causa della pandemia

-riforma della pubblica amministrazione per la riduzione dei tempi e la semplificazione di tutti gli iter procedimentali, con un lavoro di elaborazione che veda coinvolti, oltre agli esperti, anche rappresentanze dei lavoratori degli enti interessati;

-avviare e tenere in vita un’attività economica non deve essere più un problema per nessuno.

CORONAVIRUS: TUTTI DENTRO, O QUASI.

 

La nottata che ha da passare non sarà breve. Anzi, si prevede lunga, tra periodi di tregua e recrudescenza dei contagi. Potremo riprendere fiato -secondo gli esperti- solo quando sarà possibile una vaccinazione efficace e diffusa. E non sarà questione di settimane, ma di mesi.

Intanto cosa facciamo? Noi, singolarmente, i professionisti, le imprese, le istituzioni pubbliche? Abbiamo dimostrato in moltissimi, in queste drammatiche settimane, di saper rinunciare alla nostra libertà e alle nostre esigenze, pur di contribuire a contenere al massimo i rischi di contagio. Potremmo addirittura fare di più, se le circostanze e il buon senso ce lo imponessero. Se le circostanze e il buon senso, appunto… Continua a leggere

CAMBIO DI STAGIONE

La mia generazione e altre precedenti non hanno saputo né voluto riconoscere e stoppare un nemico importante  -un’idea di mondo e di economia- lasciandolo devastare e imperversare in cambio di un benessere che ci appare, ora, sfacciato, e comunque sempre più arduo e insostenibile.
Il compito di un cambiamento deciso sta già passando di mano alle nuove generazioni. Continua a leggere

LE NEBBIE DEL DIRITTO E LA PRESCRIZIONE


 

 

 

 

 

 

 

Il problema di garantire in tempi ragionevoli un esito (positivo, con una condanna, o negativo, con un’assoluzione) alla pretesa punitiva dello Stato, mette a nudo tutte le miserie e le contraddizioni della nostra organizzazione sociale.

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