Il PD, e le opportunità dentro le crisi

Il PD, nato dalle spoglie del PCI e della DC, è da anni dilaniato da contrasti interni originati da sistemi valoriali diversi; contrasti che talvolta prescindono dalla storia dei partiti da cui il PD deriva. E’ il caso di Renzi, che proprio nulla ha a che fare con l’identità democristiana, e ancor meno con quella comunista.

In tempi post ideologici, un segretario con la schiena dritta e un minimo di consapevolezza non si sarebbe dovuto dimettere così, semplicemente e irresponsabilmente. La prima cosa che avrebbe potuto fare, soprattutto a seguito delle polemiche sugli incarichi di governo, era chiarire all’interno e all’esterno del partito cosa è in questo momento il suo partito, che valori ha, che soluzioni propone sui grandi temi della politica. Impedendo il gioco renziano di distruggere il partito dal suo interno, per poi magari riconquistarlo, o annettersi ad esso, a colpi di maggioranze congressuali. Accortamente, un segretario avrebbe dovuto aprire una discussione ampia, coinvolgendo i cittadini magari utilizzando -perché no? – la tanto odiata piattaforma (del resto opportuna in tempi di pandemia) per creare la più ampia e partecipata discussione possibile, pervenendo in questo modo ad una elaborazione condivisa di nuove proposte politiche.  L’identità di un partito la rivelano non solo le soluzioni ai problemi, ma anche il numero delle persone che le sostengono, affinché le idee non restino meri punti programmatici. Farsi attori di un processo di chiarificazione vuol dire mettere in conto scissioni o annessioni di altre forze politiche; e in tempi di quasi totale assenza di una forza politica, in Parlamento e nei consigli regionali, alternativa alle destre e antiliberista, ecologista e solidaristica, sarebbe stato un risultato rilevante in questi tempi di sonno profondo. Non dimentichiamo che i partiti che sono in Parlamento hanno deliberatamente ucciso sulla culla ogni forza politica sotto soglia, precludendogli finanche una presenza testimoniale, e la narrazione di idee e proposte altre.

Un processo come questo avrebbe messo in moto nuove energie, attivato nuove sinergie, anche con quelle realtà organizzate rimaste in questi lunghi anni ai margini, e le molte persone allontanatesi dalla politica perché private di una rappresentanza all’interno delle istituzioni. Se questo processo non sarà il PD a proporlo, sarà arduo attivarlo dal di fuori di esso (come personalmente continuerò ad auspicare), come la storia degli ultimi dieci anni sembra purtroppo confermare, coi vari tentativi di dar vita a nuovi soggetti politici. Ma non è mai troppo tardi, per nessuno.

Millennio giudiziario

“…può vedersi come quei signori prendano la loro professione
 incredibilmente sul serio e come si disperino
per difficoltà che, per lor natura, non sono in grado di superare.”
F. Kafka – Il processo

Il banco del collegio giudicante

non consentiva di vederne le gambe, mozzate.

Per i giudici era perciò impossibile

salire i gradini che portavano

alle stanze dell’Accusa, così in alto

da essere nascoste dalle nubi.

Faticoso sarebbe stato arrivarci

persino con le gambe integre.

Troppa la mole dalle cose da sapere,

e pur sapendole,

sarebbero state insufficienti

per una visione completa dei fatti.

Intorno al Palazzo

un via vai frenetico di gente. Continua a leggere

Patrizia CAVALLI. Vita meravigliosa

Patrizia CAVALLI

Vita meravigliosa

Einaudi, 2020

*

Parla a se stesso il pazzo e si consola

e il santo parla solitario a Dio.

E io a chi parlo quando parlo da sola?

Parlo a qualcuno che non sono io

ma una platea vista di sbieco al volo,

mutevole a seconda del mio tono,

che non risponde mai, ascolta solo,

se la parola trova il giusto suono.

Questa muta assemblea inconcludente

che non fa petizioni, non si ostina

a voler controbattere e opinare,

mi anima di speranze la mattina:

avere un tale dono della mente,

poter parlare, e farsi anche ascoltare!

*

Mi ero incagliata dentro un cupo errore

dentro l’odore scuro del tuo corpo

dentro il silenzio del tuo cuore accorto.

Io tutti i giorni l’ho chiamato amore

e non sapevo di chiamare un morto.

*

Tu sei quel che si dice la mia musa.

Se non mi amusi più

perdo ogni scusa.

*

La mia disperazione è la speranza,

io spero troppo e troppo spesso spero

ma è uno sperare fatto di incostanza,

giro la testa e mi ricala il nero.

*

Quando il pensiero non è più abitante

del tempo, perché un qualche terrore l’ha distolto

e perso il passo si muove fuori tempo

fino a cadere nello smarrimento,

allora d’improvviso si fa fermo

e diventa soltanto il suo presente

immenso immobile unico spavento

di esser quel che è, compagno al mondo.

*

O femminista, sogno del potere,

parli di donne e diventi generale,

formi il tuo esercito con le spaventate

che spaventi di più e ti sono grate.

Angelo Andrea SANNA. Sassari meia e V’era una bortha.

SASSARI MEIA

 

Cara e bedda eri Sassari meia

acciaradda sobra un taurari di cantoni bianchi

curunada d’aribari e di giardhini

cumenti una regina,

ti begu, t’intendu

più t’abbaiddu

più mi pari vizina. Continua a leggere

Tito Sannìo. UNANIMA

Ci sono romanzi che sanno intrattenere e avvincere piacevolmente il lettore, e null’altro, e romanzi, invece, che nutrono lasciando un segno forte. Il romanzo di Tito Sannìo, scrittore sardo alla prima esperienza editoriale in campo narrativo, mi sembra che faccia parte di questa seconda categoria. E’ un libro che commuove, nel senso che muove indubbiamente qualcosa in chi lo legge. Non solo perché parla di anima, in modo colto e originale senza mai cadere nei luoghi comuni sul tema, ma perché la storia e l’intreccio di vicende umane tocca la carne viva delle nostre stesse esistenze e coscienze, in modo profondo, sensibile e con acume introspettivo. Continua a leggere

Giuseppe CONTE. Non finirò di scrivere sul mare.

 

 

 

Sei stata tu il mio mare

 

In origine, sei stata tu il mio mare, madre

sei tu che io ho abitato, il tuo tepore

senza onde, senza il minimo rumore,

fuori dalla storia, dal frusciare dell’aria

tutto dentro di te, dentro il tuo amore. Continua a leggere

Antonio FIORI, I Poeti del sogno – Piccola antologia.

 

Così l’autore principia la presentazione della sua Piccola antologia: Eccoli i dodici apostoli della poesia. Dodici, dunque, come gli apostoli di Cristo, dodici come le tribù d’Israele. Scelti, però, non per la continuità del messaggio evangelico ma perché uniti da un sogno che li ha visitati tutti: un sogno enigmatico, nel quale, con poche varianti, sono interrogati senza comprendere la domanda o l’evento annunciato. Continua a leggere

2 GIUGNO 2020. QUALE FESTA?

Dovremmo aver capito che non può esserci res publica se i beni e le istituzioni che caratterizzano la res non appartengono in realtà a tutto il popolo né sono gestite da tutto il popolo, attraverso i suoi rappresentanti.

Se alcune forze politiche sono riuscite – con un perfido meccanismo elettorale – a garantire solo a loro e a pochi altri l’accesso alle istituzioni, impedendolo ad altri  – pochi o molti, nuovi e meno nuovi – dov’è la res publica? Con l’immancabile giustificazione della governabilità del Paese, della stabilità e solidità organizzativa dei partiti e delle istituzioni; contenendo, secondo loro, con la previsione di soglie elettorali, i rischi della frammentazione del panorama politico. Continua a leggere

MARIA FRANCESCA URAS: LA POETESSA DI LOGULENTU.

Questa sera sono tornato in un posto a me molto caro: Logulentu, un piccolo eden vicino a Sassari fitto di vegetazione e tagliato in due da un ruscello. Oltre il ruscello e il canneto, sulla destra, un incantevole orto  di alberi da frutta e ortaggi.

Proprio nel punto dove un tempo attraversavamo il ruscello, coi miei amici mezzofondisti, per salire lungo il sentiero della irta collina che spuntava a san Francesco, ho visto un’anziana signora avvicinarsi al ruscello dalla parte opposta alla mia. Con la mia compagna e mio suocero abbiamo iniziato a conversare con lei. Maria Francesca, così si chiama, vive da anni sola in una casupola a pochi metri dal corso d’acqua.  Dopo nemmeno dieci minuti di conversazione la bella sorpresa di sapere che scrive poesie e racconti; che non potrà mai pubblicare perché pubblicare comporta dei costi per lei insostenibili. Visto il mio interesse, si è allontanata per qualche minuto tornando con alcuni fogli scritti a mano, che mi ha porto per leggerli. Li ho presi tra le mani, con affettuoso stupore e ho subito cominciato a scorrere le poesie  scritte in italiano e in sardo-logudorese all’interno di otto facciate. Stavo infine per restituirle quei fogli, ma la donna mi ha detto che potevo tenerli. Le ho promesso allora che avrei fatto conoscere io i suoi versi, e qualcuno così li avrebbe letti.

Non credo alla casualità degli incontri, penso che la vita ci ponga davanti, ogni tanto, a dei piccoli miracoli, e nel contempo a dei piccoli, umanissimi compiti. Sono davvero felice di aver incrociato questa donna; sconosciuta fino a qualche ora fa –  che sicuramente non rivedrò più – e di aver sùbito trascritto i suoi versi che vi propongo in lettura. Al di là del valore letterario, dietro c’è una persona, una donna solitaria che sicuramente ha sofferto. La sua voce potrà finalmente uscire  dal suo eremo, dalla sua splendida valle. Come scriveva Antonio Machado, la monedita del alma / se pierde si no se da. (gn) Continua a leggere

1° MAGGIO 2020 – UN MONDO MIGLIORE E’ POSSIBILE

Cosa augurarmi e augurarci in questo giorno e per quelli a venire?

 

-Convivere con l’epidemia senza rischiare la salute e la vita

-creare le condizioni di sicurezza per tutti i lavoratori, con protocolli puntuali, chiari, e i necessari controlli affinché vengano rispettati

-incrementare il lavoro agile (smart working) là dove è possibile (riduce i rischi di contagio, armonizza il lavoro con la vita privata e familiare, contiene l’inquinamento, consente un risparmio notevole di risorse)

-resteranno tantissime persone senza lavoro…

-andrebbe perciò ridotto l’orario di lavoro per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati a parità di retribuzione, creando cosi lavoro per le persone rimaste senza, con contratti a tempo indeterminato

-potenziamento degli organici di tutti i presidi sanitari

-sussidi immediati per tutti coloro che non hanno lavoro né reddito, regolari e irregolari

-un immediato piano di conversione ecologica dell’economia (creazione di un tavolo di consultazione per il Governo di cui facciano parte i massimi esperti del settore)

-diversificazione dei sostegni alle imprese a seconda che siano in linea o meno con le linee indicate dal Governo per la conversione ecologica

-nazionalizzazione, senza impedire la concorrenza privata, delle attività di trasporto, di quelle riguardanti l’energia, le telecomunicazioni, l’acqua pubblica, il credito

-previsione di un’imposta patrimoniale per tutti i redditi superiori ad un certo importo annuo; modulazione dell’Irpef in modo che tutti possano “concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. Ricordando che “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività (art. 52 Cost.)

-contenimento delle retribuzioni del personale politico e dei dirigenti pubblici superiori ad un certo importo annuo

-creazione di un grande ministero per le infrastrutture che costruisca e curi la manutenzione di tutte le opere pubbliche; direttamente, senza più appalti, assumendo nei territori tutto il personale necessario a partire da chi ha perso o perderà il lavoro a causa della pandemia

-riforma della pubblica amministrazione per la riduzione dei tempi e la semplificazione di tutti gli iter procedimentali, con un lavoro di elaborazione che veda coinvolti, oltre agli esperti, anche rappresentanze dei lavoratori degli enti interessati;

-avviare e tenere in vita un’attività economica non deve essere più un problema per nessuno.